L’artista di Gaza che trasforma le scatole degli aiuti alimentari in arte

“I messaggi che voglio trasmettere, sia alla nostra comunità sia al mondo, parlano di quanto ci sentiamo oppressi e impotenti. Prima della guerra, la mia arte voleva rappresentare il volto luminoso della striscia di Gaza, disegnavo sogni, speranze e aspirazioni, ma la guerra ce li ha portati via. Ora lottiamo per soddisfare i bisogni più essenziali, come acqua e cibo. Lottiamo per sopravvivere.“ Così racconta Ahmed Muhanna, pittore di Gaza, diventato famoso per i suoi disegni, realizzati sui cartoni degli aiuti umanitari giunti nel suo paese durante il periodo di guerra, nel video che presenta al pubblico la sua vita e la nascita delle sue opere. 

La mostra: 60 opere per la prima volta esposte fuori di Gaza

I suoi disegni emozionano e commuovono ma al tempo stesso parlano forte e chiaro della tragedia umanitaria che ha colpito il suo popolo, ai visitatori della bella mostra itinerante, Gaza: storie di speranza e resilienza, arrivata a Roma, a piazza San Silvestro, dopo aver attraversato otto paesi europei, per la sua sedicesima e ultima tappa. La mostra, visitata da oltre 35 mila persone, è stata realizzata grazie al PAMIl Programma Alimentare Mondiale- insieme all’Unione Europea, suo partner che ha svolto, dal 2023, un ruolo essenziale per garantire l’ingresso di aiuti essenziali a Gaza.  Grazie a loro, per la prima volta, Ahmed Muhanna è riuscito ad esporre le sue opere al di fuori di Gaza.

La scoperta del disegno sul cartone del WFP- World Food Programme

“Ahmed è un artista professionista, nato e vissuto a Gaza, dove ha studiato e dove tiene corsi di arteterapia per bambini, che aiutano, attraverso l’arte, i piccoli a superare i traumi subiti. Un collega ha scoperto per caso un suo disegno, realizzato su uno dei cartoni dei nostri pacchi alimentari e da quel giorno ha cominciato a cercarlo, finché non è riuscito a rintracciarlo.” racconta Caroline Van Nespen, addetta alla comunicazione del WFP- World Food Programme.

L’arte che trasforma una limitazione in un messaggio di speranza

Dopo il 7 ottobre 2023, l’artista è stato costretto a lasciare la sua casa nel sud di Gaza e a sfollare, come la maggior parte dei Gazawi. “In quel periodo ero così preoccupato per la mia famiglia e preso dalle necessità impellenti di trovare l’acqua e il cibo e di ricaricare i telefoni che per mesi non sono più riuscito a dipingere.” Racconta Ahmed  “Poi, spinto dal desiderio di testimoniare ciò che stavo vivendo, ho ripreso a dipingere e a disegnare, usando, una volta esaurite le scorte nel mio studio, qualsiasi cosa riuscissi a trovare.” Così le tele vengono sostituite con pagine di vecchi libri ed i cartoni degli aiuti alimentari. I colori acrilici dal caffè, tè, carbone e altri materiali. Quella che era iniziata come una limitazione si è trasformata in un progetto in continua evoluzione. In questo modo, i materiali stessi incarnano ora i temi stessi delle sue opere: resilienza, resistenza e l’incrollabile volontà di creare bellezza tra le macerie. “Dipingere su queste scatole è diventata la mia nuova filosofia, in questo modo il dolore di quello che vedo si trasforma in un atto di resistenza e in un messaggio di speranza, di rinascita per il mio popolo.” Afferma ancora Ahmed.
Ciò che un tempo serviva a trasportare aiuti umanitari ora offre una prospettiva sensibile e impegnata sulla realtà di Gaza, segnata da quasi tre anni di sofferenza e distruzione.

Il ruolo del Programma Alimentare Mondiale- PAM- a Gaza

“Prima del conflitto, queste scatole non arrivavano a Gaza, ora vengono utilizzate per qualsiasi cosa. “ Spiega ancora Caroline. “Una volta presi i beni che contengono, quel che rimane delle scatole viene utilizzato dalla popolazione nei modi più disparati: come sedile o come giaciglio per riposare, come valigia per riporre le proprie cose quando devono spostarsi per evacuare dalle zone di guerra, non avendo molto altro a disposizione. Quindi sono diventate un simbolo di sofferenza e di povertà ma anche di speranza perché è l’unico mezzo per sopravvivere.” Nonostante il cessate il fuoco nell’ottobre 2025, gli attacchi israeliani continuano a mettere in pericolo la popolazione e la vita quotidiana rimane segnata dal pericolo e dalle difficoltà. L’incubo della carestia dello scorso anno rimane vivido nella popolazione. Molte famiglie faticano a procurarsi  cibo, mentre il costo dei beni essenziali, tra cui la farina, è aumentato notevolmente. Le rigide restrizione agli aiuti umanitari, ancora esistenti, rendono comunque difficile l’ingresso dei camion che trasportano il cibo ed altri beni essenziali. La maggior parte della popolazione di Gaza continua a dipendere dagli aiuti umanitari. Ogni mese il Programma Alimentare Mondiale PAM sostiene 1,6 milioni di persone in tutta la Striscia.

La partecipazione e la commozione del pubblico

Non lasciano indifferenti, questi disegni, e lo si capisce subito dalle decine di messaggi che solo i visitatori romani hanno lasciato, sotto forma di disegni, scritti o videomessaggi che possono essere trasmessi in tempo reale all’artista, dalle attente ragazze dello staff romano, che accolgono, spiegano e creano un momento di forte empatia con le opere di Ahmed Muhanna. Né si riesce a non provare commozione di fronte al disegno dello sguardo fiero e triste di un bambino, che si pianta negli occhi del visitatore e gli chiede, tramite l’autore: Io ti guardo, tu riesci a vedermi? Non sono un numero, sono un essere umano. Oppure di fronte al disegno del piccolo violinista senza un arto che, sebbene il suo braccio gli sia stato tolto, continua a suonare la vita, come dice la didascalia, piantando la speranza nelle note della sua melodia.

Nadia Luminati
(27 giugno 2026)

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