Infomigranti: i colloqui dall’altro lato della scrivania

commissioneCome redazione di Piuculture, un po’ per anagrafica un po’ per scelta, siamo persone in costante divenire, professionalmente, il che ci ha portate spesso ad essere oggetto di esame da parte di commissioni, di aziende, giornali, piccole o grandi realtà che fossero. Stavolta, tuttavia, in occasione del progetto Infomigranti abbiamo cambiato lato della scrivania, ed invece che sulla sedia singola ci siamo sedute dal temibile lato degli esaminatori. E per i colloqui ci siamo trovate a confrontarci con curriculum stampati, appuntamenti da incastrare al millisecondo e pause pranzo veloci ma piene di ghiottonerie rinfrancanti.

E così, tra un caffè macchiato ed una caramella alla menta, abbiamo scoperto i candidati provenienti da tutto il mondo. FilippineRomania, Perù, Albania, Siria, Moldavia, Gabon, sono infatti solo alcuni dei paesi di provenienza degli aspiranti corsisti, desiderosi di confrontarsi con il mondo del giornalismo online sopratutto con quello  che ha una particolare attenzione agli stranieri ed alle loro esigenze. Abbiamo così scoperto persone motivate e con il profondo desiderio di mettersi in gioco. Hanno condiviso con noi le loro storie, i percorsi umani e soprattutto professionali, mettendo in evidenza i punti di forza dei curriculum inviati e raccontandoceli con parole nuove.  La breve prova d’italiano preparata dalle nostre redattrici Veronica e Rosy era lo scoglio finale del colloquio: 15 minuti di un test d’italiano che metterebbe in difficoltà anche diversi cittadini italiani e che è stato utile per valutare competenze, creatività. Per molti di loro la formazione è di tipo internazionale e diversificata: lingue, legge, sport, informatica sono solo alcune delle competenze acquisite e dove non sono ancora arrivati gli studi arriva la curiosità, nel disegno, nella letteratura e nella scrittura.

Serrate e gentili le domande da parte della direttrice Nicoletta del Pesco e di noi redattrici Sandra, Veronica, Rosy, Piera e Raisa che nei giorni ci siamo avvicendate per sostenere sessioni di colloqui anche di 6 ore! In sintesi alto il livello degli interlocutori con i quali ci siamo confrontati. Cresce ancor di più, se possibile, l’aspettativa reciproca per questo primo laboratorio multiculturale.

Piera Francesca Mastantuono

(27 novembre 2014)

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