Nel giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo Patto UE Migrazione e Asilo, che definirà regolamenti comuni per l’ingresso dei migranti, il diritto alla protezione, la gestione delle frontiere e il sistema di accoglienza.

Il Consiglio europeo dei 27 Paesi membri della UE, riunitosi l’8 dicembre, ha concordato gli orientamenti per ridefinire:
- le procedure comuni per i rimpatri con la realizzazione di hub istituiti a questo scopo;
- il meccanismo di solidarietà a sostegno dei Paesi più sottoposti a pressione migratoria (Grecia, Italia, Spagna, Cipro);
- la lista dei Paesi sicuri (Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco, Tunisia).
Il Consiglio d’Europa (da non confondere con il primo), costituito da 46 Paesi – che ha la CEDU (Convenzione Europea Diritti dell’Uomo) come strumento principale, nella riunione a Strasburgo il 10 dicembre ha espresso la necessità di conciliare le norme per la tutela dei diritti umani con il concetto di sicurezza e quindi con maggiore controllo delle frontiere.
Sistema Migrazione e Asilo: come cambia
La tendenza è verso un restringimento del diritto di asilo. L’insofferenza dei Governi europei verso i limiti posti dalla CEDU si è concretizzata nelle intese raggiunte sui seguenti temi:
- rafforzare il contrasto alla migrazione irregolare;
- istituire più centri per il rimpatrio e il ricollocamento trasformando il sistema di accoglienza in un sistema di contenimento;
- esternalizzare le strutture di prima accoglienza alle frontiere: dove verranno espletate, in tempi brevi, le procedure per l’accertamento dei requisiti per l’asilo.
Questo comporterà tempi di attesa più lunghi negli hotspot, che diventeranno centri chiusi, senza contatti con conoscenti o associazioni all’esterno. Per esempio, un migrante che arriva in Sicilia potrà, con procedura accelerata, essere spedito non più in un paese da lui indicato, dove ha conoscenti e legami, ma in uno dei Paesi definiti sicuri.
Con una mozione approvata a maggioranza dalla Camera dei Deputati il 16 ottobre scorso, è stato approvato un progetto per la realizzazione di 70 centri di accoglienza in Libia.
Andiamo, quindi, verso una fase ulteriormente regressiva, in cui la logica del contenimento prevarrà su quella dei diritti. [1.CONTINUA]
Luciana Scarcia
(11 dicembre 2025)
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