Le multinazionali nella gestione dei grandi centri di accoglienza

Nella conferenza stampa del 29 gennaio alla Camera dei Deputati è stato presentato il Dossier “Migranti: gli sciacalli della finanza brindano a Salvini”curato da Valori.it – la testata giornalistica della Fondazione Finanza Etica –, per indagare i nessi tra multinazionali e gestione dei centri per migranti.

conferenza stampa – presentazione dossier Valori.it

L’indagine prende le mosse dall’annuncio, fatto il 22 agosto, della fondazione di ORS Italia s.r.l., registrata a Roma, affiliata alla multinazionale svizzera ORS, allo scopo di partecipare a bandi di gara per “l’alloggiamento, l’assistenza, la consulenza sociale per profughi e richiedenti asilo”. L’Italia rappresenta per ORS “un primo importante passo per l’espansione nel Mediterraneo”.

Perché una multinazionale ha interesse alla gestione dei centri per migranti?
È per rispondere a questa domanda – ha detto Andrea Di Stefano, direttore di  Valori.it – che la testata ha avviato una ricerca di documenti e dati su bilanci e assetti proprietari delle holding e società private che già operano in Europa e ha individuato 3 soggetti:

  • Il gruppo elvetico ORS da anni gestisce in Svizzera, Austria e Germania molti centri per migranti. Ha alle spalle finanziatori londinesi (Equistone Partners, legato alla banca Barclays), statunitensi e un’agenzia governativa dell’Arabia Saudita, ma tra i suoi consiglieri figurano anche politici (l’ex vice-cancelliere austriaco, l’ex ministro svizzero della Giustizia, della Polizia e delle Migrazioni).
  • La norvegese Hero, dei fratelli Adolfsen, con quote di minoranza della DNB Bank, controllata a sua volta dal Ministero dell’Industria e da Deutsche Bank. Nel 2016 gestiva 90 centri in Norvegia e 10 in Svezia.
  • La tedesca European Homecare – valutata oggi 400 milioni di euro – è la regina dei sistemi di accoglienza in Germania. È attualmente sottoposta a indagine giudiziaria presso la Corte distrettuale di Siegen, dopo che 31 dei suoi operatori nel centro di Burbach sono stati accusati di maltrattamenti ai danni dei rifugiati.
maltrattamenti nel centro d’accoglienza di Burbach, in Germania

Perché l’Italia è considerata attraente per le holding finanziarie?
Il decreto Salvini, con il drastico ridimensionamento del sistema SPRAR, basato sull’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo in collaborazione con i Comuni e le organizzazioni senza scopo di lucro, e con la scelta di potenziare i grandi centri CAS, apre la strada a imprenditori privati. Una prima conferma è, appunto, la fondazione di ORS Italia.  È paradossale – ha affermato Emanuele Isonio, della redazione Valori.it – che questo avvenga proprio quando il governo austriaco di Kurz ha deciso di ripristinare il controllo statale della gestione dei migranti, prima gestita da grandi società private, affidandola a una nuova agenzia pubblica. Decisione presa dopo che la magistratura ha posto sotto indagine la ORS per la pessima amministrazione del centro di Traiskirchen.

dormitorio nel centro migranti di Traiskirchen, in Austria

Le nuove regole del decreto Salvini ridurranno davvero i costi dell’accoglienza?
Per capire se il nuovo sistema dei grandi centri costituisca davvero un risparmio per le casse dello Stato il dossier ha preso in esame i dati forniti da documenti ufficiali depositati dall’ANCI, da cui risulta che: un migrante nella struttura SPRAR mediamente costa 6.300 euro per i 6 mesi di permanenza media; mentre in un CAS, in cui la permanenza può arrivare a 18 mesi, la spesa media ammonterebbe a 10-14.000 euro.  I costi per l’accoglienza, quindi, saranno triplicati, secondo Rosy Battaglia, co-autrice del dossier, e si ridurranno le spese per servizi e integrazione. Mentre altri Paesi tra cui la Germania, nonostante il generale irrigidimento europeo delle politiche migratorie, stanziano considerevoli finanziamenti per l’integrazione.

L’interrogazione parlamentare dell’on. Nicola Fratoianni
Il deputato Fratoianni presenterà un’interrogazione parlamentare con 3 richieste:

  • sapere se ORS Italia ha già preso contatti col ministero per l’affidamento della gestione di qualche centro;
  • ricevere spiegazioni sul previsto aumento dei costi con il nuovo sistema dei CAS;
  • esigere che il governo definisca criteri trasparenti per l’affidamento della gestione dei centri, con avvisi pubblici.

Scenari preoccupanti. “È la globalizzazione, bellezza!”
L’intervento di Nicoletta Dentico, vice-presidente Fondazione Finanza Etica, ha riguardato le tendenze, in atto da tempo in Europa, alla mercantilizzazione degli immigrati: “il pubblico privatizza la gestione dell’accoglienza e i profitti vanno alle società private”.
La globalizzazione – ha spiegato la Dentico in una breve intervista a margine della conferenza stampa – produce lo spostamento da uno Stato di diritto e dall’architettura a tutela dei Diritti Umani a una commodificazione delle dinamiche che la globalizzazione stessa produce, come la mobilità delle persone. Mentre le politiche di chiusura mostrano la loro cecità, il mondo del business, invece, si è preparato da tempo e ha tradotto queste dinamiche in commodity, opportunità di profitto” attraverso circuiti legali, illegali (vedi Mafia capitale) e con accordi di governo. Se l’amministrazione pubblica e la politica non si prendono le proprie responsabilità cercando di governare il fenomeno migratorio, “c’è da essere molto preoccupati per la qualità del patto politico che ci unisce come popoli e per la democrazia”.

Roma 30 gennaio 2019

Luciana Scarcia

 

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