La BRI, la nuova via della seta, arriva Xi Jinping

Bri, la nuova via della seta: firma dell'accordo fra Giuseppe Cerbone AD del Sole 24 Ore e Zheng Qingdong Vice Direttore Generale di Economic Daily Group
Bri, la nuova via della seta: firma dell’accordo fra Giuseppe Cerbone AD del Sole 24 Ore e Zheng Qingdong Vice Direttore Generale di Economic Daily Group

L’arrivo previsto del presidente a vita della Cina Xi Jinping è per oggi 21 marzo nel pomeriggio, si fermerà a Roma dove incontrerà il presidente della repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, terminerà la sua permanenza con una visita privata a Palermo da sabato 23 pomeriggio, poi si recherà in Francia e nel Principato di Monaco e concluderà il suo viaggio in Europa il 26 marzo.

Già da ieri, 20 marzo, alcuni dei 500 membri della delegazione che accompagnano il presidente hanno avuto incontri con i rappresentanti italiani dei settori nei quali operano: al MaXXI dopo l’inaugurazione della Design China Exhibition si è tenuto un Dialogo tra Media Cina – Italia, sottotitolo: Collaborazione tra i media cinesi e italiani nel contesto dell’iniziativa “One Belt One Road” acronimo OBOR . Un progetto pensato per rafforzare la politica estera ma anche quella commerciale della Cina a livello mondiale. Sono previsti  ingenti investimenti, oltre che negli scambi commerciali, in infrastrutture e telecomunicazioni  che coinvolgeranno quattro continenti, Asia, Oceania, Africa Orientale ed Europa e più di sessanta paesi.

La BRI, la nuova via della seta cos’è?

Parla di Belt and Road Initiative, BRI, la nuova via della seta  per gli italiani, Jiang Jianguo, Vice Ministro del Dipartimento della Comunicazione di Pechino. La BRI è il tentativo cinese di investire per caratterizzare la globalizzazione, in concorrenza con gli Stati Uniti che su questo piano, con la presidenza Trump, fa un’accanita battaglia alla Cina. Il Vice Ministro ricorda che la proposta della BRI avanzata dal presidente  Xi Jinping risale al 2013. “Sotto l’egida della BRI verrà realizzata una collaborazione fattiva con il Ministero dello Sviluppo Economico italiano” auspica Jiang Jianguo “Il capo del Governo, Giuseppe Conte, ha riconosciuto l’importanza dei rapporti tra Cina e Italia e la visita del presidente cinese è nell’ottica di una costruzione congiunta della BRI”. Passa quindi a parlare dei media dove “va mantenuta giustizia e varietà nell’informazione. La Cina sostiene la libertà dei media” dichiara il vice ministro, “ma chiede di attenersi il più possibile ai fatti. Importante anche mantenere interattività e promuovere contatti tra media diversi. In questo momento nel quale il rapporto fra Cina e Italia è in forte sviluppo, il ruolo dei media è  fondamentale.” Jiang Jianguo propone una piattaforma per ampliare la collaborazione fra media cinesi e italiani affinché i rispettivi popoli possano conoscere meglio l’altro paese in una sinergia fra media vecchi e nuovi e dove sia previsto anche spazio per la formazione.

La BRI, la nuova via della seta, per un’economia aperta

Parla del ruolo della Cina nelle dinamiche mondiali l’ambasciatore Li Ruiyu, “La Cina è un paese emergente, a 70 anni dalla realizzazione della Repubblica Popolare Cinese, ha ancora squilibri da sanare, non possiamo fermarci, dobbiamo portare avanti riforme e aperture che si basino su mutuo interesse e reciproci vantaggi. L’obiettivo è creare un’economia mondiale aperta”.

La BRI, la nuova via della seta e i media

Vito Crimi, sottosegretario con delega all’informazione e all’editoria, M5S, evidenzia come la BRI non coinvolga solo merci, ma cultura, informazioni, persone e preveda “la collaborazione fra media italiani e cinesi anche nell’affrontare le nuove sfide italiane nel settore auspicando protocolli redatti nel reciproco interesse.”

Ricorda 15 anni di partenariato strategico e 50 anni di partenariato bilaterale tra Italia e Cina Du Zhanyuan, direttore per la pubblicazione in lingua straniera, e valuta che “sotto l’egida della BRI la cooperazione fra risorse dei media dovrebbe migliorare così come gli ambiti di collaborazione e condivisione con un attenzione particolare alle nuove tecnologie.” E infatti conferma Ren Qian, direttore generale China Media Group “la BRI porterà mutamenti in tutte le regioni che toccherà; nel campo dei media implicherà innanzi tutto conoscenza reciproca fra media, maggiore integrazione nelle informazioni, scambi di contenuti e in questa direzione va vista la creazione di piattaforme mediatiche.” Sono previste firme di accordi a  partire da quella di oggi fra Sole24ore e Economic Daily Group, ma anche con la RAI, con Class Editori e con altri media italiani “Attraverso Radio China International , nuova piattaforma che trasmette in 34 lingue, vogliamo informare la Cina sul mondo e a sua volta quest’ultimo sulla Cina.”

La BRI, la nuova via della seta e la RAI

“La Rai è impegnata a favorire la conoscenza della cultura dei paesi del mondo” esordisce Simona Martorelli, vice direttore delle Relazioni Internazionali della RAI e snocciola i memorandum e le iniziative di collaborazione realizzate negli ultimi anni con i media cinesi. L’auspicio anche per Martorelli è che si sviluppi una collaborazione che coinvolga anche le consociate dell’azienda per realizzare scambi con i media cinesi su prodotti e piattaforme diverse. “Importante prevedere la formazione professionale del personale di entrambi i paesi, il tutto va realizzato attraverso un tavolo di lavoro, con China Media Group, che partirà il 22 marzo e proseguirà per tre anni.

La BRI, la nuova via della seta e la libertà dei media

Spetta a Alessandro Banfi, direttore programmi di approfondimento Mediaset, sollevare l’ interrogativo sulla libertà dei media e lo fa con un esempio tratto dalla fine dell’Eneide “Turno per evitare altre perdite agli italici si offre di affrontare Enea sapendo che soccomberà. Nel frattempo, per far terminare la guerra, Giove e Giunone  si sono accordati: i Troiani, vincitori,  si stabiliranno nel Lazio ma la cultura e la lingua di Roma sarà il latino. Roma è seconda anche quando è padrona del mondo. L’auspicio” conclude Banfi è che “se  i cinesi saranno padroni del mondo capiscano che Roma ha accolto le tradizioni e le culture di tutti e mi auguro che questo sia vero per i nostri figli e i nipoti”.

Nicoletta del Pesco
(21marzo2019)

Leggi anche:

La comunità cinese in Italia: sfatiamo gli stereotipi

Cina in Italia: una nuova sede tra Oriente e Occidente

Ristorante Lin, l’Oriente in tavola nel cuore del Municipio II