Le attività delle mafie straniere in Italia

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Fonte: espresso.repubblica.it

Il 31 maggio presso il Csv, centro dei servizi per il volontariato, è stato presentato il libro: Mafie straniere in Italia, come operano, come si comportano, di Stefano Becucci e Francesco Carchedi, edizione Franco Angeli.A delineare un quadro della criminalità organizzata è stato Francesco Fallai, giornalista del Corriere della Sera: “negli ultimi venti anni le mafie straniere che operano in Italia si sono specializzate ognuna in un settore diverso: quella cinese si occupa di contraffazione ed estorsioni; l’iraniana si concentra sulla tratta di esseri umani, quella albanese controlla la prostituzione, il traffico di droga e delle armi. Inoltre, ad oggi, un ostacolo per contrastare la criminalità organizzata risulta essere la lingua: le forze dell’ordine non sono adeguatamente affiancate da interpreti o meglio ancora da colleghi di diversa nazionalità”.

Danilo Chirico, presidente dell’associazione Da Sud, spiega come talvolta i grandi fatti di cronaca siano lontani dalla realtà: “spesso i giornalisti non si sono mai recati in quartieri dove avviene ogni giorno lo spaccio. In contrapposizione gli studiosi fanno un gran lavoro di ricerca sulle organizzazioni criminali dei diversi paesi. In tal senso, il libro di Becucci e Carchedi, si basa su un’attenta osservazione della realtà e un’attività di ricerca, indagine, studio del fenomeno prendendo come fonti anche gli atti giudiziari.Francesca Danese, epidemiologa sociale: studiosa del propagarsi di malattie, sottolinea l’importanza di un’accoglienza mirata per i migranti, “che dovrebbe essere finalizzata anche all’integrazione non solo alle prime necessità. Ad oggi è difficile infondere fiducia nei migranti, che temono le forze dell’ordine ciò porta all’omertà. Sfruttando la paura di denunciare ed il bisogno di cercare delle risorse economiche lontano dal paese d’origine; prendono piede delle mafie nuove. Un esempio è la mafia egiziana che trova nei minori non accompagnati la possibilità di alimentare i traffici di prostituzione.

mafieL’assistenzialismo – continua la Danese – non è un aiuto valido: occorre piuttosto un maggior dialogo interculturale. C’è anche da ammettere che purtroppo le mafie evolvono con rapidità, non è altrettanto per quanto riguarda gli interventi di contrasto delle forze dell’ordine in fine è un dato oggettivo che non si possa contare sulla certezza della pena.”È Francesco Carcedi, sociologo della Sapienza, a trarre alcune conclusioni proposte dal volume “è evidente che le mafie straniere in Italia attaccano i loro connazionali. Da Cosa Nostra abbiamo imparato che esse possono essere a cupola o a rete, l’organizzazione a cupola è più antica e più efficace perché evita i conflitti tra i suoi membri.”

Risulta quindi evidentemente come numerose siano le nuove mafie. La lentezza della giustizia italiana alimenta queste organizzazioni criminali: ci vorrebbe la certezza della pena. Inoltre è auspicabile uno studio attento ed approfondito del fenomeno per poterlo contrastare, la superficialità che oggi si riscontra in politici e giornalisti non aiuta a trovare una soluzione.

Marzia Castiglione Humani

(7-giugno-2016)

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