Romeni e moldavi a Roma: dalle difficoltà dell’arrivo al riposo domenicale

womenI romeni a Roma sono la comunità più numerosa e in molti si rivolgono al consolato romeno per diverse necessità. Eppure per i nuovi arrivati il mezzo migliore per avere informazioni è il passaparola. Ci si fida dell’esperienza di chi ha già vissuto la nostra situazione.
Elena, giovane ragazza in attesa del suo turno al consolato spiega che “la prima necessità per chi arrivava era trovare qualcuno che garantisse un domicilio e un sostegno economico per ottenere un permesso di soggiorno, necessario quando la Romania non era membro UE. Un aiuto notevole, che può arrivare solo da parenti o amici stretti.” Ma oggi le cose sono cambiate “chi migra in Italia vuole lavorare, cercare una sistemazione” dunque i servizi per l’impiego sono i più ricercati.

Lavorare è diventata la preoccupazione principale, ma la domenica pomeriggio si riposa un po’.
Mentre le donne romene si incontrano nei pressi della stazione Termini, quelle della comunità moldava, la cui consistenza è quasi triplicata negli ultimi dieci anni, popolano viale Enrico De Nicola con le loro teste bionde. Si vedono per parlare, mangiare insieme o svagarsi dopo una settimana di lavoro.

Molte di loro sono impiegate come collaboratrici domestiche e ci raccontano con orgoglio del loro mestiere: “badare è una via di mezzo tra lavorare e amare, bisogna essere gentili, disponibili e dare conforto ma è importante spiegarsi bene e trovare un compromesso fin dall’inizio” puntualizza Eugenia, ragazza moldava.
Le lavoratrici spesso non sanno che è possibile rivolgersi a sportelli di assistenza legale o sindacati che tutelino i loro diritti. È il caso di Alina, che dopo essere giunta in Italia con una traversata senza sosta per giorni, ha subito una vera e propria truffa lavorativa: “il mio datore di lavoro mi faceva pagare una tassa sul lavoro, e io gli credevo”. Solo ora, dopo anni, Alina sta facendo valere i suoi diritti e recuperando quanto le hanno fatto versare con l’inganno.
Le difficoltà linguistiche sono tra le minori; tutti hanno appreso la lingua o almeno le espressioni base che permettono la comunicazione.

Il servizio sanitario è quello che più soddisfa le esigenze dei migranti che arrivano: gratuito e facilmente reperibile.

Molte di loro lavorano per mandare i soldi a casa. La distanza dalla famiglia non è facile, ma permette loro di avere una vita stabile e delle volte anche agiata.

LEGGI ANCHE: