Un coro multietnico per gli ospiti di Villa Glori

Sabato 21 gennaio il teatro di Villa Glori ha ospitato il concerto del coro multietnico Romolo Balzani.

Il coro è una fra le attività interculturali che la Scuola Iqbal Masih ha promosso con l’intento di favorire la diffusione di una cultura della condivisione, nella convinzione che lo scambio e la conoscenza portino ricchezza per tutti. L’iniziativa, nata nel 2009 per i bambini, in seguito è stata estesa anche agli adulti.

Tra i componenti del Coro anche alcuni musicisti migranti individuati nel corso della ricerca sul campo. Sara Modigliani, con una lunga storia di esperienze musicali, è un po’ l’anima del coro. Cresciuta alla scuola di Giovanna Marini, Sara è stata la voce femminile nella prima formazione del Canzoniere del Lazio, uno dei gruppi del folk-revival dei primi anni Settanta, ha contribuito alla creazione della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, è stata una delle fondatrici del Circolo Gianni Bosio. Nell’esibizione a Villa Glori, Sara Modigliani è stata coadiuvata nella direzione da una musicista del Bangladesh, Sushmita Sultana, collaboratrice anche del centro interculturale Asinitas di Tor Pignattara, e da Roxana Ene, proveniente dalla Romania. Oltre alle voci del coro, c’erano il percussionista senegalese Youssou ‘Ndour Thiene con il suo djembe, tamburo tradizionale dell’Africa Occidentale, e l ‘italiano Lorenzo Doddi alla chitarra. Inoltre Sushmita, oltre a cantare, suonava un harmonium indiano.
L’esibizione, molto apprezzata dal pubblico e seguita da un piccolo rinfresco organizzato dai volontari che prestano la loro collaborazione alle case-famiglia Caritas di villa Glori, è stata utile anche perché le offerte libere degli spettatori andranno ad incrementare il fondo che si sta raccogliendo per acquistare un automezzo predisposto per il trasporto disabili, di cui ancora Villa Glori non è dotata.
“Cercavo un coro – dice Stefania Salomone, cantante  e attiva nel volontariato al Baobab – dove poter stare tra persone che volessero e amassero testimoniare le proprie idee e i propri valori, in un’ottica di solidarietà e di accoglienza. L’ho ascoltato a piazza Vittorio in una manifestazione di Roma Antirazzista e sono rimasta folgorata”.
“Ho visto un bel gruppo di volontari -dice Angela Plutino, un’altra delle musiciste del coro – . …affiatato e ben organizzato in una bellissima “location”.
Le case-famiglia Caritas di Villa Glori ospitano 27 persone malate di aids. Anche qui c’è multietnicità perché Villa Glori ospita e ha ospitato persone provenienti da Etiopia, Ghana, Mali, Algeria, Perù, Romania, Costa d’Avorio, Polonia e tantissimi altri Paesi.
La prima struttura di accoglienza per malati di Aids in Italia è stata aperta da don Luigi Di Liegro nel dicembre del 1988, quando la diffusione del virus era ancora agli inizi e tante persone, le più povere, morivano per strada o abbandonate in un letto di ospedale. La Caritas, pur scontrandosi con la diffidenza e la paura, riuscì nel suo intento: aprire una Casa Famiglia sulla collina di Villa Glori, nel quartiere Parioli, per accogliere dignitosamente i malati senza dimora.
A Villa Glori c’è un’organizzazione con responsabili (uno per tutta la struttura e uno per ognuna delle tre case-famiglia), un medico, una psicoterapeuta, un assistente sociale, infermieri e operatori socio-sanitari. Ma la vita delle case-famiglia si regge anche sull’aiuto concreto di un folto gruppo di volontari, attivi in diverse attività che vanno dall’animazione, al colloquio, all’organizzazione di attività ricreative e culturali, all’accompagnamento dei residenti nei vari controlli sanitari e visite specialistiche.
Il concerto non è stato solo un’esibizione, ma ha visto la partecipazione attiva del pubblico che la stessa Sara Modigliani ha invitato, in alcuni brani, ad unirsi al coro. Tra i canti in programma c’erano musiche del Bangladesh, della Romania, del Senegal, della Spagna, dell’Ecuador, ma anche brani d’autore, come Clandestino di Manu Chao, canti della tradizione popolare italiana ma anche della storia politico-musicale, come gli Stornelli d’esilio di Pietro Gori o “Partono gli emigranti” di Alfredo Bandelli. E infine una splendida “We shall overcome” interpretata anche in bengali.

Stefano Fratini

(26/01/2017)

Leggi anche:

VILLA GLORI: UNA FAMIGLIA PER LE PERSONE IN AIDS

ROMA PER IL MALI: CONCERTO PER AIUTARE I PROFUGHI