Indipendenza ucraina: proposte e miopie dal Belpaese

Tetyana Kuzyk, consigliere aggiunto per l'Europa dell'est di Roma Capitale

Due iniziative. Il 25 settembre si terrà uno spettacolo all’Eliseo dedicato all’indipendenza ucraina: “un’iniziativa popolare” dice Oles Orodetsky presidente dell’Associazione Ucraina Cristiani in Italia che ha curato il tutto. “Si tratterà di uno spettacolo che prevede musica e un balletto, sarà presente anche una casa editrice che proporrà dei libri in lingua ucraina, delle collane deliziose. Tutto si svolgerà prevalentemente in lingua ucraina, anche se cercheremo di tradurre i momenti salienti: l’invito infatti è rivolto ai nostri connazionali ma non solo. Comunque grazie alla sponsorizzazione di MoneyGram siamo riusciti a organizzare un evento ricco, articolato. Credo che chi è interessato a questo genere di iniziativa rimarrà soddisfatto”
Da ottobre fino a giugno, poi, al Museo della civiltà romana dell’Eur si terrà la Rassegna Arte e cultura dell’Europa dell’est a Roma (il calendario). Nove mesi che vedono susseguirsi i contributi di sette Paesi, interni all’ex Unione Sovietica o che a questa erano politicamente legati,  che hanno in Italia una forte presenza immigrata; cronologicamente contribuiranno: comunità ucraina, russa, serba, albanese, della Bosnia-Erzegovina, croata e moldava.  La prima sezione della Rassegna, intitolato L’Ucraina Artistica Celebra i 20 anni di indipendenza dell’Ucraina e i 150 anni dell’Unità d’Italia  , giunge fino al 14 novembre.
Spiega l’ucraina Tetyana Kuzyk, consigliere aggiunto per l’Europa dell’est di Roma Capitale: “Questa rassegna a Roma, organizzata grazie a Roma Capitale e con il diretto contributo dell’Ass. Donne Ucraine Lavoratrici in Italia,  ha un forte valore simbolico. E’  la prima volta che in Italia,  questi Paesi celebrano i 20 anni di indipendenza: vista  la concomitanza con il 150enario dell’unità italiana, la rassegna realizzerà una celebrazione comune al vostro Paese”
L’iniziativa ha un’evidente valenza interculturale:  “Ci saranno contributi di artisti di tutta i Paesi dell’est Europa rappresentati – aggiunge Svitlana Kovalska, presidente dell’Associazione donne ucraine lavoratrici in Italia – Per il nostro Paese abbiamo diversi contributi che hanno cercato di lasciar spazio a nuove forme d’espressione: ad es. sarà presente con sue opere l’artista ucraina Olilga Milentiy. Le installazioni visibili, per altro già presentate  alla Biennale di Venezia 2010,  sono La dottrina è la luce, dove “dottrina” va intesa come “sapere” e Paradiso o santuario : entrambe le creazioni stimolano il pubblico sui temi della natura, del progresso tecnologico e sul ruolo dell’energia. Proprio per la tragedia nucleare  vissuta noi pensiamo che  la tecnologia possa e debba avere dei limiti. Crediamo nel valore delle energie alternative: vogliamo  parlarne con italiani ed immigrati.
Proprio in questa direzione per mostrare che, oltre Cernobyl, l’Ucraina è bellezza e ricchezza della natura, dell’architettura  ci saranno video per promuovere viaggi “virtuali”, oltre ovviamente alla presentazione di libri e poesie di scrittori ucraini che possano rendere la vivacità culturale. Ci sarà anche il coro ucraino della parrocchia di Santi Sergio e Bacco”

Dall’Ucraina, dall’Italia. Quali sono le differenze nel celebrare un’’indipendenza in patria piuttosto che in un Paese ospitante? Sia soggettivamente che socialmente?
“In patria e a maggior ragione in Italia la festa dell’indipendenza è molto giovane, recente – suggerisce Orodetsky – è difficile parlare di reali tradizioni e consuetudini storiche al riguardo. Ovviamente in Ucraina ci sono le parate ufficiali , quelle militari, etc … : tutto è ovviamente più organizzato e c’è più partecipazione collettiva.”
D’altronde: “Qui all’estero  io mi sento più ucraina – dice Svitlana Kovalska – … secondo me è una cosa normalissima … forse nel proprio paese alcune cose non si apprezzano … da lontano lo spirito nazionale si  rafforza. La comunità qui ha sempre cercato di riunirsi e di realizzare eventi culturali, manifestazioni ad es. per ricordare i 25 anni della tragedia di Cernobyl, o la grande carestia del 1931-33, carestia politica, artificiale, dovuta all’azione sovietica. L’anno scorso abbiamo organizzato lo spettacolo Raccontare l’Ucraina al Museo
Explora
. Attraverso le scuole abbiamo coinvolto bambini ucraini e non:  sono state le donne che, in collaborazione con operatori del museo, spiegavano cultura e storia. Come associazione abbiamo curato  personalmente allestimento ed esposizione di materiale”

Dietro l’estate di un’ucraina. Entrambi gli eventi sono spostati al dopo l’estate, scostati cioè rispetto alla data reale d’indipendenza del 24 agosto, data non facile non solo perché periodo di ferie.
Spiega ancora la Kuzyk: “Alcuni ucraini rimpatriano in questo periodo e il caldo è notevole, ma forse non sono questi i motivi principali per cui si rimandano gli eventi istituzionali dedicati. Il punto è che in Italia fino al 7-10 settembre i politici sono assenti”.
L’80% degli ucraini resta in Italia d’estate, negli ultimi anni per noi stranieri la situazione è migliorata: è triste dirlo ma, se per noi ora la quotidianità estiva è lievemente più normale, è perché la crisi blocca di più gli italiani in città. Nel 2000, invece, all’inizio dell’immigrazione ucraina, noi stranieri rimanevamo quasi  da soli nella capitale. E anche oggi i piccoli esercizi che restano
aperti   per lo più sono gestiti da immigrati.
Le ragioni del mancato rimpatrio ucraino, ma più in generale degli immigrati, sono tante. “Anzitutto i tempi della burocrazia: quelli di rinnovo del permesso di soggiorno ordinario e di quello di lungo periodo. Formalmente sono di 60 giorni, materialmente anche un anno e mezzo … un tasto decisamente dolente sul quale per il mio ruolo istituzionale, ma anche come immigrata, non mi stanco di battere.
Nell’interregno questo immigrato regolare ottiene una ricevuta con la quale può sì uscire dall’Italia, ma solo con volo aereo diretto. Vuol dire niente voli con scalo, niente pullman, auto privata, etc … Questo fa lievitare notevolmente i costi. Negli anni passati avevamo ottenuto un regolamento  per viaggiare con modalità altre, solo che questo ha scadenza annuale e non è stato rinnovato. L’altra ragione per cui l’immigrato è bloccato nel Paese d’asilo è la sua presenza irregolare: sono molti in questa condizione, nel caso ucraino il 50%, la metà circa della comunità complessiva che è di 500 000. Tra gli ucraini a partire sono solo le persone ben integrate. Forse anche alcuni di quelli rimasti senza lavoro coscienti che l’estate domanda ce n’è poca, ma partono per un mese, due mesi: il 90% ritornano.”

Ad agosto quindi  eventuali festeggiamenti a Roma saranno spontanei:  privati o nei punti di raccolta della comunità, ad es. le chiese o il ritrovo ormai storico e tutto urbano di Ponte Mammolo, dove l’Associazione cristiana Italo – Ucraina spesso  fa da mediatrice anche di tam tam  informativi.

Marco Corazziari
(23 agosto 2011)