Ngouedi Marocko e Sarra Rejeb giurati Piuculture al MedFestival

La regista Soudade Kaadan riceve il premio Luigi de Laurentiis a Venezia per il film The day i lost my shadow, il film inaugura il MedFilFest(foto cinematik.it)
La regista Soudade Kaadan riceve il premio Luigi de Laurentiis a Venezia per il film The day i lost my shadow, il film inaugura il MedFilFest(foto cinematik.it)

Giovani, belli e politologi in erba, è così che appaiono Whylton Ngouedi Marocko, 31 anni, cittadino gabonese e Phd a La Sapienza e Sarra Rejeb, 23 anni, di origini tunisine, studentessa di Scienze Politiche,  due componenti della giuria Piuculture al Med Film Festival. Il Festival del Cinema Mediterraneo, da sempre una finestra sulla cinematografia dei paesi non occidentali bagnati dal mare nostrum, è giunto alla sua ventiquattresima edizione. Dal 9 al 18 novembre le proiezioni sonno ospitate al Macro e al Cinema Savoy.

La generazione dei film al computer

Qual è l’ultimo film che avete visto?

Whylton Ngouedi Marocko
Whylton Ngouedi Marocko

W. L’ultimo film che ho visto, meno di una settimana fa, si chiama Camp de Thiaroye. È una storia vera  ambientata in Senegal alla fine della seconda guerra mondiale. Tutti coloro che avevano combattuto per l’esercito francese erano stati radunati nel Camp de Thiaroye in attesa di essere congedati e tornare dalle loro famiglie. Soprattutto, stavano aspettando di ricevere il premio in denaro che gli era stato promesso dalla Francia. Informati che il premio non sarebbe mai arrivato, gli ex combattenti si ribellarono e presero in ostaggio il loro capo francese. La Francia fu irremovibile, non cedette, non mostrò nessuna debolezza e durante la notte irruppe con il suo esercito nel campo e tutti i soldati senegalesi vennero massacrati e uccisi. E’ un’opera del regista senegalese Ousmane Sembene, un autore che mi piace moltissimo.

S. L’ultimo film che ho visto è Cinquanta sfumature di rosso, di James Foley.

Quanti film vedete in un mese?

W. Non ho una cadenza regolare. Può succedere che guardo cinque film in un giorno e altre volte nulla per mesi.

S. Pochissimi, ho sempre poco tempo tra lo studio e il lavoro, però se il trailer è davvero convincente sono disposta a togliere anche tempo allo studio per riuscire a vedere il film.

Dove li vedi?
W. Sul computer, soprattutto su YouTube
S. Guardo tutto sul computer, molto spesso tramite Youtube.

Quando le pellicole lasciano il segno

Che tipo di film prediligete vedere? È importante la nazione di origine?

W. A me piacciono i film che parlano della realtà: le storie vere e le battaglie per i diritti civili. I miei attori occidentali preferiti sono Denzel Washington e Spike Lee. In Gabon il mio regista preferito è Henry Joseph Koumba Bididi e poi Jean Yves Mensan perché tutti i film che fanno sul Gabon sono sulla realtà locale. Mi parlano, mi toccano. Ho visto tanti film dell’Africa dell’Ovest, realizzati in Mali, Senegal, ecc., generalmente sono film che mettono in evidenza tradizioni, valori tipici dei paesi africani e la dinamica di rapporti tra gruppi locali. E poi apprezzo i film gabonesi che parlano del conflitto identitario di cui soffre l’africano occidentalizzato che torna nella sua terra dalla famiglia e nella sua comunità locale.

Sarra Rejeb

S. Non ho un regista preferito. Non è detto che uno stesso regista sia capace di girare sempre film validi. Invece i miei attori preferiti sono Julia Roberts, Emma Watson, Ryan Gowsling. I film tunisini non li guardo mentre vedo film siriani e libanesi perché seguo la tv araba dove passano i trailer dei film prodotti in questi paesi e se promo è accativante non vedo l’ora di poter vedere il film.
Di solito mi piacciono i film che hanno una vena drammatica o comunque che mi lascino qualcosa e questo prescinde dalla nazione di produzione, dal genere o dal regista. Per esempio ci sono stati dei film libanesi, che di solito mi piacciono sempre, che mi hanno deluso, così come è successo con alcune pellicole americane. Per quanto riguarda i film italiani mi piacciono i film comici. Adoro Checco Zalone.

Nel tuo Paese d’origine i ragazzi seguono il cinema?
W. Nel mio Paese d’origine al momento le ragazze prediligono i film sudamericani su drammi sentimentali, mentre i ragazzi i film d’azione hollywoodiani. Noi nati tra il 1985 e il 1990 conserviamo un certo tipo di educazione gabonese che ci porta ad apprezzare, più di ogni altro genere di film, le pellicole che parlano di diritti civili e della nostra realtà quotidiana.

S. Personalmente non seguo la cinematografia tunisina, però le persone che conosco in Tunisia si fomentano moltissimo – lo vedo dai loro racconti e dai social – quando c’è una nuova uscita, quando viene avvistato una attore locale che adorano.

L’ importanza del cinema

Cos’è il cinema per voi?

W. È un mezzo per concepire la realtà e anche l’espressione dei nostri ideali, delle nostre paure, dei nostri modi di vedere la società. Per me il cinema è soprattutto uno strumento politico che dovrebbero usare i nuovi poteri africani perché la decadenza della società gabonese e africana è dovuta anche al fatto che l’80% dei film diffusi e trasmessi sono americani. Negli anni’90  c’erano dei quartieri dove i ragazzini volevano imitare le gang dei ghetti americani. Questo fa capire quanto il cinema sia in grado di influenzare i popoli. Anche l’immigrazione così massiccia dall’Africa verso l’Europa è dovuta all’opulenza che traspare nelle pellicole americane. Nessuno spiega come si arriva ad ottenere quei soldi, come fa un personaggio a poter entrare in un ristorante e ordinare tutto ciò che vuole. Questo è fuorviante.

S. Il cinema è un mezzo per accrescere la nostra cultura guardando mondi lontano dal nostro. La tecnologia influenza molto i giovani e cinema e tv sono un mezzi per far arrivare messaggi ai ragazzi, per renderli consci di come la realtà sia davvero, senza cedere a stereotipi.

Essere giurato Piuculture al MedFestival cosa significa per te?

W. Un onore. Sono contento di poter dare il mio contributo per premiare qualcuno che ha sudato per lanciare un messaggio. Sono stato sorpreso di essere stato scelto e sono davvero onorato ed emozionato.

S. Ho un po’ paura di non essere all’altezza, ma sono contenta e non vedo l’ora di fare questa esperienza.

Che cosa vi aspettate dal Festival del Cinema del Mediterraneo?

W. Mi aspetto che i registi siano consapevoli e responsabili del compito che hanno: sensibilizzare l’umanità. Il Mediterraneo è da sempre un punto di conflitto e di dialogo tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Occidente . Io spero che i registi in gara abbiano scelto la visione del dialogo tra le diverse culture. Ne abbiamo bisogno.

S. Il MedFilm festival è un’occasione importantissima per vedere dei mondi che non conosciamo, per avvicinarci a loro. Io sono di origini tunisine ma sono nata in Italia ed è importante anche per me poter vedere meglio società diverse da quella nella quale vivo. Noi ragazzi ci facciamo molto condizionare dai mezzi di comunicazione come il cinema e la tv, è importante che i media siano usati per trasmettere un messaggio valido, che facciano capire che siamo tutti esseri umani e che ogni punto di vista può e deve essere ascoltato.

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