Esternalizzazione e respingimenti: il fallimento della politica

Mentre la remigrazione, slogan dell’estrema destra europea, si sta diffondendo rapidamente, le politiche migratorie europee, e italiane, restano prigioniere di una visione miope, incapace di gestire le trasformazioni in atto verso un futuro di convivenza.

Migranti rinchiusi in un CPR
Migranti rinchiusi in un CPR

Scendendo dal terreno politico a quello dell’analisi dei fatti, proviamo a vedere quali sono i costi e i risultati delle misure volte a esternalizzare e respingere i flussi migratori verso il Mediterraneo.

Gli esperti prevedono che entro il 2030 saranno 300 milioni i migranti internazionali a causa di guerre, dittature, diseguaglianze, fattori climatici (World Migration Report 2000) e una parte di questi arrivano e arriveranno nel Mediterraneo. A fronte di questi spostamenti di masse di persone, le politiche migratorie europee risultano del tutto inadeguate.

Costi e risultati della esternalizzazione e dei rimpatri: un fallimento

– costo medio di un rimpatrio oltre 3.640 €;
– per gestione dell’operazione 5.000 €;
– per le strutture 55 milioni di € l’anno;
– costo del protocollo Italia-Albania 653 milioni di € in 5 anni.

• I RISULTATI (Fonte)

– Nel secondo trimestre del 2025, sono stati effettuati 28.355 rimpatri a fronte di
116.495 ordini di lasciare il territorio Ue.

Oltre agli elevati costi (a scapito di diversi utilizzi anche per i cittadini italiani) e alla loro inefficacia – sia rispetto alle attese del Governo sia per l’elevato numero di irregolari -, le misure di esternalizzazione adottate dalle politiche italiane-europee pongono problemi di compatibilità giuridica, di rispetto dei Diritti Umani e di dipendenza della UE dai Paesi Terzi dove si creano gli hub.

L’Italia ha bisogno di immigrati

Anche prescindendo da motivi etici e culturali e rimanendo sul terreno della convenienza, il mondo del lavoro in una società come la nostra in declino demografico ha bisogno degli stranieri.
Infatti con il Decreto Flussi 2025-2028  il Governo ha definito 500.000 quote di ingresso per lavoro: 164.850 per il 2026; 165.850 per il 2027; 166.850 per il 2028.

Noi già viviamo in un mondo multiculturale. C’è solo da prenderne atto e adottare le misure idonee a governare queste trasformazioni con responsabilità, ma a impedirlo c’è un’ideologia, quella dell’identità nazionale (Dio Patria Famiglia), che si frappone alla realtà e la maschera. Si preferisce così la miope strada della demagogia. Finché dura, però!

Luciana Scarcia
16 aprile 2026

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