Venezia Spotlight: opere innovative e originalità creativa

“Un tempo si diceva il cinema è il mondo, oggi si potrebbe dire che i film sono gli hashtag del mondo contemporaneo” ha dichiarato Alberto Barbera alla conferenza stampa di presentazione della 83° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia introducendo Venezia Spotlight. La sezione è stata ideata nel 2025 nell’ambito della Selezione Ufficiale della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un “riflettore” per massimo otto titoli, di durata superiore all’ora, ma senza vincoli di genere o destinazione. La selezione è volta a mettere in luce film caratterizzati da intenti innovativi e originalità creativa. Oltre alla proiezione sono previsti “incontri e approfondimenti con autori, interpreti e personalità del mondo dell’arte e della cultura”.

I Matter
I Matter di Alina Şerban(foto Mostra Internazionale del Cinema di Venezia)

Venezia Spotlight 2026: portare alla luce realtà conflittuali

La scelta dei film di Venezia Spotlight quest’anno, ancor più che l’anno scorso, ha posto particolare attenzione alle pellicole che mettono in luce realtà trascurate o poco raccontate.
Nell’edizione 2026 di Venezia Spotlight sei delle otto pellicole scelte narrano situazioni e paesi che malgrado abbiano vissuto o vivano guerre, dittature, violenze appaiono e scompaiono dai media e dalla memoria di ciascuno di noi: dalla Palestina a Cuba, dal Libano alla Georgia, dall’Ungheria alla gente Rom di Romania.
Dalla Palestina arriva Muayad Alayan, regista e direttore della fotografia formatosi a San Francisco, che ha scelto di tornare in Palestina per raccontare il suo paese e la sua gente. Muayad Alayan ha costituito un collettivo con registi e artisti audiovisivi: la Palcine Productions ed è anche insegnante di cinematografia. Realizza il suo primo lungometraggio nel 2016, viene apprezzato nel 2019 per la sensibilità e la vitalità di Sarah & Salem – Là dove nulla è possibile una storia extraconiugale, protagonisti una donna israeliana e un uomo palestinese, che supera la privacy dei protagonisti, diventa di dominio pubblico con conseguenti implicazioni impreviste.
Muayad Alayan arriva a Venezia  quest’anno con Conversation with the sea, che racconta  di Kamal, un palestinese di 60 anni a cui un tribunale israeliano ordina di pagare un impegnativo debito previdenziale che avrebbe dovuto saldare suo figlio Wael, in realtà è deceduto da anni.

Venezia Spotlight 2026: spazio alle  donne

In Furies di Rami Kodeih, al suo terzo film, le protagoniste sono due donne che pianificano, in Libano, un furto in banca per riprendere il loro denaro da utilizzare in un’operazione chirurgica salvavita. Infatti le banche in Libano, in piena crisi bancaria a causa della corruzione, hanno bloccato i depositi bancari impedendone l’accesso ai legittimi proprietari. Il film vede, tra i finanziatori, anche George Clooney.
Ancora una donna, Alina Şerban, è la protagonista e anche la regista di origine Rom, di I matter. “Probabilmente il primo film in assoluto, realizzato da un’attrice e regista di etnia Rom.” Una storia in gran parte autobiografica che riporta in primo piano il vissuto degli orfani e degli orfanatrofi in Romania in cui ha vissuto la stessa regista e dove lavora oggi organizzando programmi educativi e di teatro e cinema. Il film è stato realizzato in oltre quattro anni in collaborazione con giovani provenienti dal sistema di tutela sociale “Alina Şerban racconta una storia reale e personale di lotte e resilienza per affermarsi in una società ostile” sottolinea Alberto Barbera.

Venezia Spotlight 2026: tra umorismo e grottesco

Hombre al Agua di Gael García Bernal attraverso la storia di Camilo, una guardia del corpo a L’Avana, offre una riflessione su Cuba: la crisi della mascolinità, le migrazioni, la natura della politica nei paesi dell’America Latina “un progetto a lungo accarezzato”, all’insegna di un sottile umorismo. Gael García Bernal è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico messicano, interprete di numerose pellicole prodotte nel suo paese e assurto al successo internazionale impersonando il giovane Ernesto Guevara ne I diari della motocicletta.
Levan Koguashvili dirige Guria, commedia nera ambientata nel 1992, con uno sguardo ironico e partecipe. In un villaggio della Georgia dove il crollo dell’Unione Sovietica ha portato solo interruzioni di corrente e povertà, un ostinato coltivatore di nocciole rimasto vedovo resiste sperando in due eventi: un prezzo dignitoso per il suo raccolto e una seconda possibilità in amore.
Gábor Reisz due anni fa vinse il primo premio per il miglior film nella sezione Orizzonti con Una spiegazione per tutto. Un paese diviso in due raccontato attraverso l’esame di maturità di un diciottenne che però si conclude con uno scandalo. Gábor Reisz torna con Grounfloor commedia grottesca che si svolge in un condominio intaccato dalla muffa, una metafora dell’Ungheria sotto il regime di Orban.

Nicoletta del Pesco
(24luglio2026)

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