Elezioni europee, i candidati: Arianna Alessandrini – FDI

 

Arianna Alessandrini candidata per Fratelli d’Italia

Arianna Alessandrini è candidata alle Elezioni europee nella circoscrizione Centro nella lista di Fratelli D’Italia. È nata a Roma ed è impegnata in una attività commerciale sia come rappresentante di categoria che come imprenditrice. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile del Settore Commercio per l’Associazione Consumatori “Assotutela” e gestisce le attività commerciali del brand “Famiglia Alessandrini” nell’ambito dell’abbigliamento ed accessori moda. In questo stesso settore cura e gestisce i rapporti commerciali con Paesi esteri occupandosi di import/export, cosa che le riesce agevolmente in quanto parla fluentemente cinque lingue – inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese – capacità che le ha permesso, nel tempo, di maturare buone capacità nelle pubbliche relazioni internazionali. “Mi interesso alla politica per passione, offrendo il mio contributo personale e la mia dedizione”.

Perché ha scelto di candidarsi con questo partito?

Ho scelto di candidarmi con Fratelli d’Italia perché sono in linea con i punti programmatici del Partito e con Giorgia Meloni.
Credo sia importante passare da questa Unione Europea ad una Confederazione europea di Stati nazionali, liberi, sovrani capaci di cooperare sulle grandi questioni: sicurezza, mercato unico, difesa, immigrazione, ricerca e politica estera, mantenendo comunque la propria identità e prestando attenzione alle esigenze del Paese.

Quali sono i punti principali del programma che porterà avanti?

Vorrei sostenere le aziende che operano ed assumono in Italia per creare nuovi posti di lavoro e raggiungere l’obiettivo europeo di un tasso di occupazione del 75% entro il 2020, attualmente l’Italia è soltanto al 63%.
Flat Tax come incentivo per le imprese che producono nel nostro Paese ed usano manodopera locale, lotta ai sistemi di elusione fiscale delle multinazionali, tutela delle professioni e valorizzazione del lavoro autonomo, difesa degli artigiani, dei commercianti, delle micro-imprese, delle Eccellenze Italiane, della cultura e del turismo. Sono le nostre priorità. Un altro punto su cui concentrerei la mia attenzione in Europa sarebbe la semplificazione della burocrazia, la facilitazione della presentazione dei progetti per accedere ai Fondi Europei così da poterne usufruire a pieno; infine la chiarezza riguardo le norme ed una minore pressione fiscale.
Ritengo opportuno dialogare affinché la BCE rammenti e consideri la natura pubblica di Bankitalia e delle riserve auree provvedendo alla riforma delle regole bancarie europee, divenendo strumento di sostegno alle imprese e alle famiglie e non della finanza speculativa, separando le banche commerciali da quelle di investimento.
Richiederei all’INTA (Commissione Europea per il Commercio Internazionale) un controllo maggiore per evitare la concorrenza sleale da parte di trust di Paesi terzi; un controllo sul dumping in difesa del Made in Italy, nostra esclusiva Eccellenza. Cercherei di ottenere un piano nazionale ed europeo di investimenti pubblici in infrastrutture, trasporti, rete digitale, edilizia scolastica, messa in sicurezza del territorio.

Nei primi 100 giorni di attività parlamentare quali sarebbero le sue tre priorità?

L’argomento principale su cui mi concentrerei a Bruxelles sarebbe la richiesta di disinnescare i meccanismi delle politiche di austerità imposte dall’ Unione Europea poiché fallimentari sia in Italia che nel resto dell’Europa. Le attuali politiche hanno ottenuto come risultato l’impoverimento della popolazione, messo in crisi le aziende e creato disoccupazione.  Altro importante aspetto a cui dedicherei attenzione è certamente l’ambiente affinché l’Europa sia attenta alla tutela del territorio, del paesaggio e della natura. Tutto ciò con l’istituzione di percorsi formativi per i cittadini e attraverso l’erogazione di incentivi per l’adeguamento e il miglioramento degli impianti ad elevato impatto ambientale cercando di dare sostegno all’impiego di energie pulite e rinnovabili. Per quanto riguarda gli allevamenti intensivi introdurrei l’obbligo di smaltimento dei rifiuti in loco e con impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Inoltre mi impegnerei affinché l’Italia possa diventare lo Stato dove sia più vantaggioso fare impresa ed investire abbassando le tasse e semplificando la burocrazia, controllando il  dumping sociale e tutelando il Made in Italy rifiutando gli accordi commerciali che non tutelano pienamente il prodotto italiano e reprimendo ogni forma di contraffazione e di concorrenza sleale.

Cosa condivide e cosa invece cambierebbe delle politiche europee attuali in tema di immigrazione?

Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione ritengo molto importante la legalità: le frontiere esterne europee sono uniche quindi le regole devono essere comuni. Il controllo delle frontiere deve essere più efficiente. Sì all’immigrazione regolare nel rispetto delle quote nazionali. Si potrebbe pensare all’ attuazione di piani europei di investimento per lo sviluppo in Africa contrastando, allo stesso tempo, ogni forma di neocolonialismo.

L’Europa è un’unione di diversi, queste diversità come vanno affrontate?

L’Unione Europea nasce dalla volontà comune di pace e come luogo preposto alla ricomposizione delle divergenze utilizzando strumenti pacifici di mediazione politica e di ripartizione di incentivi economici, originariamente pensati come una sorta di indennizzo per chi si fosse trovato a dover rinunciare alle proprie e specifiche aspettative di sviluppo vincolate da regole comunitarie sia in settori industriali che agricoli. La mediazione e la regolamentazione attraverso soluzioni di compromesso e nel rispetto degli interessi economici dei Paesi membri è specificamente uno dei ruoli pertinenti alle rappresentanze politiche che costituiscono il Parlamento Europeo. È importante, a mio avviso, scegliere i propri rappresentanti a Bruxelles valutando le persone, oltre all’appartenenza politica.

Come definirebbe l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli stranieri?

Definire l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli stranieri non è semplice poiché una popolazione eterogenea rispecchia diverse forme di pensiero ed educazione; potrei generalizzare asserendo che gli stranieri che vengono nel nostro Paese e che rispettano leggi, regole di convivenza, usi e costumi sono accolti ed integrati nella trama sociale. Coloro i quali delinquono, non condividono, non rispettano o non accettano le nostre abitudini, tradizioni, regolamentazioni sicuramente non saranno altrettanto ben accettati.

Tra l’Europa e il resto del mondo c’è il mare: come gestire lo spazio che ci divide?

Sicuramente la politica estera ha un ruolo fondamentale nel controllo delle nostre coste quindi credo che la volontà di collaborazione tra membri dell’Unione Europea, al fine di trovare soluzioni a problemi di importanza strategica, sia una condizione imprescindibile.
Il mare, quale via di comunicazione e quale fonte di risorse alimentari, è da considerarsi come una grande ricchezza oltre che un network per la connessione con il resto del mondo. Pertanto, va anche controllato in maniera adeguata cercando di evitare conflitti e stringendo accordi diplomatici con gli altri Paesi intervenendo in sinergia per gestire l’immigrazione.

Qual è l’ultimo piatto di cucina straniera che ha mangiato o cucinato?

Mi piace la buona cucina e preparare pietanze etniche. Ultimamente ho cucinato del pollo al curry con riso basmati anche se, sinceramente, adoro la pasta e ho un vero debole per la l’amatriciana.

Giada Stallone
(18 maggio 2019)

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