Magheda completa il puzzle della pace

Magheda

Il padre di Magheda parte dall’Egitto, suo paese d’origine, per motivi politici ma anche per seguire il suo spirito libero che lo spinge a scoprire paesi nuovi. La conoscenza di più lingue lo aiuta ad integrarsi sul posto di lavoro dove conosce la madre di Magheda, un incontro che diventa una bellissima storia d’amore.

Magheda è una ragazza romana con radici egiziane che è stata selezionata per partecipare al secondo Laboratorio Infomigranti concluso a luglio. Inizialmente sceglie di studiare giurisprudenza all’università, poi passa a scienze della comunicazione perchè intravede la possibilità, una volta completata la formazione, di scoprire e lavorare in vari ambiti e con persone di diverse culture. Per concludere il percorso di studi sono rimasti alcuni esami, dopodiché, Magheda vorrebbe dedicarsi all’insegnamento della storia. Il desiderio è di trasmettere la conoscenza delle radici, della cultura, spiegare che le persone debbono avere uguali possibilità a prescindere dal paese d’origine e dal nome scritto sul documento d’identità. Obiettivo deve essere “Unire  il passato con il presente per costruire un futuro migliore”.

È una ragazza a cui piace conoscere persone nuove, studiare e scoprire il mondo intorno a lei. Vorrebbe che tutti apprezzassero la fortuna della doppia nazionalità senza avere dei pregiudizi nei confronti delle persone che hanno un nome straniero.

Impegnata in Amnesty International Magheda trasforma i discorsi d’odio nella comunicazione della pace. “In rete c’è tanta disinformazione sulle migrazioni e questo crea pregiudizi. Inoltre l’odio razziale è un reato”. Magheda si è documentata per sostenere le sue tesi e le sue convinzioni. E’ una ragazza d’animo forte che aiuta gli altri a trovare un punto d’incontro, ad aprire la mente e cancellare i disagi provocati dalle difficoltà economiche e sociali odierne. “Il mondo cambia non solo in peggio”, è pienamente convinta che tante persone potranno riscoprire la tolleranza e la comprensione per migliorare la percezione del presente e vivere meglio nella società.

Concludendo l’intervista confessa che desidererebbe che il suo prossimo viaggio fosse in Egitto  alla scoperta delle radici, della sua famiglia e della cultura paterna che considera la sua ricchezza e anche come occasione per “trovare la propria dimensione”.

Tetyana Feshak

(24 luglio 2016)

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