“Una Start Up per un futuro nel tuo paese”: 40.000 euro per il rientro dei romeni della diaspora

Foto: http://www.studentville.it/
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Essere cittadino romeno maggiorenne, dimostrare esperienza imprenditoriale, avere la residenza all’estero e tanta voglia di iniziare un’attività non agricola in Romania. Sono questi i principali requisiti del progetto “Una Start Up per un futuro nel tuo paese” che offre la possibilità ai cittadini romeni che vivono all’estero di seguire un corso di formazione gratuito e ottenere un finanziamento di 40.000 euro per avviare una start-up nel loro paese.

La Romania ha più di 3.000.000 di cittadini che vivono all’estero e secondo le ultime statistiche è al secondo posto, dopo la Siria, con maggior numero di cittadini emigrati. Una realtà drammatica dal punto di vista di perdita della mano d’opera per il paese che negli ultimi anni risente molto della mancanza di professionisti. Infatti, quest’estate, molti  alberghi e ristoranti che si trovano sul Mar Nero rimarranno chiusi per  mancanza di lavoratori,” spiega Miruna Cajvaneanu, responsabile della comunicazione dell’associazione Spiritic Romanesc, partner del progetto. 

Si tratta di una nuova opportunità, completamente gratuita e finanziata con fondi europei, che offre ai romeni che da anni sono partiti la possibilità di rientrare al loro paese. “La maggior parte dei romeni ha lasciato il paese per motivi economici, sono andati all’estero alla ricerca di nuovi posti dove poter costruire una famiglia pensando inizialmente a una permanenza di pochi anni. In realtà si sono stabiliti e hanno accumulato una ricca esperienza lavorativa e proprio per questo ora si pensa di incentivare il rientro dei romeni che abbiano spirito imprenditoriale, ma non è necessario che stabiliscano la residenza in Romania, possono gestire la futura nuova attività a distanza.”

Per il momento le iscrizioni alla prima edizione del progetto sono arrivate al 50% e le start up proposte dai diversi partecipanti sono molto varie: dalle tecnologiche, alle strutture alberghiere, da quelle dedicate alla bellezza alle attività di street food, un concetto non tanto conosciuto in Romania e che potrebbe aver successo.

Abbiamo notato con piacere che le persone che hanno fatto il corso ci hanno dato un feedback positivo, lo considerano interessante e utile. Soprattutto i professionisti romeni che lavorano  nel nord Europa e che sono molto precisi e determinati. Invece, da parte dei romeni che vivono in Italia, abbiamo notato un po’ di diffidenza: tanti romeni sono venuti per problemi economici e hanno paura che con questo progetto non riescano a coprire tutte le spese per portare avanti una start-up in Romania.”

Le fasi del progetto:

Le iscrizioni sono aperte fino a luglio e il progetto è diviso in tre fasi:

La prima fase ha una durata di 10 mesi e prevede la selezione di un gruppo di 200 persone, che seguirà dei corsi gratuiti di formazione imprenditoriali online durante i quali, con l’aiuto degli esperti, i partecipanti svilupperanno un business plan. 

Nella seconda fase,  i 200 piani aziendali saranno analizzati da un’apposita Commissione in Romania e verranno selezionati 25 progetti che avranno a disposizione un servizio di consulenza personalizzata.

La terza e ultima fase del progetto prevede un periodo di attuazione di sei mesi e include un programma per monitorare il funzionamento e lo sviluppo delle attività finanziate nel loro periodo di sostenibilità e per raggiungere tutti i risultati del progetto.

Ma chi sono gli imprenditori romeni in Italia e in che settori sono più attivi? 

Si tratta di persone giovani e dinamiche, un terzo di loro ha intorno ai 35 anni, hanno creato piccole imprese partendo dalla propria esperienza lavorativa e dai propri risparmi, contando su una rete sociale e famigliare d’appoggio”, spiega Antonio Ricci, ricercatore IDOS / Dossier Immigrazione nel corso della sessione informativa che si è svolta lo scorso 21 aprile a Roma.

In 10 anni, il numero degli imprenditori romeni in Italia è aumentato del 70%: oggi, abbiamo più di 51.000 imprese con un titolare romeno, che significa 10% sul totale delle imprese avviate da stranieri”, ha sottolineato Antonio Ricci.

Tuttavia, anche se i romeni costituiscono la più ampia comunità di stranieri in Italia, non sono al primo posto per il numero di imprese, ma sono superati dai marocchini e dai cinesi, con 70.000 e 57.000 imprese rispettivamente.  

Inoltre, la maggior parte delle imprese romene sono nel campo dell’edilizia che negli ultimi dieci anni ha registrato però una crescita solo del 6%, facendo emergere nuove direzioni di sviluppo delle imprese romene. I servizi, la ristorazione e il ramo alberghiero registrano una crescita di nuove piccole e medie imprese. 

Anche la presenza sempre più consistente delle donne costituisce un’altra caratteristica dell’imprenditoria romena: attualmente un terzo delle imprese romene è in mano alle donne, soprattutto nei settori emergenti. Uno dei tanti  argomenti che verranno analizzati all’interno della Conferenza di presentazione “40.000 euro per i romeni con un’idea imprenditoriale” che si terrà il prossimo 12 maggio. 

L’idea è di far guadagnare tutti”, continua Miruna, “da una parte i romeni all’estero che vengono con bagaglio di informazioni e idee nuove e dall’altra parte la Romania dove inizia a mancare manodopera che speriamo di recuperare grazie a progetti come questi, visto che per il momento, il risultato è molto positivo”.

 

Cristina Diaz
(9 maggio 2018)

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