Una colombiana sul podio dell’orchestra all’Auditorium Parco della Musica

Il 1 ° gennaio Carolina Leon Paez, dirigerà l’Adagio per archi all’interno del nuovo concerto di Gabriele Ciampi, Hybrid, all’Auditorium Parco della Musica

A quattro anni e mezzo inizia a suonare la viola a Bucamaranga la città dov’è nata in Colombia. Poi un giorno accompagna la mamma a casa della zia, che era morta, per mettere un po’ in ordine gli oggetti e I ricordi di tutta una vita. In cima a un armadio la mamma trova un violino. Uno strumento prezioso, il cui uso era stato impedito negli anni alle sue cugine, troppo piccole per maneggiarlo con la dovuta cura. Carolina è una bambina piccola, ma le piace molto andare alle  lezioni di  viola e suona lo strumento appassionatamente. Così la mamma decide che finalmente anche quel violino, invece di continuare a impolverarsi dimenticato in cima a un armadio, aveva trovato la bambina che avrebbe suonato le sue corde.

Insomma per Carolina Leon Paez, prima donna ad avere l’onere e l’onore di  dividere il podio da direttore d’orchestra  col maestro titolare, Gabriele Ciampi, la carriera artistica era scritta nel destino.

Al centro il maestro Gabriele Ciampi accanto alla prima viola e direttrice d’orchestra, Carolina Leon Paez e alle altre componenti femminili dell’orchestra di 40 elementi che suonerà all’Auditorium Parco della Musica

Una carriera di successo

Dal ritrovamento di quel violino molta acqua è passata sotto ai ponti, Carolina ha collaborato come viola di fila con orchestre importanti come l’Orchestra Roma Sinfonietta, diretta dal maestro Ennio Morricone, l’Orchestra del Conservatorio S. Cecilia di Roma, l’International Chamber Ensemble. Superando, inoltre, le difficoltà per le donne ad emergere in quest’ambiente,  il  1 ° gennaio la Leon Paez, dirigerà l’Adagio per archi all’interno del nuovo concerto di Ciampi all’Auditorium Parco della Musica. Hybrid, questo il titolo del nuovo album composto dal giovane maestro romano e uscito in tutto il mondo per la Universal Music, parte da uno strumento solo, il pianoforte e  arriva al coinvolgimento di tutta l’orchestra di 40 elementi, passando dalle sonorità più classiche all’hiphop sinfonico.

Il maestro Ciampi

“Lavoro con Carolina che è la prima viola della mia formazione romana “CentOrchestra” dal 2012 – ci racconta Ciampi, in una pausa della presentazione alla stampa di un’anteprima del concerto, trasmessa lunedì scorso dalla leggendaria Sala A di via Asiago  su “Radio Classica” e “Radio Rai Tutta Italiana”. “Dell’album Hybrid – racconta ancora Ciampi – sono anche il produttore, così durante la registrazione ho affidato a Carolina la direzione d’orchestra dell’adagio per avere la giusta distanza che mi permettesse di valutare meglio l’esecuzione. Al termine  sono stato sorpreso dalla sua interpretazione del brano che aveva una coloritura e una sensibilità tutta femminile, che aggiungeva un “quid” in più. Così ho deciso di cedere programmaticamente la bacchetta – cosa che si fa di solito molto malvolentieri, confessa Ciampi – a Carolina nel corso dei miei concerti”.

Gabriele Ciampi, unico italiano in giuria al Grammy Awards 2018 di New York

Ciampi, classe ’76, unico italiano membro della giuria del Grammy Awards di New York, vive e lavora negli Usa dove ormai è una star e sogna di creare un ‘orchestra tutta al femminile. Ma già adesso per la sua ultima creazione dove fonde diversi stili musicali dando vita ad una vera e propria “contaminazione” stilistica, si è avvalso di competenze al femminile e di provenienza internazionale, a partire dalla direzione d’orchestra con la Leon, per arrivare alla mezzo soprano, solista della China Opera house, Jiujie Jin, alla pianista russa Elena Nefedova e l’arpista italiana dell’orchestra sinfonica nazionale di Santa Cecilia, Augusta Giraldi. Sono donne anche la graphic designer iraniana e la fotografa Americana di Los Angeles.

La mezzo soprano cinese Jiujie Jin nella Sala A di Via Asiago alla Rai di Roma

In un mondo prevalentemente tutto al maschile, dunque, la “bacchetta” passa in mano alle donne. “ Ho cominciato a dirigere un’orchestra per la prima volta nel 2015 per caso, quando un mio compagno di conservatorio mi chiese di prendere il suo posto,  quello fu il mio “debutto” – ci racconta Carolina dopo l’anteprima della Rai.

Storia di una direttrice d’orchestra che viene da lontano

E’ stato difficile trasferirsi in Italia dalla Colombia?

“In realtà io volevo andare a Stoccarda a perfezionarmi  dopo essermi laureata cum laude nel 2000 in Pedagogia musicale all’Università Industrial de Santander. Ma proprio mentre preparavo la valigia, una mia amica architetta mi ha chiesto di raggiungerla a Roma e di iscrivermi al Conservatorio di Santa Cecilia. Così ho deciso. Ho ottenuto un visto di tre mesi per studiare, avevo 22 anni. e non sapevo bene cosa sarebbe stato della mia vita. Ma poi sono rimasta e nel 2005 mi sono diplomata maestro di Viola al Conservatorio e poi ho avuto riconosciuta la cittadinanza italiana.

Carolina in una foto di repertorio

Come ti ha accolto Roma?

“Ho trovato quella che considero la mia “mamma italiana” che mi ha aperto la sua casa e mi ha aiutato a superare le difficoltà iniziali. Ancora oggi è il mio punto di riferimento”.

Preferisci dirigere l’orchestra o suonare i tuoi strumenti?

“Mi piace molto il rapporto “ a due” con lo strumento che è una parte di te, nella direzione gli strumenti diventano le persone e riuscire a tirare fuori il meglio da tutta l’orchestra è molto difficile. Se non funziona il direttore, non funziona nemmeno l’orchestra…”.

Francesca Cusumano

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