Il medico di Lampedusa per un’Europa solidale e accogliente

Pietro Bartolo, Democrazia Solidale, è candidato nella lista del PD

Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, è candidato alle elezioni europee in due Circoscrizioni: Italia Centrale e Insulare, per il movimento Democrazia Solidale, che ha aderito alla Lista del Partito Democratico.

Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa
Pietro Bartolo

Medico nel presidio sanitario e poliambulatorio dell’isola siciliana, noto per il film-documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Orso d’oro 2016, autori di due libri in cui racconta la sua esperienza: Lacrime di sale e Le stelle di Lampedusa, editi da Mondadori, Pietro Bartolo è diventato un simbolo della lotta per la difesa dei diritti umani. Proprio perché oggi li vede minacciati da esponenti politici senza scrupoli in Italia e Europa, ha deciso di impegnarsi nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo.

In uno degli incontri organizzati nella sede di Roma di Democrazia Solidale, ha spiegato che ha scelto la lista del PD, nonostante le sue critiche al decreto Minniti, perché è l’unica forza capace di arrestare l’avanzata delle destre sovraniste e populiste, che stanno minacciando con vergognose bugie i principi di solidarietà, accoglienza e difesa degli ultimi.

Contro una propaganda che falsifica la realtà

“Da 29 anni a Lampedusa – ha detto Bartolo – siamo in prima linea per salvare vite umane, accogliere degnamente persone che hanno sofferto e fuggono da situazioni drammatiche nei loro Paesi, che anche noi, parte fortunata del mondo, abbiamo contribuito a determinare. Sono persone normali, come noi, a volte migliori di noi, e costituiscono una ricchezza per un Paese come il nostro che sta diventando sempre più vecchio e dal quale tanti giovani stanno andando via. Invece, neanche di fronte a un problema reale come quello demografico si ferma la propaganda stupida che trasforma queste persone in minaccia, alimentando una paura che non ha motivo di esistere. Gli italiani non sono razzisti, ma c’è una campagna di odio e cattiveria, piena di bugie. Ed è contro queste “bugie” che io da anni cerco in ogni modo di far conoscere la verità”.
La verità con cui il medico di Lampedusa ogni giorno ha dovuto e deve fare i conti è quella dei corpi torturati, delle donne stuprate, delle “ispezioni cadaveriche” sui bambini morti, della “malattia del gommone”, espressione da lui inventata per indicare le ustioni procurate soprattutto alle donne dal prolungato contatto con benzina e acqua salata. “Proprio pochi giorni fa sono sbarcati a Lampedusa 30 persone, il capo dell’invasione era un bambino di 1 anno e mezzo! A me dispiace di non essere lì in questo momento. Il nostro bel mare, culla della civiltà, è diventato un cimitero!”.

Il medico Bartolo a Lampedusa
Il medico Bartolo a Lampedusa

La prima cosa da fare nel parlamento europeo sarà cambiare il trattato di Dublino, per una politica comune e solidale dell’immigrazione, nello spirito dei padri fondatori dell’unione europea. “Noi vogliamo gli Stati Uniti d’Europa, mettendo al centro la difesa dei diritti umani e della solidarietà. Il valore più alto da riaffermare è quello del rispetto della persona e dell’ambiente. Mi batterò contro politiche di chiusura e difesa dei confini. Io sono cittadino del mondo, noi tutti siamo il risultato della contaminazione di popoli e culture”.
Nel suo programma Bartolo intende anche promuovere una politica che consideri le diversità come risorsa e, in particolare, faccia investimenti più sostanziosi per valorizzare le peculiarità delle isole.

Luciana Scarcia
(14 maggio 2019)

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