Palestina Ieri Oggi Domani è il titolo dell’incontro al quale hanno partecipato l’on. Francesca Scuderi, membro del Parlamento europeo, Francesca Del Bello, Presidente del Municipio Roma II, Stefano Galieni, giornalista e presidente dell’Ass.ne Diritti e Frontiere, Yousef Salman, presidente delle Comunità Palestinesi di Roma e Lazio e Marina Pierlorenzi, Segretaria provinciale ANPI Romae Lazio. L’incontro si è svolto nella sede dell’Associazione Sinergie Solidali in Via Volsinio 21 a Roma.
La presidente Del Bello ha ricordato la solidarietà espressa alla Palestina dal Municipo II che, primo a Roma, ha esposto la bandiera palestinese, “Un gesto simbolico” ha detto “che mi auguravo venisse seguito anche dagli altri Municipi”.
Il calendario dell’Associazione Art 3 per la Palestina
Un’occasione per fare il punto sulla situazione della Palestina a ridosso delle feste natalizie, in un momento in cui media e giornali sembrano aver messo in secondo piano quanto sta avvenendo nelle striscia di Gaza e in Cisgiordania e a cui l’Associazione Art. 3 ha voluto dedicare il calendario 2026, ogni mese ricorda con una fotografia e una poesia ciò che accade in Medio Oriente, una realtà in cui l’accordo di pace firmato a Sharm El-Sheikh in Egitto il 13 ottobre u.s, sembra solo la virgola di un vicenda iniziata nel secondo dopoguerra e che non pare prossima ad una fine o, perlomeno, ad una fine giusta.
La Flotilla, il desiderio di “fare” qualcosa
Questo è quanto emerso dai vari interventi, primo fra tutti quello dell’onorevole Scuderi che ha partecipato alla missione della Flotilla nel settembre 2025, una missione messa in atto da uomini e donne animati dal desiderio di fare qualcosa, che è riuscita a sbloccare le coscienze di tutto il mondo e far sì che i grotteschi progetti ventilati per Gaza siano, almeno per il momento, accantonati. L’onorevole Scuderi ha sintetizzato l’importanza del supporto della gente scesa in piazza per sostenere il viaggio della Flotilla, “Ci ha sostenuto e fatto sorridere” ha detto.
Riconoscere lo Stato Palestinese è fondamentale
Purtroppo l’effetto Flotilla è stato cancellato da un “finto processo di pace“. “Il gran parlare sul riconoscimento dello Stato Palestinese non è ozioso come si vuol far credere” insiste Scuderi, “Senza uno Stato Palestinese anche i palestinesi di fatto non esistono, riconoscere lo Stato è un passo fondamentale da un punto di vista giuridico“.
La necessità della mobilitazione dal basso
L’intervento di Stefano Galieni ha rinforzato quanto asserito dalla parlamentare. La sola cosa che sembra incidere in qualche modo sulle decisioni che vengono prese “in alto” è la mobilitazione “dal basso”. Solo in seguito alla missione della Flotilla, l’11 settembre 2025, la UE ha approvato la prima risoluzione in cui si esprime “la seria preoccupazione per la catastrofica situazione a Gaza” e condannato “il blocco degli aiuti umanitari a Gaza da parte del Governo isareliano”. In ogni caso, sostiene Scuderi, la missione della Flotilla, è riuscita almeno a posticipare l’annessione, che sembrava ormai prossima, di Gaza. “Questa volta non siamo stati usati dalla tecnologia ma abbiamo usato la tecnologia, bastava un clic per far scendere in piazza centinaia di migliaia di persone”. Uno dei motivi per cui sono in programma altri eventi simili a quello della Flotilla, a primavera p.v. e a settembre 2026 si sta pensando alla partenza di un’altra flotta per la pace.
C’è ancora speranza per Gaza?
Per il resto c’è sfiducia e sconforto, dice Scuderi, “Nel Parlamento europeo i popolari – PPE – sono l’ago della bilancia, se loro non sono favorevoli non ci sono proposte che passano”. Così Yusef Salman, che lo stesso giorno ha piantato due olivi in Piazza Vittorio, “Sono molto pessimista”, dice, Il 10 ottobre è iniziato un claudicante cessate il fuoco, non l’inizio di un processo di Pace. Marina Pierlorenzi dell’ANPI, ha ricordato quella che non esita a definire, la “punizione collettiva” messa in atto dal governo israeliano. “Il problema” aggiunge “è politico, stiamo andando verso un’economia di guerra, levando al green deal per dare alle armi”.
La cultura come veicolo per conoscere il popolo palestinese
In questo contesto ci sono, peraltro, angoli illuminati, rappresentati dalla voce di coloro che attraverso l’arte raggiungono l’ Occidente. Il 26 ottobre, a Deir al-Balah, nel centro di Gaza, tra le macerie, si è tenuto il Gaza International Festival for Women’s Cinema – tra le promotrici Milena Fiore e Monica Maurer di AAMOD – organizzato in collaborazione con il Ministero delle cultura palestinese e il coinvolgimento di molti intellettuali. Dice Pierlorenzi, “Hanno coperto il suolo con un grande lenzuolo rosso, simbolo del sangue della guerra, ed hanno proiettato film e documentari su un telo bianco montato alla bene e meglio”. La cultura e la comunicazione attraverso le immagini diventano allora il modo di dare un’anima al popolo palestinese.
Prendi in mano la tua anima e cammina
Un’anima che si trasforma in corpo così come avviene nel film, che poco spazio ha trovato nelle sale cinematografiche, “Put your soul on your hand and walk” della regista iraniana Sepideh Farsi, la storia parallela di due donne, la fotografa palestinese Fatem Hassouma, da Gaza, e la stessa regista, esule da anni a Parigi, che hanno cercano di opporsi all’annientamento. Un crescendo in cui l’anima di Fatem diventa palpabile, un tutt’uno col suo corpo che viaggia tra le rovine di Gaza, una speranza che si affievolisce, come il suo sorriso, giorno dopo giorno.
Del Bello insieme a Yusef Salman hanno in progetto due festival del cinema palestinese e altri eventi culturali per dare voce alla cultura di un popolo che non si riduce ad una religione, ma è le mille sfumature delle persone che ne fanno parte, cattolici, islamici e ortodossi.
Livia Gorini
(26 dicembre 2025)
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