Cristiani e musulmani alla vigilia del Giubileo: misericordia è anche un’opera civile

Misericordia come un impegno civile, come la convivenza pacifica tra le religioni, o come l’apertura verso l’altro, sono stati questi i concetti principali sui quali si è discusso all’incontro Cristiani e musulmani per la misericordia, che si è svolto alla vigilia dell’apertura del Giubileo lunedì 7 dicembre presso Federazione nazionale stampa italiana (FNSI).

“Misericordia, non è un concetto esclusivamente religioso, ma anche civile, capace di intervenire nelle dinamiche geopolotiche,” ha ricordato nel suo intervento Antonio Spadaro, il direttore de La Civiltà Cattolica. Sono proprio le tensioni e confusioni attuali nel mondo politico, civile, ma spesso anche nei rapporti tra varie religioni, affermano i relatori, che caraterizzano l’epoca che stiamo vivendo. “Bisogna condannare gli atti di terrorismo,” afferma Abdellah Redwane, segretario generale del Centro culturale islamico di Roma, secondo il quale i bombardamenti non sono in grado di sradicarne le basi. “Il vero campo di battaglia è quello della cultura,” dice, ricordando che nel Corano si fanno molti riferimenti alla misericordia.

incontro FNSI
Cristiani e musulmani si sono incontrati alla viglia dell’apertura del Giubileo per parlare dei temi principali del momento.

Di stessa opinione anche Mohammad Sammak, il segretario generale dell’Islamic Spiritual Summit, che sostiene che il terrorismo islamico dovrebbe e può essere sconfitto dall’interno della comunità musulmana. “Semplicemente perchè è contro islam e perchè gli estremisti sono una minoranza davvero piccola in un mondo islamico di un miliardo e seicento milioni di fedeli,” ha affermato nella sua riflessione.

Secondo Camillo Ripamonti, il presidente del Centro Astalli che assiste ai rifugiati, troppo spesso erratamente associati ai terroristi, il Giubileo offre la possibilità di vedere il fenomeno migratorio nel modo adeguato. “Anche nel nostro Paese, nella nostra città, si sono intensificati i controlli nei luoghi degli incontri dei migranti che in realtà da anni sono sotto gli occhi di tutti,” ha affermato Ripamonti, facendo riferimento anche alla recente sgombero e chiusura del Centro Baobab. “Credo che il giubileo della misericordia e la misericordia per i migranti e dei rifugiati passi innanzitutto nel mettersi nei loro panni, nel cercare di capire le loro motivazioni, nel cercare di entrare nella varietà delle loro culture e di dialogare con le diversità delle loro religioni,“ ha aggiunto Ripamonti, secondo il quale l’integrazione è l’unica via per una convivenza pacifica. Ed a quella, affermano i relatori, ognuno di noi può e dovrebbe dare il proprio contributo.

Petra Barteková
(9 dicembre 2015)

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