Draghi: “nessuno deve essere lasciato solo nelle acque italiane”

Draghi
Mario Draghi. Foto di European Union 2011 PE-EP/Pietro Naj-Oleari

“Nessuno deve essere lasciato solo nelle acque territoriali italiane. Riteniamo il rispetto dei diritti umani una componente fondamentale di qualsiasi politica sull’immigrazione”. Il 12 Maggio il Presidente Draghi ha affrontato il suo primo Question time alla Camera rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari su diversi argomenti. Fra le domande rivolte anche quella sulle “iniziative volte a far fronte all’incremento dei flussi migratori irregolari verso l’Italia”, con riferimento ad eventuali nuovi accordi in sede di Unione europea.

L’incremento dei flussi migratori

Secondo Draghi l’incremento dei flussi migratori dall’inizio del 2020 e i conseguenti sbarchi di migranti sono causati sia dalla diffusione della pandemia in Nord Africa che dall’instabilità politica in Libia, anche se “il problema non nasce propriamente sulle coste libiche, ma si sviluppa a partire dall’Africa sub-sahariana”. Il presidente elenca quindi i tre punti principali sui quali il Governo è attualmente impegnato in materia di immigrazione: promuovere le opportune iniziative bilaterali; condurre un’azione da parte dell’Unione europea “affinché le autorità libiche contrastino i traffici di armi e di esseri umani nel rispetto dei diritti umani”; esercitare una pressione intraeuropea “affinché si torni ad una redistribuzione credibile ed efficace dei migranti approdati in Italia”.

Controllo delle frontiere: una politica “efficace ed umana”

“La politica sull’immigrazione del governo vuole essere equilibrata, efficace ed umana”, sottolinea Draghi nell’interrogazione. Ma la priorità nel breve periodo resta il contenimento della pressione migratoria, soprattutto nei mesi estivi: “siamo impegnati a ottenere dai Paesi di partenza, in particolare da Libia e Tunisia, una collaborazione più intensa ed efficace nel controllo delle loro frontiere marittime e terrestri e nel contrasto alle organizzazioni dei trafficanti. Sulla Tunisia, possiamo contare sull’attivazione di un meccanismo di allerta precoce, basato sulla tempestività degli avvistamenti e del passaggio delle informazioni alle Autorità tunisine, nel pieno e assoluto rispetto delle loro prerogative di sovranità territoriale”. Il Presidente ricorda ai parlamentari anche la visita che si terrà domani, 20 maggio, del Ministro dell’Interno Lamorgese a Tunisi insieme al Commissario agli Affari interni Ylva Johansson per discutere di aiuti e di rimpatri, con la quale si intende rinnovare “la missione svolta ad agosto del 2020”.

Il rimpatrio, una “leva necessaria”

Per Draghi una “leva necessaria di governo dei flussi migratori” è costituita, inoltre, dall’azione di rimpatrio dei migranti che “non hanno titolo a rimanere sul nostro territorio, in mancanza dei presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale. Abbiamo da tempo rafforzato gli sforzi sul fronte dei rimpatri, compresi quelli volontari e assistiti, con la collaborazione delle Agenzie delle Nazioni Unite OIM e UNHCR. Siamo impegnati non solo sul fronte degli Accordi bilaterali, ma anche per il lancio di forme di partenariato europeo con i principali Paesi di origine e transito dei flussi. Queste devono includere iniziative sullo sviluppo economico locale e la tutela della legalità”, precisa il Presidente.

L’ Accordo di Malta

Per quanto riguarda l’Accordo di Malta, “è in corso un fattivo dialogo con Germania e Francia per rivitalizzare questa forma di cooperazione, applicata con regolarità sino all’esplosione della pandemia e in virtù della quale è stato possibile ricollocare circa mille richiedenti protezione. Il nostro obiettivo è attivare subito un meccanismo temporaneo di emergenza per il ricollocamento dei migranti soccorsi in operazioni SAR, basato sugli stessi principi di condivisione e di solidarietà dell’Accordo di Malta”. Eppure secondo Matteo Villa dell’Osservatorio migrazioni dell’ISPI, tra ottobre 2019 e marzo 2021 con gli accordi di Malta sono state ricollocate circa 990 persone su 44.300 sbarcati, solo il 2,2% del totale. Probabilmente nelle parole di Draghi il pensiero è andato al ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, il quale al termine dell’incontro del 12 maggio alla Farnesina insieme al ministro Luigi Di Maio aveva ampiamente rassicurato l’Italia: “già in passato la Germania ha partecipato alla ricollocazione dei profughi e dei rifugiati, lo faremo anche in futuro. Non lasceremo mai da sola l’Italia, ci aspettiamo lo stesso comportamento dagli altri partner dell’Unione europea”, aveva detto infatti in quell’occasione Maas, per il quale nella Libia devastata da anni di guerre “le opportunità di pace sono aumentate”, pur essendoci a suo stesso dire ancora numerose “sfide da affrontare”, come lo svolgimento delle elezioni del 24 dicembre e l’incognita sul ritiro dei 20mila combattenti stranieri dal territorio.

Il vertice sul finanziamento delle economie africane

Archiviato il Question time, l’agenda del Presidente Draghi è proseguita il 18 maggio con la partecipazione al Vertice sul finanziamento delle economie africane presso il Grand Palais Éphémère di Parigi. “Quello che questo summit ha voluto fare è cercare di cominciare a organizzare una risposta per l’Africa”, ha affermato Draghi al termine dell’evento. L’obiettivo del vertice voluto da Macron è stato quello di cercare nuove fonti di finanziamento per l’Africa sub-sahariana, duramente colpito dalla pandemia di Covid-19. Secondo una ricerca di Oxfam ed Emergency se le nazioni più ricche nell’ultimo mese hanno vaccinato in media una persona al secondo, la stragrande maggioranza dei Paesi in via di sviluppo non è ancora stata in grado di somministrare una singola dose.

Il Global Health Summit

Venerdì 21 maggio, il Global Health Summit, un evento speciale della Presidenza G20 organizzato dall’Italia si svolgerà a Villa Pamphilj a Roma. Il summit sarà presieduto dal Presidente Draghi e dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. I lavori si svolgeranno in modalità virtuale e saranno trasmessi in diretta streaming. Nel corso del vertice si “condivideranno gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19” e si elaborerà una “dichiarazione di Roma”: una serie di principi tesi a rafforzare la cooperazione e l’azione congiunta per prevenire future crisi sanitarie mondiali. Non è invece dato sapere se si discuterà anche della situazione dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo, per i quali è stata chiesta la sospensione dei brevetti, e della pandemia in relazione ai flussi migratori. Nel frattempo non si fermano le partenze e il numero di morti nel Mediterraneo: secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni, dal 9 al 15 maggio più di mille migranti sono stati soccorsi o intercettati in mare e riportati in Libia. Nelle ultime 24 ore quasi quattromila persone sono state salvate dalla Guardia Costiera italiana, mentre 57 migranti sono annegati ieri al largo della Tunisia nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il Mediterraneo continua ad essere la tomba per tanti fra coloro che fuggono alla ricerca di una vita migliore.

Vincenzo Lombardo
(19 maggio 2021)

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