Piano Freddo: il Municipio II verso un piano di accoglienza territoriale

“Con l’assessora alle Politiche Sociali, Cecilia D’Elia, avevamo già proposto in passato ad alcune organizzazioni della consulta del Volontariato, ma non solo a loro, di provare a iniziare un percorso insieme per lavorare su un piano freddo municipale. Quest’anno, più dei precedenti, i numeri dei posti in accoglienza a livello comunale sono stati insufficienti: a ottobre sono stati messi a bando 230 posti, 150 H15 e 80 H24, e solo 41 posti sono stati poi assegnati”, Caterina Boca, Presidente della Commissione  Consiliare Permanente II – Politiche Sociali, Rapporti con le ASL, Politiche Abitative e Sicurezza del Municipio II.

Mercoledì 9 Gennaio il Municipio II invita la consulta del Volontariato a un incontro per discutere il coordinamento di una Rete di accoglienza e stabilire modalità e tempi per realizzare un programma di accoglienza territoriale.

Ripercorriamo la storia del Piano Freddo 2017-2018

Partiamo dal bando del 5 Ottobre con l’“obiettivo di 245 accoglienze al giorno in centri notturni, di cui 80 in centri H24, e 200 accoglienze al giorno in centri diurni (H9 e H5).
Dalla delibera del 6 dicembre i risultati sono allarmanti: soltanto 41 posti assegnati per l’accoglienza notturna, 35 in H15 e 5 in H24, fortemente insufficienti per coprire il fabbisogno richiesto preventivato. Così viene indetta una procedura di indagine di mercato per il reperimento, a breve termine, di posti di accoglienza notturna per persone senza dimora con scadenza 18 dicembre.
Con la delibera del 29 dicembre 2017 vengono resi noti i nuovi risultati: 11 posti,  H15 messi a disposizione da Vo.Re.Co. Onlus, e 50 + 100 posti, H24 in una “struttura qualificabile come tendopoli” della Croce Rossa Italiana.

Tirando le somme: 202 posti (non tutti ancora effettivi) per l’accoglienza notturna.

La reazione del Municipio II: il municipio dell’accoglienza

C’è grande confusione di numeri e sullo stesso sito del Comune di Roma si citano prima 245 posti poi 230 posti per l’accoglienza in centri notturni, ma “in una città con 3000 persone senza fissa dimora per strada è comunque un numero che definire insufficiente non è neanche adeguato”, commenta la Boca.

Da qui la necessità dell’incontro del 9 Gennaio che ha dato l’avvio alla promozione di una Rete di accoglienza territoriale con passi importanti a programma:

  • “Non abbiamo ancora un piano accoglienza di emergenza, ma alcune associazioni si sono messe a disposizione per pagare delle quote per delle accoglienze di bassissima soglia come negli ostelli. Qualcuno ci ha suggerito delle strutture, ma dobbiamo aggiornarci per capire se siano idonee”.
  • “Nel piano sociale municipale è previsto un centro diurno per persone con fragilità sociali e speriamo di aprirlo il prima possibile, se riusciamo in Primavera, nonostante l’esiguità dei fondi”.
  • “Con la commissione delle politiche sociali abbiamo avviato un discorso che prevede la creazione di protocollo di azione intorno ai senza fissa dimora, utilizzando un modello già attivo nel XV Municipio: una rete di personale sia sanitario che volontario che, collaborando con la sala operativa, individua e si attiva intorno al senza fissa dimora. Il coinvolgimento dei volontari è fondamentale per costruire una situazione amicale e di reinserimento sociale, perché quando ricrei un clima di fiducia riavvicini la persona anche ai servirsi e al volersi fare assistere”.
  • L’amministrazione municipale si fa carico di questo percorso perché chiunque vive sul nostro territorio è nostra responsabilità

L’unione di tutti questi pezzi permetterà non solo di costruire un Piano Freddo municipale, ma una rete di accoglienza efficiente 365 giorni l’anno e non più solo emergenziale.

E l’assessora Baldassarre: si è fatta sentire?

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una richiesta di aggiornamento avendo saputo dei nostri incontri”, risponde la Boca, sottolineando come la scelta dell’Assessora di muoversi a Ottobre per un Piano Freddo comunale e senza coinvolgere i municipi, trasmetta un messaggio di voler “camminare da sola”.

“Basti pensare ai Piani Sociali municipali: abbiamo consegnato il nostro fra i primi e ricevuto a fine novembre il piano di congruità, ma non abbiamo ancora il Piano Sociale Comunale. Avrebbe avuto senso che prima il Comune stilasse il suo Piano Sociale per dare delle indicazioni generali sulle quali poi i vari Municipi avrebbero potuto lavorare in base alle diverse esigenze territoriali. Noi a fine novembre ci siamo ritrovati con un bilancio sociale assolutamente insufficiente per coprire i livelli essenziali (assistenza diretta e indiretta agli anziani, a persone fragili, minori e adulti in condizioni di vulnerabilità e tutte le categorie alle quali è riconosciuto un handicap), pensa per coprire i progetti sociali. Nel 2017 non siamo riusciti a erogare i sussidi per gli adulti, quei sussidi che permettono alle famiglie per esempio di pagare le bollette e gli affitti per non cadere in morosità. Sussidi fondamentali che impediscono alla persona di finire in condizione di marginalità …fino al poter esser loro stessi futuri senza fissa dimora”.

Il Municipio dell’Accoglienza continua la sua sfida: la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro.

Silvia Costantini
(17 gennaio 2018)

Leggi anche: