Corridoi umanitari: l’arrivo di 500 siriani, Europa pensaci

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Venerdì 2 dicembre all’ aeroporto Leonardo Da Vinci a Fiumicino c’è stato un nuovo arrivo attraverso il progetto dei corridoi umanitari, ad accogliere la delegazione siriana c’erano il presidente della Comunità di Sant’ Egidio, Marco Impagliazzo, assieme al viceministro degli Esteri Mario Giro ed al moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Le organizzazioni della società civile, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e dell’ Interno, hanno provato che una via legale per fare arrivare i migranti in Europa è praticabile.

“Il modello dei corridoi umanitari – afferma il viceministro Giro – dimostra che l’ integrazione è possibile. Speriamo che presto altri paesi come Francia e Polonia, che ci stanno pensando, adottino il modello dei corridoi umanitari, che rende onore al nostro Paese”.

Nel gruppo arrivato il 1 e il 2 dicembre ci sono cristiani e musulmani che provengono da Homs, Aleppo, Hama e Raqqa che sono fra le città siriane maggiormente coinvolte e distrutte dalla guerra. Famiglie che hanno vissuto mediamente tre anni in abitazioni precarie in Libano, a Beirut e Tripoli, vicino al confine con  la Siria. La famiglia di Hassan, nome di fantasia, è riuscita a scampare alla traversata della morte tramite il progetto dei corridoi umanitari. Sono partiti da Homs, assediata dalle bombe, sono riusciti ad arrivare fino in Libano, ma l’ assenza di lavoro li ha costretti ad andare via anche da lì. Hassan ora ha il volto rilassato e negli occhi la speranza di chi riesce a immaginare un futuro per la sua famiglia.

I corridoi umanitari sono totalmente autofinanziati dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione delle Chiese evangeliche, dalla Tavola valdese. Le famiglie come quella di Hassan saranno ospitate in varie regioni d’Italia, l’obiettivo è di offrire  un’accoglienza diffusa. Non mancano anche partner privati e la Repubblica di San Marino.

Ma come sono scelte le persone che arrivano attraverso i corridoi umanitari? Si tratta di uomini e donne in condizioni di vulnerabilità, a prescindere da religione o etnia. La selezione avviene attraverso la scelta fra  contatti diretti e segnalazioni verificate, individuate da associazioni, ONG, organismi internazionali, chiese, ecc… I consolati italiani concedono i visti in base al Codice comunitario dei visti, e che prevede per uno Stato membro UE la possibilità di emettere dei visti per motivi umanitari. Questo fa si che i corridoi umanitari possono essere un modello replicabile dagli Stati dell’area Schengen.

Edoardo Russi
(5 dicembre 2016)

Guarda la gallery (foto di Edoardo Russi)

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