Per la Palestina: un presidio contro indifferenza e strumentalizzazioni

Il Presidio per la Palestina davanti a Montecitorio
Il Presidio per la Palestina davanti a Montecitorio

Distruzione, devastazione e morti, di cui pure veniamo a conoscenza, sembrano non smuovere più le coscienze. Mentre, violando gli accordi sul cessate il fuoco, i raid israeliani continuano a uccidere: ad oggi 570 morti, tra cui 7 bambini.

L’opinione pubblica, o quella che i media rappresentano e formano, appare distratta o indifferente alla violazione dei diritti umani; l’inviolabilità della persona sembra un arnese di un mondo in frantumi ormai liquidato e la realtà un oggetto da manipolare a seconda delle convenienze.
È così che, per non dover prendere posizione, si preferisce strumentalizzare la tragedia, dimenticare la storia e dipingere la realtà.

Contro la manipolazione della realtà e l’indifferenza c’è chi resiste: il presidio permanente per la Palestina, a piazza Capranica, ieri pomeriggio ha organizzato una manifestazione per lanciare un appello alla società civile a non accettare passivamente ciò che accade in Medio Oriente e a non permettere che la protesta contro il genocidio e il sionismo venga equiparata a una forma di antisemitismo.
Da qui il titolo dato alla manifestazione: “Antisionismo non è antisemitismo”.

Il silenzio rende complici

A piazza Capranica hanno parlato rappresentanti di varie organizzazioni — tra cui Comunità Palestinese Roma e Lazio , Sanitari per Gaza, Libere Cittadine per Gaza (con un’esponente del Global Movement to Gaza) Assopace Palestina — una universitaria palestinese che studia a Roma, un esponente di Rifondazione Comunista e altri.
“L’umanità si è persa — ha detto Yousef Salman, fondatore dell’Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese — e la forza ha soppiantato la legge e il diritto. Mai la lotta palestinese ha avuto un carattere religioso; ciò che rivendica è il diritto alla vita, alla terra, a una identità nazionale”. La questione palestinese dura da 78 anni, arabi ed ebrei hanno convissuto pacificamente in quella terra fino a quando dopo la seconda guerra mondiale non sono intervenute le potenze occidentali.
L’appello a non restare in silenzio è stato il leit-motiv di tutti gli interventi, perché tacere di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani a danno dei palestinesi a Gaza, in Cisgiordania e Gerusalemme Est significa essere complici, ed è ciò che i Governi fanno a dispetto delle numerose risoluzioni di Organismi internazionali e movimenti di solidarietà. Accusare di antisemitismo chi condanna la politica sionista è una falsità.
Dopo aver presentato alla Camera il rapporto “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo” la Relatrice Speciale ONU sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha raggiunto il presidio, che si è spostato davanti a Montecitorio, dove sono intervenuti Ascari e Carotenuto (deputati 5 Stelle).

Luciana Scarcia
4 febbraio 2026

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