Balobeshayi: video, training e consulenza sull’inclusione e l’integrazione dei migranti

L’evento “Se fossimo tutti identici: che monotonia” in programma per Sabato 1 Luglio presso la Fondazione Andolfi sarà il biglietto da visita della neonata cooperativa  Balobeshayi .

Bea Ngalula Kabutakapua, presidente di Balobeshayi

Partiamo svelando la scelta del nome, Balobeshayi: qual è la sua storia?

Viene da un verbo congolese che vuol dire convincere” racconta la presidente Bea Ngalula Kabutakapua “si traduce in “Vi abbiamo convinti!”. Ho sempre detto che se avessi avuto una compagnia l’avrei chiamata “Balobeshayi” perché è il nomignolo che ho dato a mia nonna. Lei ha questa abitudine di chiamare qualsiasi oggetto “Balobeshayi” e quindi quando sono andata giù in Congo ho iniziato a chiamarla “Balobeshayi”. Mi piaceva l’idea perché mia nonna è una persona estremamente forte, caparbia, testarda, tutte qualità che servono quando gestisci un business.  Mi ritrovo molto in lei”.

Bea Ngalula Kabutakapua e Gianpaolo Bucci, creative director di Balobeshayi, sono già noti per (IN)VISIBLE CITIES, la serie di documentari sulle comunità migranti nei cinque continenti, che continuano a portare avanti.

L’idea ci è balenata proprio girando (IN)VISIBLE CITIES”, continua Bea “Poi è iniziato il lungo viaggio burocratico. Abbiamo partecipato al bando Giovani 2G, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che finanzia idee business di giovani di Seconda Generazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni, vincendolo. A fine Luglio 2016 la cooperativa  Balobeshayi è diventata realtà. Siamo un piccolo gruppo: Gianpaolo, io e Louise Mozebo Elonga che sta studiando mediazione linguistica e fa anche parte di Tam Tam d’Afrique. Da Agosto poi entrerà nella squadra anche Maritè Kabutakapua  che curerà la gestione degli eventi.”

Di cosa si occupa Balobeshayi ?

Gianpaolo Bucci, creative director

Video, training e consulenza. Video che riguardano l’immigrazione, ma non soltanto (IN)VISIBLE CITIES. Per esempio da poco abbiamo videotradotto un progetto di ricerca sui limiti della cittadinanza europea realizzato da gruppo accademico dell’Università di Utrecht”. Il training e la consulenza sono rilanciati in modo innovativo “sull’integrazione e l’inclusione dei migranti all’interno degli spazi urbani.  Quindi se le città, le amministrazioni locali hanno bisogno di idee e una sorta di mediazione fra le parti, arriviamo noi!

L’evento di sabato 1 Luglio si allinea subito alla loro mission “volevamo che non fosse noioso, ma dinamico. Non a caso coincide con la giornata internazionale delle cooperative: per lavorare subito con altre cooperative condividendo l’iniziativa. Proietteremo in anteprima la (IN)VISIBLE CITIES Istanbul, ci sarà la cena a cura dei Barikamà, uno spazio per conoscere meglio le persone che verranno e un piccolo mercatino etnico dove esporranno due ragazze: Veronica Fondi con una linea di gioielli che si chiama Vjoux e Linda Samba,  di origine congolese, con la linea “Mamà Couture” che realizza borse abbinate a scarpe.

Quali sono i progetti di Balobeshayi?

“Ci piacerebbe avviare ad esempio un percorso diverso di (IN)VISIBLE CITIES,  fatto di trainings all’interno delle scuole e delle università, dove insegneremo non soltanto le basi di videomaking ma soprattutto come realizzare un video relazionandosi nelle comunità dove si vive. Vorremmo che i ragazzi stessi raccontassero la loro  la (IN)VISIBLE CITIES per offrire poi un prodotto diverso da quello che passa nei Media tradizionali” .

Gianpaolo intanto sta finendo di montare (IN)VISIBLE CITIES Istanbul per l’evento di sabato. Qualche anticipazione e particolarità?

La varietà dei backgrounds che abbiamo incontrato. Per dirne soltanto una c’è un ragazzo del Sudafrica che studia calligrafia. Le sequenze risalgono al 2014: oggi il clima a Istanbul è diverso e anche tanti spazi urbani sono cambiati. Per esempio la strada principale Istiklal Caddesi non ha più il suo tram storico. In qualche modo abbiamo fermato un periodo che oggi non c’è più. Ci piacerebbe tornare per mostrare il documentario alle persone che abbiamo incontrato, ma la situazione attuale non è sicura”.

Per conoscere dal vivo questa dinamica innovativa realtà che si presenta con sfide attuali e coraggiose, siamo tutti invitati sabato 1 Luglio presso la Fondazioni Andolfi alle 17.30 in Via Adolfo Venturi 22, Roma (Metro Bologna).

Balobeshayi!

Silvia Costantini

(27 Giugno 2017)

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