Costruttori di ponti: la scuola racconta le migrazioni

Costruttori di ponti 5 edizione
Costruttori di ponti: Massimiliano Fiorucci, Albertina Soliani, Luca Pietromarchi, Eraldo Affinati, Don Giovanni De Robertis

Giovedì 4 aprile nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli studi Roma Tre, nel quartiere multietnico romano dell’Esquilino, si è tenuto il seminario nazionale intitolato “Costruttori di Ponti”, giunto alla quinta edizione.
L’idea degli incontri dei “costruttori” è nata nel 2015 al fine di riflettere e confrontarsi sulla
tematica delle migrazioni, più attuale che mai nel nostro tempo, e sui rapporti che intercorrono e s’intrecciano tramite essa.
Il seminario, promosso dall’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), il Miur, la Fondazione Migrantes e la Rete Scuolemigranti, ha toccato il tema “La scuola racconta le migrazioni”.
Dopo un’introduzione di benvenuto da parte del Magnifico Rettore dell’Università, Luca
Petromarchi, e degli ospiti, si sono snodate più sessioni di lavoro parallele, nelle diverse aule della facoltà, i cui tavoli tematici hanno dato voce alle diverse realtà protagoniste attive nel territorio nazionale.

L’insegnamento di Alex Langer

Citando in prims l’insegnante e politico italiano Alexander Langer, che fu il primo a usare
l’espressione “costruttori di ponti”, è stato di significativa importanza porre l’accento su ciò che ci somiglia e non su ciò che ci divide e, dunque, comprendere la metafora del “costruire ponti”: non alzando muri di divisione ma collaborando reciprocamente.
E’ emersa la rilevanza di imparare a curare ed usare un linguaggio da “costruttori di ponti”, dove il lavoro di squadra fa la differenza poiché non s’insegna e non s’impara senza l’altro, in un’ottica di mutualismo, di reciprocità.

Il campo dell’educazione formale e non formale

Il ruolo della scuola, principale agenzia insieme alla famiglia deputata all’educazione, non è solo di tipo didattico-educativo ma va oltre: è un ponte che allude ad un’apertura per costruire dialogo, integrazione, crescita con e per l’individuo. La scuola gioca un ruolo fondamentale insieme ad altre realtà formative come l’associazionismo, il terzo settore, i servizi che costituiscono il campo dell’educazione non formale ovvero quell’educazione che si svolge al di fuori delle istituzioni solitamente designate all’istruzione.

I tavoli tematici dell’incontro

Proprio la scuola ricostruisce con gli studenti il racconto delle migrazioni attraverso le arti, la letteratura e la scrittura, l’emigrazione italiana, i minori stranieri non accompagnati e i rifugiati, il razzismo ed i media, assunti che hanno costituito le sessioni di lavoro della giornata, dove tra le altre sono state impegnate le associazioni della rete Scuolemigranti: AltraMente, Auser Viterbo e Piuculture.
Attraverso il linguaggio artistico, a cui non serve necessariamente dare spazio alle parole, si dà voce a esperienze e testimonianze di artisti che si raccontano, così come la lettura e la scrittura sono segni di memoria che aiutano a trasmettere il proprio vissuto.
Richiamando l’Art.13 della “Dichiarazione universale dei diritti umani”, dove la libertà di
movimento è condizione indispensabile per la persona umana, si contempla la mobilità del “si torna e si riparte”, per avere accesso ad opportunità migliori, soprattutto di tipo educativo.

L’importanza dell’offerta formativa

Non occorre, inoltre, aspettare che nasca l’insorgenza di una domanda formativa da parte dei soggetti, poiché spesso il soggetto stesso non formula una richiesta esplicita del suo bisogno formativo: si pensi ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) o ai rifugiati e al lasso di tempo che intercorre dal loro arrivo al momento in cui vengono rimessi in formazione. A tale proposito numerose sono le iniziative al fine di valorizzare le competenze e aprire l’accesso alle opportunità educative. La formazione sulle migrazioni è infatti, in primo luogo, un investimento sul capitale umano: spesso l’informazione passa attraverso diversi canali che offrono un’inadeguata e distorta lettura del fenomeno, la quale non sempre corrisponde alle realtà dei fatti e alimenta forme di intolleranza. Formare ed informare opportunamente le coscienze significa sensibilizzare le nuove  generazioni poiché come ci insegna il pedagogista brasiliano Paulo Freire: “l’educazione non cambia il mondo. L’educazione cambia le persone. Le persone cambiano il mondo”.

Flavia Lucidi
(8 aprile 2019)

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