Arene Decoloniali: cinema, letteratura, fotografia, dibattiti

Il primo festival dedicato alla decolonizzazione e alla sua eredità nel presente, Parco della Torre di Tor Marancia dall'8 al 14 settembre

Dall’8 al 14 settembre, al Parco della Torre di Tor Marancia, prende il via la prima edizione di Arene Decoloniali, il Festival organizzato dalla Ong Un Ponte Per per esplorare il tema del processo decoloniale attraverso il cinema d’autore, la letteratura, la fotografia ed il mondo accademico.
Un Ponte Per ETS (UPP) è un’associazione pacifista e una organizzazione non governativa che da oltre 30 anni opera in Asia Occidentale, Nord Africa e in Europa per la promozione della pace, del dialogo e dei diritti, con interventi educativi, sanitari, umanitari e culturali, con attenzione all’autodeterminazione e al rispetto delle persone e delle comunità.
10 film, tra documentari e cortometraggi provenienti da diverse aree del mondo, 6 libri, 2 mostre fotografiche, 1 reading bilingue arabo-italiano con accompagnamento musicale ed 1 premio, scelti dal festival per dare voce alle memorie rimosse, alle resistenze dei popoli colonizzati e alla loro eredità nel presente.

Pasolini e il suo rapporto con l’Africa e l’Oriente

Le prime due giornate del festival saranno incentrate sulla figura e sulle opere di Pier Paolo Pasolini e al suo sguardo sull’alterità.
In occasione del 50º anniversario della sua scomparsa, gli verrà dedicata una retrospettiva con i film che esplorano il suo rapporto con l’Africa e l’Oriente ed il ruolo dell’immagine nella costruzione dell’immaginario culturale.
La serata dell’8 settembre verrà dedicata all’Oriente, con la proiezione di LE MURA DI SANA’A (Yemen, 1971 | 14’) e di IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE (Italia, 1974 | 129’), introdotti entrambi da Marco Dalla Gassa, esperto di orientalismo, letteratura araba e studi postcoloniali all’Università Ca’ Foscari di Venezia e autore di Orient (to) Express. Film di viaggio, etno-grafie, teoria d’autore, che verrà presentato nella stessa serata.
Al rapporto tra Pasolini e l’Africa, invece, la serata del 9 settembre, con la proiezione di APPUNTI PER UN’ORESTIADE AFRICANA (Italia, 1970 | 65’), il film-saggio che Pasolini dedica all’Africa sotto forma di appunti visivi, introdotto dal professor Vito Varricchio (Storia dell’Africa) in dialogo con Lorenzo Teodonio, studioso di critica decoloniale.

Patrimonio artistico coloniale

Dedicati alle collezioni africane e al patrimonio artistico trafugato delle ex colonie, sono dedicati i due film e i due incontri del 10 settembre. Il film DAHOMEY di Mati Diop (Francia/Senegal, 2024 | ca. 67’), Orso d’Oro al Festival di Berlino, che narra la restituzione al Benin di oggetti sottratti dal Regno di Dahomey durante la colonizzazione e conservati a Parigi (il regista sarà in collegamento online) e ABANDON DE POSTE di Mohamed Bouhari (Marocco / Belgio, 2010 | ca. 15), il confronto silenzioso tra una guardia giurata e la statua di un uomo incatenato a grandezza naturale: lo schiavismo contemporaneo e quello storico a confronto.
Le proiezioni saranno precedute da due incontri: il primo verterà sulle collezioni dell’ex Museo Coloniale e sulle attività del Museo delle Civiltà (MUCIV) e sarà curato da Rosa Anna Di Lella, insieme all’Associazione Tezeta e Rete Yekatit12-19febbraio, mentre il secondo presenterà l’iniziativa Echi da Dogali con Giulia Grechi e l’Associazione Tezeta.

Il rimosso coloniale e la resistenza decoloniale

Dedicata alle immagini di archivio, alle testimonianze e alla narrazione storica, la giornata dell’11 settembre, con le autrici del libro Visioni del Rimosso Daniela Ricci e Micaela Veronesi e la proiezione del film ADWA – AN AFRICAN VICTORY (Etiopia/USA, 1999 | ca. 90’) del regista Haile Gerima, che celebra la resistenza africana e ricostruisce la battaglia di Adwa del 1896, in cui le forze etiopi sconfissero l’esercito coloniale italiano.
Alla resistenza decoloniale nel presente è invece riservata la giornata del 12 settembre, con la proiezione di SEARCHING FOR AMANI di Debra Aroko (Kenya/USA, 2023| ca. 87’, un documentario sulla violenza rurale in Kenya e sulla resilienza giovanile, preceduto dalla lettura di alcuni estratti del libro Il Re Ombra di Maaza Mengiste, in collegamento on line con l’autrice e con la partecipazione di Sandro Triulzi (Archivio Memorie Migranti) Djarah Kan e Soumaila Diawara.

Decolonizzare la scuola

Scuola e nuove colonizzazioni nella giornata del 13 settembre, con la presentazione di Tra i Bianchi di scuola di Espérance Hakuzwimana insieme a Daniela Ionita (Movimento italiani senza cittadinanza), lo scrittore Christian Raimo (in collegamento on line), l’artista Takoua Ben Mohamed e Angela Mona del gruppo di lavoro educazione Un Ponte Per.
Faranno seguito le proiezioni di tre film: SOLEIL Ô (Mauritania/Francia, 1970 | 98’) di M. Hondo, ispirato alla storia vera di un immigrato africano arrivato a Parigi che si scontra con indifferenza e razzismo; MUNA (Regno Unito, 2023 | 19′), la storia di una tredicenne britannico-somala che riscopre una nuova parte della propria identità e delle proprie radici e A.O.C di Samy Sidali (2022, Francia | ca. 18′) in cui un padre e i suoi due figli decidono di francesizzare i loro nomi quando acquisiscono la cittadinanza francese, anche quest’ultimo ispirato ad una storia vera.

Testimonianze della colonizzazione italiana in Libia

Due libri ed un film per sondare il periodo della colonizzazione italiana in Libia.
Le poesie del poeta Fadil al Shalmani, deportato a Favignana, saranno lette, tradotte ed interpretate dal regista Khalifa Abo Khraisse e dall’attrice Valbona Kunxhiu, accompagnati dalla proiezione del cortometraggio LA TERRA DEI PADRI di Francesco Di Gioia.
Un contributo musicale a cura di Luca Chiavinato accompagnerà invece la presentazione di Il mio solo tormento – Canto di el Agheila, di Rajab Abuhweish, scritto nel campo di concentramento italiano in Libia, con letture di Mario Eleno e Manuela Mosè.
Il festival si concluderà con la proiezione del film di Andrea Segre L’ORDINE DELLE COSE, la storia di un funzionario che ha il compito di arginare l’immigrazione clandestina dalla Libia ma il cui viaggio ha un esito inatteso, introdotto dalle preesentazioni di Giulia Torrini, presidente di Un Ponte Per, Marina Pierlorenzi, presidente ANPI Roma, Papia Aktar, responsabile migrazioni ARCI Roma e Silvano Falocco.

Il Premio Arene Decoloniali

Nella serata conclusiva del festival, verrà consegnato il premio “Arene Decoloniali”, istituito da Un Ponte Per con il quale verrà scelto e premiato, con un’opera d’arte appositamente realizzata, il film della rassegna che ha maggiormente contribuito a colmare il rimosso della memoria coloniale.

Le mostre fotografiche

A latere del festival, saranno organizzate inoltre due mostre fotografiche.
Patrimonio Scomodo – Memorie di un passato coloniale, che in 18 pannelli con foto e testi ripercorre la storia della colonizzazione italiana della Libia, curata da Annunziata D’Angelo e Elisa Russo e Il Leone, il Giudice e il Capestro, che in 80 scatti documenta la resistenza libica alla colonizzazione negli anni ’30, dalla repressione fascista all’esecuzione di Omar Al Muktar. La mostra sarà allestita dal 16 settembre al 7 novembre presso la Casa della Memoria e della Storia.

Link al programma dettagliato

Natascia Kelly Accatino
(31/08/2025)

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