Boxe contro l’assedio: a Roma sport, solidarietà e resistenza

Al Parco Nomentano, all’interno dell’Aniene Festival, si è svolto il 23 maggio 2026 il triangolare di pugilato “Boxe contro l’assedio”, un incontro tra le squadre di Palestina, Irlanda e Italia. L’evento, organizzato dalle Palestre Popolari di Roma insieme al progetto internazionale Shamrock & Olive Tree Boxing Project e ad altre realtà di cooperazione sportiva, ha unito sport, testimonianze e solidarietà internazionale. La giornata è iniziata nel pomeriggio con un dibattito pubblico sul rapporto tra sport e politica, resistenza e cooperazione tra popoli.

Gli organizzatori hanno raccontato la nascita del progetto, sviluppato negli anni attraverso collaborazioni tra Roma, Belfast e la Palestina, con l’obiettivo di creare una rete sportiva tra giovani atleti e atlete. Secondo gli interventi, il progetto è cresciuto grazie agli scambi tra le palestre popolari italiane e le realtà di Gaza, Ramallah e Aida, insieme alle esperienze sportive in Irlanda del Nord. L’obiettivo non è solo sportivo, ma anche sociale: costruire relazioni attraverso la boxe come linguaggio comune. Durante il dibattito, gli organizzatori hanno sottolineato che alcuni atleti palestinesi provenienti dal campo di Aida hanno potuto partecipare al viaggio e, per alcuni di loro, è stata una delle prime occasioni di uscire dal territorio.

Tra le testimonianze più importanti, quella di Mayada Abuslur, pugile del campo profughi di Aida. La giovane atleta ha raccontato la difficoltà della vita quotidiana nel campo e l’importanza della boxe come spazio di libertà, crescita e espressione personale. Ha spiegato che lo sport le ha permesso di “buttare fuori tutto quello che aveva dentro” e di costruire un percorso di formazione anche a distanza con allenatori internazionali. Anche Rima abu Rahma, pugile di Gaza e fondatrice del team femminile Gaza Women’s Club, ha parlato della crescita del pugilato femminile in Palestina.Ha raccontato che inizialmente la boxe non era uno sport accessibile per le donne, ma nel tempo il progetto è diventato uno spazio di resistenza e solidarietà. Secondo Rima, la palestra è diventata una vera comunità, capace di unire ragazze e donne attraverso lo sport.

Importanti anche gli interventi degli allenatori e pugili irlandesi, provenienti da West Belfast. Tyrone ha raccontato il legame tra la storia dell’Irlanda del Nord e la Palestina, sottolineando come le esperienze di occupazione e conflitto abbiano creato un senso di solidarietà tra i due popoli. Ha spiegato che lo sport, in particolare la boxe, può dare dignità e speranza ai giovani che vivono situazioni difficili.Nel corso del dibattito è intervenuto anche Nader, allenatore della palestra El Barrio di Ramallah, che ha raccontato l’importanza dello sport per i giovani palestinesi e il valore della collaborazione internazionale. Dopo il dibattito si sono svolti circa 16 incontri di pugilato tra atleti palestinesi, italiani e irlandesi.

La giornata è poi proseguita con musica e altri interventi dal palco. L’evento ha mostrato come lo sport possa diventare uno strumento di incontro e solidarietà tra popoli diversi, creando legami anche in contesti complessi e difficili.

Maryam Barak, Foto Alessandro Guarino (26 Maggio 2026)

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