La poesia ha sempre avuto su di noi un fascino immenso fin da quando eravamo adolescenti raccontano Aurora Piccardo e Giuliana Federici, docenti volontarie di italiano L2 per Piuculture. Leopardi, Lee Masters, Tagore, Ungaretti, Prévert, Garcia Lorca, i lirici cinesi, Trakl e Villon, polverosi e consumati sono ancora sui nostri scaffali più di cinquant’anni dopo, accompagnati nel tempo da altre meravigliose presenze, Montale, Penna, Pasolini, Szymborska, Kavafis, Larkine tanti altri, sempre alla ricerca di nuove emozionanti scoperte.
Un dono che arriva da lontano
Quando abbiamo cominciato a pensare di preparare, con i nove studenti NAI di scuola media che partecipavano al Laboratorio di italiano L2 di Piuculture presso L’IC Piazza Capri, un poster dedicato a poeti dei loro paesi di provenienza il nostro obiettivo era quello di offrire ai loro nuovi compagni di scuola italofoni un “dono” alto e condivisibile che avesse la forza di incuriosirli.
La poesia come strumento
In questo tempo difficile che stiamo attraversando, la lettura di un illuminante articolo di Dacia Maraini, sul Corriere della sera del 13 aprile 2026, dal titolo e sottotitolo “Chi pratica la poesia rifugge dalle armi – La poesia conosce i segreti più profondi dell’animo umano e li porge alla coscienza con un senso sacro del ritmo e del suono. Chi conosce e pratica la poesia rifugge dal linguaggio semplificato e brutale delle armi” ci ha dato il definitivo segnale per mettere in pratica la nostra idea.
Cosa ha portato alla scelta degli autori
La scelta degli autori è stata in parte dei ragazzi in autonomia, in parte in collaborazione con noi: a questo proposito le scelte dei ragazzi erano volte più verso la poesia epica e militante, mentre noi tendevamo a apprezzare di più i temi di amicizia, amore e vita quotidiana: questo ha un po’ cambiato la struttura del progetto iniziale, ma ha messo in evidenza il loro desiderio di ricordare e onorare le loro origini.
La poesia come risorsa politica e sociale
Il teologo e poeta cardinale José Tolentino de Mendonçaintervistato da Alberto Infelise il 15 maggio u.s. al Salone del Libro, presentando il suo libro ‘Coltivare la vita interiore’ ha sottolineato “l’esistenza di un bisogno profondo di consolazione radicato nell’animo umano e il ruolo delle parole come farmacia dell’anima e della poesia come risorsa politica e sociale”.
Nel corso delle nostre ricerche bibliografiche ci siamo imbattute in un pensiero di Maria Zambrano che ci è sembrato conferire il giusto senso alla nostra attività nei laboratori L2: “Le radici devono avere fiducia nei fiori”. Noi che teniamo i laboratori di italiano L2 non vediamo i risultati immediati del nostro lavoro e non di rado abbiamo crisi profonde di inadeguatezza, ma abbiamo tuttavia un’incrollabile fiducia nei fiori a venire.
Aurora Piccardo e Giuliana Federici
Foto Alessandro Guarino
(8luglio2026)
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