In questi lunghissimi anni di esperienza nell’Istituto Comprensivo di Piazza Winckelmann Bruna Ricci ha incontrato, conosciuto, stimolato numerosi adolescenti e li ha accompagnati per tutto il triennio, nel ambito del laboratorio di Piuculture, sostenendo e integrando il lavoro delle insegnanti.

La proposta è una didattica di vicinanza
Numerosi i paesi di provenienza dei ragazzi: Filippine, Bangladesh, Marocco, Egitto, Arabia Saudita, Argentina, Albania, Turchia, Stati Uniti, Polonia, Ucraina, Colombia, Nigeria, Congo, India, Perù, Honduras, Vietnam e altri ancora
Ognuno di loro ha la propria unicità di ascolto, di osservazione, di capacità di apprendimento, di comunicazione, volontà, curiosità e interesse.
Alcuni hanno storie di background migratorio rischioso e doloroso.
Il confronto diretto ha consentito a Bruna un vero scambio paritario sul piano partecipativo e interattivo, si è cercato di creare una didattica di vicinanza per fare esperienza della lingua italiana attraverso nuove modalità di apprendimento.
L’obiettivo di Bruna è stato quello di accendere la sua mente per accendere la loro, accendere il loro potenziale senza nutrirli di passive nozioni, senza perdere mai di vista la comprensione della grammatica, della sintassi, della struttura della frase complessa, delle parti del discorso, dei verbi regolari e irregolari, dell’uso dei verbi ausiliari nonché dell’esposizione sia orale che scritta di un testo e facendogli realizzare una autovalutazione di ciò che si era compreso.
“Ritengo che i Laboratori di Piuculture, ma più in generale la scuola, non debbano rappresentare il luogo dove io insegno e tu apprendi, io verifico e giudico in modo meramente esecutivo”.
Dalla vita alla grammatica
L’apprendimento passa attraverso le informazioni che i ragazzi ricevono, ne fanno memoria per poi trasformare attivamente il sapere appreso in nuove gemme di conoscenza da portare fuori da loro.
Sulla base di questo nuovo pensiero Bruna Ricci ha voluto sperimentare una didattica capovolta ovvero partire da un fatto, da episodi di vita quotidiana, da anniversari di eventi storici e festività coincidenti con le sue lezioni, dalla lettura di una lettera di una lettrice di un giornale, dal porsi la domanda “a cosa serva la grammatica?”, cos’è la sostenibilità ambientale, dallo sfruttamento del lavoro minorile nel sud Africa, alla creazione di una storia con solo due parole. Oppure dalla costruzione e decostruzione di un testo per conversare sulle origini del Carnevale, della Pasqua, del Primo Maggio, dei sistemi dittatoriali, delle discriminazioni razziali, del valore della Libertà, della Costituzione Italiana, di Rosso Malpelo, della scoperta del fuoco, del mito di Prometeo e tanto altro ancora.
Stilmolare le opinioni per aumentare la padronanza della lingua
“È necessario fornire loro strumenti per la formazione di opinioni personali affinché il loro linguaggio e la loro immaginazione siano sempre arricchiti di contenuti stimolanti per condurli ad avere una buona padronanza della lingua italiana” spiega Bruna.
“Padroneggiare la lingua è lo strumento primo e imprescindibile per qualsiasi lotta indirizzata alla realizzazione e al superamento delle ingiustizie sociali” aveva detto Don Milani.
“Sono grata alla mia Associazione Piuculture che mi ha permesso questa bellissima esperienza umana e ringrazio tutti i miei allievi dei quali ho avuto cura e che mi hanno curata: Noah, Reda, Montasir, Olesja, Kaur, Wesly, Fatima, Emma, NiKola, MariaFè, Christ,Marzia, Kristel,Louie, Alexsei, Rhieanne, David, Alexander, Maryam, Alam, Luca…….
Bruna Ricci
(17giugno2026)
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