Spazio ai giovani talenti rumeni del Propatria festival

Giovani talenti rumeni di nuovo protagonisti a Roma, in occasione del Propatria festival, manifestazione internazionale organizzata dall’associazione culturale rumeno-italiana Propatriavox, in prima linea nella promozione della cultura rumena in Italia.

Miorara Moraru, ideatrice dell’evento, ci illustra la sesta edizione della kermesse, sostenuta dall’Ambasciata di Romania presente nel paese, e cominciata nella capitale lo scorso 20 settembre, dopo la felice parentesi toscana di inizio mese a Cetona.

Laura Bretan, finalista di Italia's Got Talent
La giovanissima Laura Bretan sarà presente all’evento finale del Galà dei Giovani Talenti, in programma il prossimo 1° ottobre.

Evento da non perdere si preannuncia il Galà conclusivo dei Giovani talenti, che avrà luogo il 1° ottobre al teatro Golden. Da segnalare, l’attesa presenza della quattordicenne Laura Bretan, reduce dal successo di pubblico di Americas got talent, programma televisivo dove è risultata finalista.

Quest’anno il festival vanta una novità rispetto al passato, individuata nella duplice vittoria del bando sia del Ministero degli Esteri Romeno – Dipartimento per i Romeni all’Estero, sia del Comune di Roma. Il legame stretto con l’amministrazione capitolina è sfociato in una proficua collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale.

Il successo registrato a Cetona, dove si è svolta la master class diretta da Caterina Diaconu – direttore artistico del festival e docente di pianoforte del conservatorio di musica Santa Cecilia – ha rappresentato un’ottima premessa alla serie di eventi previsti per il prossimo periodo, a partire dal concerto Incontri di bellezze del 20 settembre al teatro di Villa Torlonia. Sulle note di Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Scriabin, fino ai più recenti Rachmaninov, Khachaturian, Bartok e Shostakovich, alcuni giovani pianisti del corso pre-universitario del conservatorio Santa Cecilia, sotto la direzione di Diaconu, hanno regalato un assaggio dell’eccellente repertorio artistico del festival.

Il concerto di apertura figura come il primo dei tre appuntamenti musicali del calendario romano, nell’ambito dell’evento che durerà fino al prossimo 1° ottobre, in coincidenza con le premiazioni d’eccellenza Propatria.
Il 23 settembre sarà la volta di Sognando, a Dinu Lipatti, con una performance di sax e pianoforte in nome del celebre pianista romeno, eseguita dal Duo Olimpo costituito da Silvio Rossomando e Giuseppe Giulio Di Lorenzo. L’assegnazione del Premio Speciale “Festival Internazionale Propatria di Giovani Talenti” lo scorso maggio all’Accademia di Romania, avvenuta all’interno del Concorso Internazionale di Musica per i giovani “Dinu Lipatti”, ha spianato la strada alla partecipazione al festival dei due artisti, a conferma della loro bravura, nell’intento di ampliare la schiera di pubblico che possa conoscerla ed applaudirla.

Infine, il 28 settembre, si terrà il concerto Settembre magico, con la presenza di due piccoli musicisti romeni enfants prodige, i fratelli Cerisha, Alexander Leon e Herman Med, rispettivamente di 9 anni e di 11 anni, che saranno impegnati al violino e al pianoforte. Destano stupore le informazioni di Moraru sul loro conto, che bastano da sole a dare un’idea dell’abilità in scena: “I due bambini vantano già più di venti premi internazionali, collezionati nel giro di pochi anni”.

Oltre alla musica, la manifestazione intende valorizzare anche il talento e l’eccellenza nel campo del cinema, grazie alla varietà di produzioni previste nella rassegna “Le tracce della cinematografia romena in diaspora”, programmata per il 24 ed il 25 settembre alla Casa del Cinema. “Le due giornate saranno dedicate alle proiezioni di corti, medio e lungometraggi, realizzati con i giovani e per i giovani” spiega Moraru, “allo scopo di scoprire e di far emergere sia attori sia registi talentuosi ed apprezzati, anche tra quelli che vivono all’estero. L’obiettivo è mettere in luce eccellenze ancora poco note della comunità rumena, ma degne di visibilità nelle varie sfere artistiche. Diamo spazio a giovani rumeni o di origine rumena, provenienti da paesi come Austria, Spagna, Stati Uniti. Qui coltivano la propria arte e, partecipando a questo festival, hanno la possibilità di espanderla oltre i confini dello stato in cui risiedono”.

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Un momento di esibizione del festival Propatria edizione 2015

Per quanto riguarda la scelta degli artisti, i talenti sono oggetto di una selezione, solo parzialmente frutto di regolamento. “Le candidature volontarie sono poco frequenti. Più spesso, ci serviamo della rete di contatti e di collaboratori dell’associazione, per trovare personalità emergenti da proporre al pubblico, scegliendo tra quelle che maggiormente meritano un’ulteriore occasione per farsi conoscere”. Con quale riscontro? Moraru ricorda un esempio su tutti: la pianista Valeria Cristea Nechita, premiata all’edizione 2012. “Anche se nata in Italia, si era presentata all’associazione come artista rumena. Orgogliosa del traguardo raggiunto nella manifestazione, la notte stessa ha dormito con il trofeo accanto, a riprova dell’emozione e dell’entusiasmo che ne sono derivati”.
Una volta spenti i riflettori, il canale tra gli artisti e l’associazione resta aperto. “Con gran parte di loro restiamo in contatto anche a distanza di tempo. Talvolta tornano sul palco ad esibirsi nelle edizioni seguenti”.

Per questa sesta edizione il festival Propatria si arricchisce di una componente sociale particolare, grazie all’avvio di una campagna di informazione e di sensibilizzazione in Italia ed in Romania, nell’ambito della collaborazione al progetto Ragazzi in gamba. Si tratta di un’iniziativa coordinata dal Massimo Liberatori, medico presso l’Ospedale Gemelli, di sostegno a persone in Romania afflitte da condizioni di sofferenza, in particolare disabili o bambini affetti da gravi patologie. Con il progetto sono già state donate 120 protesi a giovani romeni rimasti privi degli arti inferiori.

Un ultimo aspetto di richiamo prevede alcune considerazioni sullo specifico momento storico del paese e dell’Europa, per le criticità crescenti legate al fenomeno migratorio. A questo proposito, Moraru si fa portavoce di un messaggio: “noi rumeni siamo immigrati, ma ci sentiamo cittadini europei, e non risentiamo troppo del clima di ostilità diffuso verso altri popoli. I pregiudizi e le etichette si superano con la conoscenza, obiettivo che questo festival permette di raggiungere. La nostra comunità si presenta e si fa conoscere alle altre, nella speranza che l’interculturalità favorisca la scoperta reciproca e l’integrazione”.

Clara Agostini
(21 settembre 2016)

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