Nella Nuvola”Tracce di vita” nei diari dei migranti

Chiunque leggerà le storie contenute nei Diari multimediali dice Melania Mazzucco non potrà più guardare ai migranti alla stessa maniera.

Una fiera “militante” , quella che si è conclusa domenica nella Nuvola di Fuksas all’Eur, che ha  messo al centro del suo programma, nel 70° anniversario  della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, il tema di un  “nuovo umanesimo” inteso come la “riaffermazione di una humanitas che implica anche e soprattutto un profondo senso di solidarietà tra le persone, nella consapevolezza di una comune appartenenza al genere umano”. Proposta “rivoluzionaria” in  una fase come l’ attuale, segnata – secondo il Rapporto presentato da Amnesty International – da una  “retorica xenofoba della politica”.

Uno degli affollatissimi incontri alla Nuvola Convention Center

Il tema del nuovo umanesimo è stato affrontato nelle varie sessioni della 17° edizione della kermesse, promossa e organizzata dall’ associazione italiana editori (AIE), per la seconda volta ospitata nella Nuvola dell’ Eur, firmata Fuksas, da personaggi che il tema dei diritti umani lo affrontano ogni giorno sul campo e in qualche caso sulla propria pelle.  Da Shahidul Alam, fotografo e figura umanitaria di rilievo internazionale, arrestato ad agosto per aver appoggiato in un’intervista le manifestazioni di protesta dei giovani in Bangladesh, cui è stato dedicato uno spazio nell’Arena The photo/bookcloud, alla quale appartengono alcune delle foto pubblicate in questo articolo, a  Patrice Nganang, scrittore e poeta dissidente del Camerun che ha presentato il suo nuovo libro “La stagione delle prugne” edito da 66thand2nd, presentato dalla giornalista di “Internazionale”, Annalisa Camilli.

In sala, attraverso la voce dell’attore Valerio Mastandrea che ha letto alcuni brani delle sue opere scritte in carcere e alla presenza della sua compagna Yasemin Congar è risuonata la lucida disperazione: “ Non mi trovo né dove sono, né dove non sono” dello scrittore turco Ahmet Altan, condannato di recente all’ergastolo dal regime di Recep Erdogan per aver “appoggiato con i suoi articoli” il colpo di stato fallito del luglio 2016.

La locandina dell’incontro con le letture di Valerio Mastandrea dei brani di Ahmet Altan

Ma è in particolare sull’ universo e sulla narrazione delle migrazioni che ci vogliamo concentrare. Protagonista del primo giorno di incontri è stato in questo senso il sindaco “sospeso” di Riace, Mimmo Lucano,  presentato dal giornalista di Repubblica, Francesco Merlo, sul palco della Sala La Nuvola. “Un fuorilegge onesto – lo ha definito il giornalista – accusato,tra le altre cose,  per aver dato in appalto senza gara a una cooperativa locale, la raccolta di rifiuti di Riace, da effettuarsi “via mulo”,unico modo per passare nelle strette stradine del borgo. Con lui sotto processo – ha continuato Merlo – è andato tutto il sistema di accoglienza di Riace che aveva travalicato i confini geografici diventando un modello che venivano a studiare dall’ estero”.

Un momento dell’incontro tra Mimmo Lucano e Francesco Merlo de La Repubblica

 Il sindaco che, esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, aveva fino ad oggi mantenuto un atteggiamento di prudente riserbo,  nella sala de La Nuvola inizialmente fa parlare il giornalista, ma quando viene il suo turno di prendere la parola, non si ferma più come un fiume in piena.

 

Il mulo della raccolta rifiuti

E’ nato tutto per caso 20 anni fa – racconta – a Riace è arrivato all’alba un barcone di migranti con 250 profughi a bordo. Sono approdati su quella che viene considerata la spiaggia di Ulisse, quasi avvolti per questo in un’aureamitica…. Da lì abbiamo pensato che le case abbandonate potevano riaprirsi ed accogliere chi era in cerca di una nuova vita. Così è stato: siamo diventati i pionieri dell’accoglienza. Noi non dicevamo mai di no agli sbarchi, siamo stati anche usati come “discarica”  dell’accoglienza. Anche a fine agosto 2008 con l’emergenza che si era creata a Lampedusa. Ci hanno chiesto “posti” e noi li abbiamo trovati. In tre giorni abbiamo sistemato tutto, ma non si poteva certo procedere con le gare per rispondere a quell’emergenza. I valori del cristianesimo – continua appassionato Lucano – si sono incrociati a Riace con quelli dell’utopia sociale che sogna di offrire  un riscatto alle persone più deboli”.

Lucano in una pausa dei lavori alla Nuvola

Poi il passaggio politico che non risparmia una dura e aperta  critica alle posizioni del ministro dell’Interno.  “Come può un cristiano votare – si è chiesto  l’ex sindaco – per Salvini  che persegue una politica di aggressione agli ultimi? Io credo – ha aggiunto – che la Conferenza Episcopale dovrebbe condannare questi atteggiamenti del nostro governo: con il decreto sicurezza – ha continuato –  si stanno chiudendo gli Sprar , modelli di accoglienza e integrazione sul territorio che funzionavano molto bene. Quello di Riace con i suoi 80 operatori non esiste più, non ci sono più i laboratori artigianali, la scuola, l’asilo multietnico che impegnava 15 operatori il parco giochi mille colori. C’è solo un medico nell’ambulatorio che non serve più a nessuno. E così pure dallo Sprar  di Capo Rizzuto sono stati mandati via tutti,anche i bambini di 6 mesi. Come fa – conclude l’ex sindaco – Salvini a dormire la notte?”. 

Merlo cerca di riportare Lucano su un terreno più neutro, ma importante,quello del valore economico del suo modello di accoglienza, un valore laico,riconoscibile anche da chi non sia credente “anche da chi è di destra ma non è razzista”. Ma il sindaco non si arresta: “Sgarbi mi ha invitato a Sutri, mi ha chiamato eroe civile – riferisce – e io andrò a trovarlo per cortesia, ma mi auguro che prenda le distanze dai principi della destra che ispirano l’odio razziale che non sono compatibili con i valori umani e sociali. Mi hanno chiesto di candidarmi come “anti – Salvini” – conclude il “fiume in piena”  ma io ho solo una speranza: quella di riuscire a capovolgere la realtà e di poter tornare a Riace come sindaco per ripartire”.

Maryam, studentessa all’Accademia delle Arti di Tehran

Anche Emma Bonino, protagonista del panel “Il futuro della politica, l’immigrazione può essere governata?con il giornalista camerunense, Jean Claude Mbede e la parlamentare europea Elly Schlein, del partito Possibile, lancia un appello preoccupato al pubblico: “statevi accorti – dice la leader di “Più Europa” alla platea – stanno saltando  i pilastri della democrazia che prevedono la tutela del diritto della minoranza e non la dittatura della maggioranza. Una  volta – aggiunge –  c’era il reato di “mancato soccorso” ora c’è il “reato di soccorso” e se adesso nel mirino sono i migranti, poi arriveranno gli omosessuali, i rom, le minoranze in genere”. Netta la condanna della  parlamentare radicale per il decreto sicurezza:” I migranti non evaporano solo perché a qualcun non piacciono – ha detto – con il decreto masochista a autolesionista di Salvini – ha aggiunto – avremo 500.000 irregolari senza documenti che non potranno essere rimpatriati e diventeranno clandestini. Si va contro il sistema degli Sprar che rappresentavano un’ ottima soluzione per l’ accoglienza diffusa sul territorio– ha affermato la Bonino – certo – ha concluso – avrebbero funzionato ancora meglio se ad aderire non fossero stati solo 1200 sindaci su 8000 dei comuni italiani”. 

Da sinistra Jean Claude Mbde, Annalisa Camilli, Emma Bonino e Elly Schlein

Al suo fianco, Jean Claude Mbde,  arrivato in Italia come rifugiato 10 anni fa, dopo che con i suoi articoli aveva provocato in Camerun gli arresti di vari membri del governo per corruzione. Mbde ha ottenuto la cittadinanza tre mesi fa  “con il decreto firmato dal presidente della Repubblica” ma perché la cittadinanza possa diventare effettiva c’è bisogno della firma del sindaco di Gallarate dove risiede. “ Purtroppo il sindaco che è un leghista – denuncia il giornalista che in questi anni da rifugiato, ha lavorato per la Cooperazione Internazionale italiana in Etiopia –  ancora non ha trovato il tempo di ricevermi per firmare il documento, e così nel frattempo, avendo perso lo status di rifugiato e non potendomi avvalere della cittadinanza, non posso lavorare, sono in un limbo nel quale non ho alcun diritto”.

Gli stessi giovani migranti sono diventati protagonisti dei loro racconti e delle esperienze vissute in “Parole oltre le frontiere: 10 storie dimigranti” un libro edito da Terre di Mezzo all’interno del progetto Diari multimediali dei migranti presentato dalla scrittrice, Melania Mazzucco e dallo storico Nicola Maranesi. “In Italia – ha detto Maranesi – si parla di immigrazione solo come problema, come emergenza da risolvere. I “migranti” sono una categoria, persone senza un nome e un cognome. I video degli sbarchi che vediamo alla tv o sul web non raccontano le storie specifiche di  ognuno dei “passeggeri”. Il progetto DIMMI  nasce nel 2013 in Toscana come costola dell’archivio dei diari di Pieve S. Stefano:  un archivio pubblico, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia attraverso diari, lettere,”tracce di vita”.

Dal 2016 l’Archivio Diaristico bandisce il concorso riservato alle storie dei migranti che vivono o hanno vissuto in Italia. Il concorso è suddiviso in tre categorie: uomini,donne e giovani fino ai 18 anni. La vincitrice di DiMMi per la categoria donne quest’anno è stata Azzurra, nigeriana di 22 anni, presente all’ incontro con la Mazzucco.

Azzurra, vincitrice del premio DiMMi 2018 per la sezione donne

Azzurra è nata albina,come sua sorella, in un continente dove questa impronta genetica non è ammessa,e gli albini vengono emarginati quando non perseguitati e uccisi – ha raccontato la ragazza –  “per usare le parti del loro corpo in un macabro rituale che servirebbe a chi lo svolge ad acquisire potere sugli altri”. Nel suo diario Azzurra racconta l’odio, la discriminazione, il bullismo, le botte, lo stupro subiti durante tutta la sua adolescenza e i vani tentativi fatti dalla sua famiglia per proteggere lei e sua sorella. Finché nel 2016 è riuscita ad arrivare in Italia, dove ha iniziato una nuova vita, finalmente normale: “scrivere mi porta via il dolore e mi dà pace – dice – e aggiunge: sono determinata a diventare la prima donna presidente della Nigeria”. “Chiunque leggerà le storie contenute in questo volume – ha detto –  la Mazzucco, che a una storia di migrazione ha dedicato il bestseller “Io sono con te”, non potrà più guardare ai migranti alla stessa maniera. Si tratta di itinerari, rotte, attese, fallimenti uguali e diversi per ognuno di loro, storie che ci arricchiscono e ci aiutano a capire”. 

Sullo stesso “mood”si muove il libro “Onda” di Elena Rossi,giornalista pubblicista che oggi lavora a un progetto per i rifugiati presso l’UniversitàTelematica Internazionale Uninettuno di Roma. Il libro edito da Cosmo Iannone che alle “scritture migranti” ha dedicato la collana Kumacreola è stato presentato alla fiera dalla giornalista de La Stampa, Karima Moual e dall’attore e musicista senegalese Mohamed Ba che vive e lavora in Italia da 16 anni.

Da sinistra, Mohamed Ba, Elena Rossi, Karima Moual

“Onda è una raccolta di storie di donne costrette a lasciare il proprio paese e i loro affetti – scrive nella prefazione Erminia Dell’Oro – affrontando drammatici viaggi, spesso ridotte a merci di trasporto”. E’ il caso di Souad che, incinta,è costretta a partire dalla Libia, dopo che suo marito è stato ucciso,  su un barcone “dei dannati” per tentare di mettere in salvo la sua vita e quella della sua bambina che nascerà su quel barcone mentre le onde del mare in tempesta “laceravano la barca e sua figlia, Onda,  lacerava il suo utero”.

Francesca Cusumano

(12 dicembre 2018)

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