25 aprile: il corteo antifascista a Centocelle

Giovedì 25 aprile, in Piazza delle Camelie, nel quartiere Centocelle si sono riunite centinaia di persone per celebrare la liberazione dalla dittatura fascista.

La commemorazione

Alle ore 9.00, prima dell’inizio del corteo, si è svolta una commemorazione davanti al monumento ai partigiani caduti durante la Resistenza. Tra i presenti, Modesto Di Veglia e Clemente Scifoni, che hanno contribuito alla liberazione dell’Italia dal regime fascista. “Oggi i valori della Resistenza sono presenti in molte piazze romane ed italiane. E’ importante far sapere cos’è stato e cos’è l’antifascismo”, ha detto il primo durante l’intervento. Dopo le sue parole i presenti, intonando “Bella Ciao”, hanno dimostrato la loro gratitudine verso chi ha combattuto il fascismo.

Clemente Scifoni ha raccontato la sua storia: “sono stato gappista per 20 anni muovendomi soprattutto a Tor Pignattara. Ero ricercato da nazisti e fascisti, su di me c’era una taglia, infatti venni arrestato e portato a Regina Coeli”.

Un evento di tutti

Dopo la commemorazione arrivano altre persone che portano bandiere, striscioni e cartelloni. Alla manifestazione sono presenti anche molti stranieri come ad esempio Augusto, dal Perù, che afferma: “eventi come questo comunicano la voglia di combattere le ingiustizie dovute anche alle politiche recenti”. Continua: “un problema molto grave è il razzismo e va combattuto. L’accoglienza è importante, bisogna ricordare che l’Italia è stato un paese di migranti. Sono preoccupato per la crescita dell’ultra-destra in tutta Europa ma ho fiducia nella gente e nel buon senso di questa”.

Inizia il corteo

Alle 10:30 ha inizio il corteo, parte la musica e ci si muove verso via dei Castani, la via principale del quartiere. I partecipanti sono di ogni età ma la maggior parte sono giovani, a testimonianza del fatto che nelle nuove generazioni c’è voglia di portare avanti i valori di democrazia e antifascismo. Alcune persone sembrano aver dimenticato la storia o fanno finta di non ricordarla per difendere un ideale che ha portato solo sofferenza in passato. L’errore che spesso viene fatto è quello di identificare i partigiani come un movimento esclusivamente di sinistra. Non è così perché alla Resistenza hanno preso parte uomini e donne con diverse fedi politiche, uniti esclusivamente dal desiderio di liberare il paese da una dittatura violenta. In quel caso c’era una parte sbagliata ed una parte giusta, come la definirebbe il partigiano e scrittore Beppe Fenoglio.

Passato e presente a confronto

Tra i manifestanti si vede una ragazza che ha in mano un cartello con scritto in maiuscolo “Un’altra Adua”. Nia, è nata in Italia ma ha origini eritree e spiega: “il mio cartello fa riferimento alla battaglia di Adua del 1896, quando l’Italia sotto il governo Crispi cercò di conquistare l’Etiopia. Alla fine gli etiopi riuscirono a sconfiggere gli italiani che volevano colonizzare la loro terra. Ma ad Adua qualche anno dopo arriveranno anche i fascisti che per ottenere questa zona utilizzarono armi chimiche”. Chiude dicendo: “il mio cartello vuole far riflettere su quanto il fascismo sia stato atroce per fare in modo che vicende come questa non si ripetano”.

Una manifestazione per non commettere gli stessi errori

Il corteo prosegue e tra i vari striscioni ce n’è uno della sezione Giordano Sangalli, tenuto anche da un ragazzo tunisino. Il suo nome è Yassid: “manifestazioni del genere sono importanti per non dimenticare il male che ha governato l’Italia per vent’anni”. Continua: “purtroppo la gente in difficoltà va dietro agli slogan populisti che promettono benessere facendo soffrire altre persone. Il corteo può servire per combattere queste idee discriminatorie”.

Oggi, infatti, visti i nostalgici dell’epoca fascista, c’è bisogno di parlare ancora della Resistenza a tutti, non solo ai giovani, per evitare la diffusione di ideologie fondate sul razzismo, sulla violenza e sull’omologazione del pensiero.

Matteo Ferraro
(27 aprile 2019)

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