Elezioni europee, i candidati: Paolo Narcisi – La Sinistra

Lui è una sorta di Gino Strada di Pinerolo, fondatore e Presidente di Rainbow for Africa R4A Onlus,  presente in Senegal, Sierra Leone, Burkina Faso, Kenya, Etiopia, Ciad, Sud Sudan, Palestina, Mar Mediterraneo, che ha come obiettivo principale la formazione professionale del personale locale. In Italia la onlus è impegnata nella promozione dell’integrazione degli immigrati nel tessuto sociale del paese ospitante. Narcisi, 56 anni, che di professione fa il medico come dirigente del reparto Anestesia e Rianimazione (DEA) Grandi Traumi del Presidio della Città della Salute e della Scienza di Torino, ha coordinato personalmente le missioni della Ong in Ciad, Sierra Leone, Sud Sudan, Mediterraneo, Lesvos, Burkina Faso, Haiti. Ha fatto parte, fino al 2015, della équipe medica a bordo della nave Iuventa nelle operazioni di salvataggio in mare dei migranti,. “Io sono un medico – scrive sul suo profilo facebook – quindi curo e mi prendo cura di chiunque, non mi interessa che sia bianco o nero o giallo, che sia buono o cattivo, ladro o poliziotto o giudice o ministro. Tutti vuol dire proprio tutti e – chiude citando Kafka – sono pronto a risponderne personalmente, davanti alla Legge e alla Storia”.

Perché ha scelto di candidarsi con questa formazione?

“Credo in una sinistra riformista, che abbia la capacità di unire invece che dividere, spero che questa nuova formazione, aldilà del risultato elettorale, possa nel prossimo futuro essere polo di aggregazione per tutti quelli che rifiutano il clima di paura che rende immobili, paralizzati, incapaci di lottare per i propri diritti, ma soltanto di odiare il più fragile di turno, capro espiatorio del male che subiamo. Da questo gruppo, per ora piccolo, ma con grandi potenzialità spero nasca la voglia di un nuovo risorgimento, culturale, economico e di partecipazione democratica”.

Quali sono i punti principali del programma che porterà avanti?

 “Le prossime elezioni europee rappresentano una sfida molto alta: costruire uno spazio politico alternativo sia alla prosecuzione delle politiche neoliberiste, causa di disuguaglianze e povertà, sia al crescere della barbarie dei razzismi e dei nazionalismi. Uno spazio a disposizione di quei movimenti che oggi costituiscono la principale speranza su scala planetaria: il movimento delle donne che partendo dalla denuncia della violenza maschile mette in discussione tutte le forme di dominio di sesso, di classe, di cultura,  il movimento per il clima e l’ambiente che vede una generazione di ragazze e ragazzi pretendere un futuro per la terra e le specie viventi, quindi un cambiamento radicale del modello di sviluppo. Uno spazio a disposizione di chi nel nostro paese in questi anni ha condiviso l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza, le lotte per la difesa dei beni comuni e i diritti civili e sociali, l’opposizione alle “riforme” neoliberiste a partire da quella delle pensioni, alle privatizzazioni, alla precarizzazione del lavoro. Uno spazio per chi si schiera da anni contro xenofobia e razzismo nelle mobilitazioni e nella solidarietà attiva”. 

Lezioni di prontoi soccorso nella sede di Raimnbow for Africa in Senegal

“L’Europa che vogliamo costruire si fonda sulla democrazia reale e sul autodeterminazione di donne e uomini; sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori; sulla solidarietà contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale”.

Nei primi 100 giorni di attività parlamentare quali sarebbero le sue tre priorità?

  •  promuovere la discussione sul cambiamento di destinazione dei fondi della Banca Europea. Fondi attualmente destinati ad alimentare le Banche Private (quantitative easing) verso la Banca Europea degli Investimenti con l’obiettivo di dotarla di un grande fondo europeo per lo sviluppo dell’economia verde, di energie alternative, sanità disponibile per tutti i cittadini.
  • promuovere la rinegoziazione del trattato di Dublino sul accoglienza dei migranti
  • promuovere la riforma del Governo europeo per aumentare i poteri del Parlamento e degli organi democratici nei confronti della Commissione e del Consiglio”.
In Africa l’impegno dell’associazione consiste nella formazione generale e specifica del personale sanitario locale

Cosa condivide e cosa invece cambierebbe delle politiche europee attuali in tema di immigrazione?

“Le frontiere interne dell’Europa devono essere aperte per garantire la libera circolazione di tutti, deve essere possibile richiedere un permesso di soggiorno europeo e quindi la possibilità di presentare domanda in qualsiasi Paese dell’Unione e non solo in quello di arrivo. E’ indispensabile l’attivazione di canali legali di ingresso in Europa con corridoi umanitari per chi fugge da guerra e persecuzioni, ma anche con la possibilità di ottenere visti di studio e lavoro per chi cerca semplicemente di migliorare la propria vita”.

 L’Europa è un’unione di diversi, queste diversità come vanno affrontate?

“Le diversità possono contrapporsi fino a diventare violenza, le guerre europee insegnano,   oppure possono essere fonte di crescita e comprensione reciproca. Il bacino del Mediterraneo è stato la culla della civiltà occidentale grazie alle diversità che hanno contribuito a creare scienza, filosofia e arte”.

Come definirebbe l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli stranieri?

“La percezione degli italiani è che gli stranieri in Italia siano oltre il 25% della popolazione, mentre in realtà sono meno dell’8%. Su queste basi nasce la narrazione dell’invasione. Ricominciare a raccontare la realtà con dati veri, spiegare i motivi delle migrazioni, migliorare la conoscenza reciproca e la reciproca utilità può essere utile a cambiare la retorica razzista e sovranista”.

Tra l’Europa e il resto del mondo c’è il mare: come gestire lo spazio che ci divide?

“Soccorrere chi rischia di annegare, attivare anche in mare corridoi umanitari per chi fugge, promuovere gli scambi tra le rive del Mediterraneo. Il mare può dividere, ma può unire”.

La plancia della Iuventa quando Paolo Narcisi era a bordo come membro dellӏquipe medica

Qual è l’ultimo piatto di cucina straniera che ha mangiato o cucinato?

“Sabato sera sono stato nel Ristorante Cinese di un amico, Zheng Yang di Torino, un posto particolare dove si può gustare una cucina cinese alternativa rispetto a quella che si trova abitualmente. Consiglio il riso saltato con gamberi in salsa XO. Fantastico”. (3. continua)

Francesca Cusumano
(15 maggio 2019)

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