Alfabetizzazione degli stranieri adulti: continuano i seminari di Scuolemigranti

Liberi Nantes, fonte: www.scuolemigranti.org
Prosegue venerdì 26 gennaio il ciclo di incontri con esperti di alfabetizzazione organizzato dalla Rete Scuolemigranti e dedicato all’approfondimento di tematiche relative alla didattica a migranti analfabeti o poco scolarizzati. Relatrice di questo incontro, Fernanda Minuz, una dei massimi esperti in didattica dell’italiano L2.Nella sua carriera di docente universitaria presso la John Hopkins University di Bologna, Fernanda Minuz si è dedicata all’analfabetismo, non solo in ambito di ricerca, ma anche educativo. Nel 1999 con il Comune di Bologna, per il quale ha coordinato corsi di lingua italiana per adulti stranieri, ha pubblicato Dove vai? Percorsi di alfabetizzazione per adulti stranieri, uno dei primi manuali ad applicare in maniera sistematica i principi di glottodidattica relativi all’analfabetismo in età adulta. Autrice di varie pubblicazioni e manuali per l’insegnamento agli stranieri, con Alessandro Borri ha pubblicato Detto e Scritto, edito da Loescher Editore (2013), un corso di prima alfabetizzazione rivolto ad adulti analfabeti, che verrà presentato durante l’incontro.
copertina del libro
A. Borri, F. Minuz, “Detto e scritto. Corso di prima alfabetizzazione”, Loescher Editore (2013)
Fernanda Minuz ha inoltre partecipato a numerosi progetti nazionali e internazionali e recentemente ha fatto parte del gruppo di lavoro coordinato con il Consiglio d’Europa nella produzione di un “Toolkit” per l’insegnamento a rifugiati e richiedenti asilo: si tratta di un prezioso strumento di lavoro realizzato all’interno del progetto Integrazione Linguistica dei Migranti Adulti (ILMA), per sostenere gli Stati membri nel loro impegno ad affrontare le sfide poste dai flussi migratori. Un progetto che ha coinvolto esperti provenienti da numerosi paesi europei.Il toolkit, disponibile in sette lingue (italiano, inglese, francese, olandese, tedesco, greco e turco), comprende 57 strumenti e altre risorse utili per gli operatori che offrono supporto linguistico ad adulti rifugiati e richiedenti asilo: gli “strumenti di lavoro” riguardano informazioni utili sui paesi di provenienza dei migranti, indicazioni teoriche sull’apprendimento della lingua L2, comunicazione interculturale e molto altro. 

Alfabetizzazione degli adulti stranieri: incontro con Alfamigranti

L’incontro di Alfamigranti verterà sulle tendenze in ambito internazionale dell’alfabetizzazione degli adulti, che rappresenta “un contesto teorico molto ambiguo”, spiega Minuz. “Quando parliamo di alfabetismo, pensiamo alla capacità di un individuo di maneggiare e produrre testi scritti. Ma per uscire da un approccio storico, che vede l’alfabetizzazione come una serie di tecniche, è necessario valutare, oltre all’aspetto cognitivo-individuale, anche quello sociale e di acculturazione, e concepire l’educazione come un vero e proprio progetto pedagogico”. L’impostazione proposta da Minuz è quella di un approccio glottodidattico che veda la lettura e la scrittura come forme di comunicazione e di pratica sociale, poiché “la scrittura è un elemento sociale”, e che permetta di focalizzare l’attenzione anche sullo sforzo e sui processi di apprendimento della letto-scrittura.Fernanda Minuz pone l’accento su alcuni aspetti che connotano questo diverso approccio glottodidattico e che saranno ampliati e approfonditi nel corso del seminario:

  • la letto-scrittura nell’ambito delle competenze informatiche. Al giorno d’oggi la capacità di scrivere e leggere attraverso uno schermo fa parte di un insieme di competenze che  fanno effettivamente parte del processo di alfabetizzazione. Pertanto la possibilità di lettura o scrittura mediate da un qualsiasi dispositivo tecnologico incide sul modo in cui si dovrebbe insegnare.
  • il progresso degli studi psicolinguistici e neurologici nell’ambito dell’alfabetizzazione riguardanti i processi cognitivi degli individui analfabeti, i quali possiedono un pensiero “situazionale”: un pensiero intelligente, ma operativo, che per procedere deve essere esperienziale.
  • il plurilinguismo, che nella società odierna costituisce ormai normalità, piuttosto che eccezione: tale fenomeno va in primis riconosciuto e valorizzato come patrimonio linguistico, come elemento di empowerment del migrante, ma soprattutto vanno valutate le strategie alle quali il parlante ricorre per comunicare. In questo senso l’apprendimento è imperfezione, ma non in senso dispregiativo: il plurilinguismo pone i parlanti nelle condizioni di usare due o anche più lingue e di riservarne l’uso a diversi domini, come quello pubblico, privato, professionale o educativo, i cui confini sono però spesso fluidi.

Elisabetta Rossi(24 gennaio 2018)

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