“Italia diseguale”: alla scoperta delle ineguaglianze sociali ed economiche

Libreria Assaggi Roma
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La disuguaglianza che ha deciso di raccontare il giornalista Daniele Poto nel suo libro “Italia Diseguale. Poveri e ricchi nel Belpaese” (Edizioni Gruppo Abele) non è un’astrazione politica né tantomeno un semplice artificio culturale, ma piuttosto una realtà “che viviamo tutti i giorni” sulla nostra pelle, come tende a precisare l’autore. L’Italia è il Paese dalle mille contraddizioni, lo stesso Paese in cui “l’aspettativa di vita diminuisce” sempre di più, in cui “l’11% degli italiani rinuncia a curarsi a causa dei costi elevati della sanità” e in cui, tuttavia, “il 76% delle persone possiede una casa di proprietà”. Dati opposti, quelli che ha minuziosamente illustrato e esaminato Daniele Poto l’8 aprile alla libreria Assaggi di Roma,  durante l’ incontro organizzato dal Presidio “Roberto Antiochia” di Libera. Con

Copertina del libro "Italia diseguale"di Daniele Poto.Fonte: www.edizionigruppoabele.it
Copertina del libro “Italia diseguale”di Daniele Poto.Fonte: www.edizionigruppoabele.it

sei anni di vita il Presidio è attivo sul territorio del Municipio II: la sua principale azione è proporre e incentivare le attività di Libera contro le mafie, anche attraverso la presentazione di inchieste. L’analisi delle disuguaglianze nostrane, e non solo, parte da un dato allarmante: “in Italia secondo Banca d’Italia esistono 6 milioni di poveri, di cui 4 milioni vivono in povertà assoluta” spiega l’autore durante l’incontro. “La classe media” sottolinea Proto “si sta inabissando”: un fenomeno, questo, che riguarda anche altre paesi, come gli Stati Uniti, la cui middle class, spiega, si sta indebitando per permettere ai figli di studiare nelle costose università. In questo scenario, dalle tinte fosche, “le uniche industrie che vedono aumentare il proprio fatturato sono proprio le mafie”, che approfittano della debolezza dello Stato e della incapacità delle istituzioni di tamponare situazioni di emergenza sociale. Situazioni che non riguardano più solo i cittadini italiani, ma anche gli stranieri: le nuove ondate migratorie hanno infatti visto emergere una nuova povertà, altrettanto allarmante. “La politica dai brevi respiri”sottolinea Poto, non può affrontare queste problematiche, troppo preoccupata a sopravvivere: tuttavia ciò che occorre fare non è semplicemente legato alle istituzioni. Oltre all’attuazione di politiche sociali e fiscali, occorre ritrovare il valore del singolo individuo e ritornare a “porre l’accento sulla persona e non solo sul lavoro”.

Elisa Carrara

(21 aprile 2016)

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