Per molte studentesse afghane arrivare in Italia significa iniziare una nuova vita. È una vita lontana dalla famiglia, da un paese segnato dalla guerra e da abitudini molto diverse. Allo stesso tempo, rappresenta una possibilità importante: studiare, crescere e costruire il proprio futuro. Per molte ragazze afghane crescere significa vivere sempre vicino alla famiglia. In Afghanistan è normale condividere tutto: pasti, momenti di svago, esperienze quotidiane. Ma quando arrivano in Italia da sole, queste ragazze devono imparare a costruire la propria vita lontano dalla cultura familiare e dalle persone care.
Le studentesse afghane condividono la loro storia
Le studentesse afghane che oggi vivono a Roma hanno condiviso la loro esperienza. Le loro storie mostrano difficoltà, ma anche la forza e la speranza che portano con sé. Nahid racconta “All’inizio vivere da sola è stato difficile. Sono sempre stata molto vicina alla mia famiglia. Quello che mi manca di più è la mia famiglia. Anche i momenti semplici, come stare seduti insieme, parlare o mangiare insieme, sono cose che mi mancano molto.” Per lei, la nuova vita ha significato imparare a essere indipendente “Con il tempo ho imparato a diventare più indipendente e a gestire da sola le responsabilità della vita quotidiana.” Ma un elemento importante ha reso possibile questo percorso:la borsa di studio che le ha permesso di venire in Italia. “Senza questo sostegno probabilmente non avrei potuto continuare i miei studi,” racconta Nahid. Anche la preoccupazione per il paese di origine pesa ogni giorno: “È naturale che quando sento notizie sull’Afghanistan mi preoccupi. A volte questo influisce anche sulla mia concentrazione nello studio,” dice Nahid. Eppure, proprio questa motivazione la spinge ad andare avanti: “Cerco di ricordarmi che studiare fa parte del percorso per costruire un futuro migliore e poter aiutare la mia famiglia.” Nahid ha aggiunto dettagli sul suo percorso e famiglia: è arrivata in Italia con una borsa di studio dell’Università Sapienza nel campo delle umanistici globali. Quando è arrivata in Italia, ha deciso di cambiare il suo campo di studi, ha studiato la lingua italiana e poi ha fatto un master in Graphic Design in un istituto a Roma. Proviene da una famiglia di classe media, con la famiglia ancora in Afghanistan e una sorella a casa da quattro anni a causa della chiusura delle scuole per le ragazze. In Italia ha principalmente amici italiani per imparare la lingua più velocemente e integrarsi nella società. Apprezza molto la gentilezza e l’ospitalità degli italiani. Frishta, arrivata a Roma nel 2023 da Kabul, racconta una storia simile. È arrivata con una borsa di studio per studiare Umanistiche Globali all’Università Sapienza. La sua famiglia è ancora in Afghanistan: suo padre, sua madre, due sorelle e due fratelli minori. Le due sorelle non possono andare a scuola a causa della chiusura delle scuole per le ragazze, e i fratelli non possono continuare i loro studi e devono lavorare. “Vivere sola in Italia è stato una grande sfida. In Afghanistan le famiglie vivono tutte insieme. Qui, dover affrontare tutto da sola — fare amicizie, fidarsi delle persone, capire lo stile di vita — è stato difficile.” Anche per lei, la borsa di studio è stata fondamentale: “Sono venuta con una borsa di studio, perché volevo continuare i miei studi in un altro paese. Senza questo aiuto sarebbe stato quasi impossibile.” La lontananza dai cari è dolorosa: “Ogni giorno e ogni notte siamo preoccupati per i nostri familiari. A volte non possiamo concentrarci sugli studi. È molto difficile, soprattutto quando sai che lì c’è la guerra e non puoi fare nulla.” Nonostante tutto, entrambe trovano forza nella possibilità di studiare liberamente: “Per me studiare liberamente significa avere la possibilità di imparare senza paura e senza limitazioni,” dice Nahid. Frishta aggiunge: “Significa poter scegliere cosa studiare e continuare con passione.” Il loro messaggio è chiaro e potente: anche lontano dalla famiglia, anche in una cultura completamente nuova, è possibile costruire una vita propria. Frishta lo riassume così, rivolgendosi alle ragazze che vivono in Afghanistan:“La notte più buia passa. Continuate, non arrendetevi e abbiate coraggio. Siete voi che potete costruire il vostro futuro.” Nahid e Frishta mostrano che iniziare una nuova vita da sole non è facile, ma la determinazione, l’indipendenza, lo studio e le borse di studio diventano strumenti di resilienza. Lontano dall’Afghanistan, queste giovani donne stanno imparando a costruire passo dopo passo il loro futuro, con coraggio e speranza.
Maryam Barak (12 Marzo 2026)
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