Rifugiati nella rete: le “maglie” dell’inclusione sul territorio

Fare rete, insieme. Questo il monito, non l’unico ma certamente il più importante, dell’incontro “Rifugiati nella rete”, di martedì 22 ottobre presso la sede romana dell’agenzia di stampa Dire. “Abbiamo scelto un titolo che fosse ambivalente – ha spiegato Alessandra Fabretti, giornalista e moderatrice dell’incontro -infatti da un lato ci riferiamo a rifugiati che, arrivati qui, si trovano nelle maglie di una rete che non sempre accoglie trovando molte difficoltà; dall’altro, l’idea è quella di creare una rete che includa i rifugiati e le associazioni che sul territorio si occupano di offrire dei servizi”.
Secondo i dati forniti dal Viminale, rispetto al mese di settembre dello scorso anno quando su 3.298 richieste il 72% ha ricevuto un diniego, nel settembre 2019 è stato registrato l’81% dei dinieghi su 3.202. Dati che dimostrano non solo un calo delle richieste ma un significativo aumento dei dinieghi, ossia delle richieste rifiutate. Ma come è possibile contrastare, dal basso, questi numeri? “Sicuramente è necessario valorizzare i servizi e le pratiche positive di costruzione di relazioni che ci sono sul territorio” ha suggerito Filippo Miraglia di Arci Immigrazione.

La rete

I servizi sembrano non mancare, basti pensare che solo Arci Immigrazione ha a disposizione due importanti strumenti di orientamento per rifugiati e richiedenti asilo. Il primo, un numero verde nato nel 2006 che offre, in 30 lingue, assistenza e consulenza legale, mediazione sociolinguistica e accompagnamento nei percorsi di integrazione. Il secondo, JUMA- Refugees Map Service un servizio di mappatura, in 11 lingue, dei servizi offerti e presenti su tutto il territorio nazionale; quindi informazioni su accoglienza, assistenza sanitaria e amministrativa, orientamento al lavoro oltre a scuole di italiano e centri antiviolenza di genere. “L’idea – ha spiegato Miraglia – è di fare rete per mettere in contatto le associazioni e per dare una rappresentazione diversa del fenomeno. Insieme al lavoro della rete, va sottolineata l’importanza di rendere protagonisti i soggetti del diritto d’asilo”.

L’importanza del rendere protagonisti i migranti e i richiedenti asilo è stata oggetto di tanti progetti presentati dall’UNHCR, dei quali ha parlato la portavoce Carlotta Sami, iniziative pensate per permettere ai soggetti di confrontarsi con il territorio, con la comunità ma soprattutto con i giornalisti: un rapporto tra i soggetti e la stampa può dare la possibilità ai rifugiati stessi di raccontarsi non solo rispetto il proprio passato ma anche rispetto il presente ed il futuro; una auto narrazione utile alla costruzione di una vita autonoma e sicura nel nostro Paese.

La collaborazione tra l’organizzazione umanitaria Intersos e l’UNHCR ha visto la nascita di un altro importante progetto, pensato come aiuto alle neonate associazioni impegnate nell’ambito migratorio per permettergli di andare avanti da sole: quindi, attraverso un iniziale aiuto finanziario e ad attività di coaching e tutoraggio da parte del personale del progetto, è stato possibile aiutare le associazioni a migliorare, ad esempio, l’aspetto manageriale. “Abbiamo cercato di dare a queste associazioni- ha spiegato Cesare Fermi, responsabile dell’Unità migrazione- un marchio che conferisse loro una autorevolezza davanti le autorità che spesso, inizialmente, non riescono ad avere. Inoltre, l’idea è stata quella di mettere in contatto le associazioni stesse con chi, in futuro, potrà sostenerle come le fondazioni private”.

Le maglie

All’incontro ha preso parte Fatima Abdurzakova, ex richiedente asilo ora operatrice SPRAAR e mediatrice culturale, che ha fatto luce su quelle che possono essere le difficoltà di chi intraprende un percorso di inserimento in una realtà nuova. Fatima ha raccontato le proprie principali difficoltà inziali, comuni a molti, nel capire come muoversi: in un percorso di integrazione è importante non solo l’aspetto della accoglienza primaria, certamente fondamentale, ma anche dell’accompagnamento all’integrazione quotidiana, ad esempio il  conoscere i propri diritti ed i servizi disponibili. Infine, ha preso parola Lyas Laamari, attualmente in status di rifugiato, ideatore e gestore della prima piattaforma nazionale nata e gestita esclusivamente da rifugiati: la piattaforma “Unire” verrà presentata ufficialmente a Roma il 26 ottobre, a partire dalle ore 14:00, presso la sede CGL di via Buonarroti 51.

Giada Stallone
(23 ottobre 2019)

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