Come insegnare l’italiano per stranieri

Giovane di origini filippine alla lavagna
Giovane di origini filippine alla lavagna

Che la conoscenza della lingua sia una condizione indispensabile per integrarsi in una collettività è quasi un’ovvietà per le associazioni impegnate in attività di volontariato   con gli immigrati, infatti numerosi sono i corsi di italiano per stranieri attivi sul territorio. Ma l’insegnamento di una lingua è un processo molto complesso che implica competenze di varia natura e per farlo al meglio c’è bisogno di formazione e aggiornamento. Per questo la rete Scuolemigranti organizza frequentemente corsi di formazione. In particolare, per l’associazione Piuculture offrire occasioni di formazione, riflessione e confronto sui temi dell’integrazione e dell’insegnamento dell’italiano è uno degli strumenti per qualificare l’operato dei propri volontari, in modo da renderli attori consapevoli del processo di integrazione e soggetti credibili per le istituzioni o altri enti del territorio e per la scuola.

Coerentemente con questa concezione del volontariato, l’8 febbraio nella sede del Centro Servizi per il Volontariato di Via Liberiana, PiùCulture ha organizzato un seminario “Lo sviluppo della competenza linguistica in Italiano L2: suggerimenti e pratiche efficaci”, rivolto non solo ai volontari ma anche ai docenti delle scuole in cui sono attivi i laboratori dell’associazione. Come formatrice è stata chiamata la professoressa Gabriella Debetto, esperta di educazione linguistica, già docente del Master per l’insegnamento dell’italiano L2 all’Università di Padova, autrice di numerosi libri. I partecipanti sono stati quarantotto: quaranta volontari, ventisette di PiùCulture e tredici di altre associazioni della rete, otto docenti, nove le scuole presenti. Scopo dell’incontro: approfondire i temi della didattica, condividere problemi e difficoltà, delineare percorsi operativi.

Metodologie

Il presupposto per un efficace insegnamento dell’italiano L2 – ha sostenuto Debetto − è la consapevolezza della sua complessità: il docente deve tener conto della diversità dei bisogni formativi a seconda dell’età dell’allievo, della scolarizzazione pregressa, della lingua madre, dello stile cognitivo e dello scopo per cui si apprende la lingua; deve saper fare le scelte opportune servendosi di un approccio integrato, perché non esiste il metodo ottimale. I criteri per una programmazione sono innanzitutto la gradualità dell’intervento didattico scandito in sequenze e la ricorsività, dal momento che l’apprendimento è un processo a spirale, per cui è illusorio pretendere di esaurire di volta in volta i vari argomenti in modo completo. Meglio procedere per “isole di luce”. È opportuno, prima di affrontare direttamente l’argomento scelto, predisporre attività propedeutiche, per esempio sul lessico, sul campo semantico, sulla motivazione.

 La lingua per lo studio delle discipline

Nei laboratori che Piuculture organizza nelle scuole per gli stranieri si presenta sempre il problema dello studio delle discipline, giacché la lingua usata richiede competenze diverse e più complesse rispetto a quelle per la comunicazione. I manuali di Storia, per fare un esempio, così ricchi di termini astratti, nominalizzazioni, sintassi complessa ecc., sono quasi incomprensibili per questi ragazzi. Poiché l’impostazione dei laboratori non è quella del “dopo-scuola”, aiutare gli studenti stranieri nello studio significa ricorrere alla semplificazione solo come avvio per poi lavorare sulla lingua della disciplina, cioè: lessico, anafore, connettivi, strutture sintattiche ecc.

La grammatica

Coopertina della grammatica di italiano per stranieri
Coopertina della grammatica di italiano per stranieri

Sulla questione assai dibattuta se insegnare o no la grammatica,  Debetto ha affermato che il momento della riflessione grammaticale è necessario perché, oltre alla fluenza nell’uso della lingua, bisogna anche curare la correttezza; il problema da porsi piuttosto è il come. I modelli grammaticali descrittivi e classificatori sono superati, ciò che serve invece è collocare la riflessione grammaticale in un contesto culturale, all’interno di un testo – da abolire quindi le frasette − privilegiando i modi d’uso e rispettando gradualità e ricorsività. L’ultima pubblicazione di Gabriella Debetto è un manuale di “grammatica pedagogica”, come l’ha definito: La lingua italiana e le sue regole. Grammatica con esercizi, Loescher 2016, che è stata presentata nella mattinata del 9 nel 4° Centro di Istruzione per Adulti, su iniziativa della casa editrice.

Luciana Scarcia
(11 febbraio 2018)

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