Zhonghua: un ponte tra Italia e Cina

Jiang Zhonghua e le sue allieveÈ la prima scuola di lingua cinese a Roma. Organizza attività per i più piccoli, dal kung fu alla danza, e manifestazioni che uniscono Italia e Cina. È l’associazione di promozione sociale Zhonghua, una fucina di intercultura nel cuore dell’Esquilino.

Se mamma e papà parlano cinese, ma il pargolo risponde in italiano. Fondatrice dell’associazione è   Jiang Zhonghua, laureata in lingua e letteratura cinese che, dopo 5 anni di insegnamento in Cina, ha deciso di raggiungere la famiglia che vive in Italia. “Quando sono arrivata qui ho notato che i genitori cinesi parlavano mandarino e i figli rispondevano in italiano. Lo scambio era molto difficile”.
Nasce così l’idea di creare una scuola in cui le nuove generazioni nate e cresciute in Italia possano mantenere un rapporto con la cultura d’origine: “Con l’aiuto di un amico che lavora al Cesv ho registrato l’associazione e preso contatti con gli uffici culturali dell’ambasciata e del comune e con la scuola Di Donato”. Nel 2006 parte la prima classe: 26 studenti e un’insegnante che ha un sogno e tutta l’intenzione di realizzarlo: “Facevo la docente, la direttrice, la donna delle pulizie” spiega sorridendo.
La scuola coglie un’esigenza fortemente sentita dalla comunità cinese. L’elevata qualità dell’insegnamento e la capacità di intercettare i bisogni delle famiglie, ad esempio creando un corso di sabato per chi vive lontano, fanno il resto. Nel 2007 gli iscritti sono 100 e l’anno successivo raddoppiano. Oggi conta 500 studenti e 25 insegnanti tra italiani e cinesi. È la prima a Roma e nel centro-sud, seconda a livello nazionale soltanto ad un istituto di Prato e ha ottenuto la certificazione della qualità dell’insegnamento del Governo Cinese. Gli allievi vivono per l’80% all’Esquilino, ma c’è chi arriva da Fiumicino, Tivoli e perfino da L’Aquila.

Per grandi e bambini, non solo cinesi. Sono le 18.30, ma nelle aule della Di Donato gli allievi sono più vispi che mai: “Si parte dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, dai 3 ai 18 anni”. Ai corsi di lingua cinese si affiancano il doposcuola e il sostegno didattico: “Li aiutiamo a superare eventuali difficoltà con l’italiano e li seguiamo nello svolgimento dei compiti assegnati a scuola”.
Nel tempo le iniziative dell’associazione si sono moltiplicate e hanno iniziato a coinvolgere anche gli adulti, non solo cinesi: “Teniamo corsi di lingua italiana L2 per minori e adulti cinesi, attività interculturali per bambini e ragazzi, come danza, basket, kung fu, tai ji quan, calligrafia. Centri estivi che spaziano tra educazione, gioco e sport”. L’ultima novità sono i corsi di lingua e cultura cinese per minori e adulti italiani: “Mi piacerebbe vedere mamme e papà che vengono qui per imparare insieme ai loro figli”.

Uno degli spettacoli realizzati dall'associazione ZhonghuaCapodanno cinese 2013. Jiang Zhonghua apre la porta di un’aula. Giovani studenti provano una delle coreografie per il grande spettacolo che si terrà al Teatro Orione il 10 febbraio in occasione del capodanno cinese: “Ci saranno danze tradizionali, canti, musiche, poesie e arti marziali. È un evento speciale, organizzato con la partecipazione di una scuola italiana di kung fu. Per la prima volta ragazzi delle due culture saranno insieme sul palco per vivere la festa”. L’insegnate di ballo si muove al ritmo di musica orientale impartendo direttive in cinese. I ragazzi la seguono e rispondono nella stessa lingua, salvo poi apostrofarsi tra loro con un italiano misto romano che è il trionfo dell’intercultura.
“Lui ad esempio quando è arrivato non conosceva una parola di cinese” Jiang Zhonghua indica un adolescente dall’aria sbarazzina: “sono 6 anni che è qui, l’ho visto crescere”. Mentre parla dei suoi ragazzi è raggiante, si sente che quello che fa le piace da impazzire.

Gli allievi della scuola Zhonghua a piazza del PopoloIl dragone e la lupa: insieme si può. La celebrazione del capodanno cinese è solo l’ultima di una lunga serie di iniziative realizzate insieme ad altre associazioni del rione Esquilino. Intemundia, Esquilindo, Capodanno Bengalese, Assaggia il Mondo e Festival Multietnico di Roma sono alcuni esempi delle manifestazioni alle quali “Zhonghua” ha contribuito con spettacoli, danze, canti, cerimonie del the, corsi di calligrafia, sfilate e tanto altro ancora.
“Il nostro obiettivo è diffondere la cultura cinese, fare da ponte tra Italia e Cina per sfatare il pregiudizio che ci dipinge come una comunità chiusa”. E se qualcuno nutre ancora dubbi può fare un salto al Teatro Orione il 10 febbraio. Sarà stregato da ragazzini spensierati e audaci. Gli stessi che alle 19 di un freddo pomeriggio invernale si lanciano per i corridoi e le scale e si riversano in strada in una folla colorata e chiassosa. Come accade ovunque, da sempre, quando finiscono le lezioni e si torna a casa da mamma e papà.

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Sandra Fratticci
(31 gennaio 2013)