L’Accademia di Romania raccontata da Cornel Baicu

Cornel Baicu, direttore della programmazione culturale

L’Accademia di Romania si trova in Piazza José de San Martin. Ben visibile da via delle Belle Arti sembra dare il benvenuto in un territorio, Valle Giulia, dove hanno sede altre cinque accademie – Belgio, Danimarca, Egitto, Gran Bretagna, Austria – e due istituti di cultura: Giapponese e Svedese. Venne progettata dall’architetto romeno Petre Antonescu e inaugurata nel 1932 dal suo fondatore e primo direttore Vasile Parvan, padre della scuola moderna dell’archeologia.

Una storia fatta da alti e bassi. La storia dell’Accademia ha subito una brusca interruzione nel 1947 quando, oltre ad essere stata chiusa per motivi di tipo ideologico dalle autorità comuniste, subì un saccheggio selvaggio che ha privato la biblioteca di preziosi volumi ottocenteschi. “Non è rimasto neanche un quarto di quel patrimonio librario, ciò nonostante è la più grande biblioteca di Stato fuori dal Paese” racconta Cornel Baicu, direttore della programmazione culturale, “Quando venne riaperta nel ’69 potevano accedervi solo gli italiani, d’altronde in quel periodo era impensabile per un romeno riuscire ad allontanarsi dal proprio Paese. Negli anni settanta alcuni italianisti riuscirono a farlo; l’Accademia riaprì nell’89, ma solo nel 1997 arrivarono i primi borsisti”.

il filosofo Emil Cioran

Formazione e Cultura. L’Accademia riveste il duplice ruolo di istituto di formazione per borsisti romeni e di promotrice di eventi culturali aperti al pubblico. “I borsisti sono giovani laureati selezionati tramite un esame a Bucarest e vengono in Italia per aver una formazione superiore”. In questo momento sono cinque i giovani ospitati dall’Accademia: due pittori, una scultrice, un archeologo ed uno storico dell’arte. Le attività culturali, gestite da Cornel Baicu, comprendono: approfondimenti scientifici attraverso convegni come quello del 10 novembre sul filosofo Emil Cioran, studi di settore pubblicati nella rivista Ephemeris Daco Romana ed ancora mostre, concerti, spettacoli teatrali aperti al grande pubblico con ingresso gratuito. “Ho quest’incarico da due anni, prima ho lavorato per più di vent’anni in Germania come redattore radiofonico per la Deutsche Welle, compagnia tedesca di informazione internazionale. Avendo colleghi di sessantacinque Paesi differenti ho acquisito una certa sicurezza nel gestire le relazioni con persone di altre lingue e culture. Questo è molto importante dato che abbiamo un contatto forte con le accademie e con i colleghi degli istituti culturali appartenenti all’Eunic (European Union National Istitutes for Culture)”. Da poco si è svolto al Goethe Istitut l’incontro sul Multilinguismo a cui hanno partecipato tutte le accademie. “Il mio obiettivo è sia coinvolgere gli italiani nelle nostre iniziative sia portare l’Accademia all’esterno nello spazio pubblico italiano, partecipando ad eventi nel territorio”.

Rapporto Romania-Italia. In Romania è presente una forte tradizione di italianistica. “L’italiano è molto amato, non solo perché i romeni vogliono venire in Italia. C’è un legame profondo, è una questione d’identità. Le nostre lingue sono molto simili ed noi romeni sentiamo di avere un’anima latina”. Geograficamente la Romania è un’isola latina circondata dai Paesi slavi e dall’Ungheria. “Mitologicamente noi nasciamo da Roma e l’italiano ha un posto particolare nella psicologia collettiva romena. Per comprendere quanto sia forte questo sentimento è d’esempio il caso di Elian Rodulesco scrittore ottocentesco che affermò che il romeno non esiste essendo solo un dialetto dell’italiano. Ha poi tentato di italianizzare la lingua, naturalmente non c’è riuscito, ogni linguaggio ha una sua naturale evoluzione fonetica che non si può cancellare. Il mio obiettivo dichiarato è quello di entrare sempre più in relazione con gli italiani sia come pubblico che come partners, non siamo un ghetto di cultura romena. I nostri compatrioti sono i benvenuti ma il ruolo dell’ala culturale dell’Accademia è far conoscere la cultura romena agli italiani, non faccio cultura romena per romeni; sarebbe assurdo”.

opera di Anka Seel-Costantin

Arti figurative e Musica. Le attività culturali coinvolgono anche i giovani borsisti che espongono quattro volte l’anno in sede e in sale esterne. “Uno degli appuntamenti fissi è Spazi Aperti, un’esposizione che coinvolge i nostri ragazzi e tutti i borsisti delle Accademie di Roma”. Si tiene a giugno, viene curata da Laura Conti gallerista di origini rumene e da Giorgio Palumbi critico d’arte italiano; per l’occasione l’Accademia mette a disposizione tutte le sue sale. “In questo momento ospitiamo le opere di Anka Seel-Costantin, pittrice che vive in Svizzera e che ha illustrato testi di Pasolini. Quando ne abbiamo l’opportunità cerchiamo di portare in mostra opere del patrimonio nazionale”, come è accaduto per I Colori delle Avanguardie al Vittoriano fino a pochi giorni fa. “Cerco sempre di privilegiare i giovani. Nell’organizzare i concerti o i festival musicali inserisco artisti emergenti. Vedo come mia missione aiutare gli artisti romeni a farsi un nome, cerco un equilibrio tra i grandi nomi e le nuove leve”.

“Il buffone del re” (Radu Botar, Teatrul de Nord) TeatROmania 2011

Cinema e Teatro. L’Accademia partecipa alle iniziative del Comune di Roma come “Notte dei Musei” che si tiene ogni anno a  Maggio. “Il primo anno abbiamo portato la band di un jazzista della transilvania, la Nicolas Simion Group, che unisce tre culture musicali: romena ungherese e tedesca. Quest’anno abbiamo presentato la Fanfara Shavale, Speed Gypsy Brass Orchestra, fanfara zingara proveniente da un paese di solo cinquecento abitanti della regione della Moldavia. Tutti in questo paesino, dai bambini di tre anni ai novantatreenni, sanno suonare almeno uno strumento. Ricordo che la gente uscendo dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna veniva attratta dalla musica e qui in piazza Piazza José de San Martin si sono raccolte più di trecento persone. E’ stata una serata favolosa”. Non mancano all’appello rassegne di cinema e teatro. “Le correnti teatrali della Romania sono molto apprezzate dagli addetti ai lavori ma poco conosciute dal grande pubblico, vorremmo colmare questa lacuna. C’è ancora tanto da fare ma con piacere noto che la gente viene qui perché sa che c’è sempre qualche evento. E le risposte positive arrivano in tutti i settori, gli allievi dei nostri corsi di lingua aumentano: trentacinque due anni fa, centosettanta quest’anno. E molti si iscrivono per simpatia verso la cultura romena”.

M. Daniela Basile
(27 ottobre 2011)