Quando penso al mio weekend in Gambia

Il weekend in Gambia, il mio paese, per la maggioranza delle persone è un solo giorno, la domenica. Io mi sveglio con calma verso le dodici perché è festa e non devo andare al lavoro, faccio colazione da solo e poi aspetto il pranzo. Pranziamo tutti insieme in un unico piatto rotondo con il benachin, un riso con pesce o carne seduti su una stuoia. Dopo pranzo vado nella stanza dalla mia Mma, mia mamma, e chiacchieriamo insieme fino alle tre, quando vado a cambiarmi per uscire e indosso una maglietta sportiva. Aliu, il mio amico, abita a Bakoteh e, per andare a casa sua, prendo un tuk tuk, una specie di APE car. Quando arrivo a casa sua, prima di andare nella sua stanza, salgo a salutare la sua famiglia, poi lo raggiungo in camera. A volte giochiamo con la Playstation, altre volte usciamo fuori e ci sediamo davanti a casa con i suoi amici, beviamo il thè e chiacchieriamo insieme fino a tardi, poi ritorno a casa mia. Un altro passatempo del fine settimana è andare in riva al mare sulla spiaggia a giocare a calcio. Le porte del campo le facciamo con delle bottiglie di plastica o delle pietre.

Il mio week end al villaggio dei nonni

Quando invece vado a trovare i miei nonni al villaggio, in campagna, la domenica ci incontriamo in uno spazio aperto, sotto dei grandi alberi e anche lì si chiacchiera, si beve il thè, si ascolta la musica con le casse autoparlanti e si mangiano le arachidi.  A volte andiamo insieme a cercare legna secca da portare a casa con gli asini e i carretti, perché tutti cucinano a terra con la legna. Altre volte andiamo nella foresta con i cani, per cacciare gli animali: ci sono suricati, genette, varani, marmotte e ratti del Gambia. Quando abbiamo trovato uno o due di questi animali facciamo una piccola festa: prendiamo tre pietre, accendiamo il fuoco a terra, li cuciniamo e poi li mangiamo. Mi è sempre piaciuto stare in campagna, da quando ero piccolo.

La pratica tradizionale del Susuò

Gli adulti alcune domeniche si radunano tra loro in una casa per raccogliere dei soldi, così se qualcuno ne avrà bisogno, a turno, potrà chiederli in prestito. Nella nostra lingua, il mandinka, questa cosa si chiama Susuò. Si formano dei gruppi e una volta alla settimana tutti versano la stessa somma di denaro e chi non si presenta deve pagare di più.  Quando qualcuno ha bisogno di soldi per una cerimonia, un battesimo, un matrimonio, un funerale oppure quando deve comprare qualcosa, può chiedere soldi e, se sono tutti d’accordo, può riceverli senza doverli restituire ma per chiederli di nuovo deve aspettare che li abbiano presi tutti.

Dal Gambia a Roma

Ora vivo in Italia e sto studiando per migliorare la mia vita. Vorrei diventare un autista e spero di diventarlo.  A Roma sto bene e anche se non ho tutto quello che avevo in Gambia mi sento meglio: ho amici, giochiamo insieme e ci divertiamo. Ma mi manca la mia famiglia, specialmente la mia mamma, parlo con lei ogni giorno e non vedo l’ora di riabbracciarla.

Yaya Minteh
(6 Maggio 2026)

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