Contro razzismo e omofobia: in campo Liberi Nantes e Gaycs

Molto più di un'amichevole: Liberi Nantes e Gaycs fanno gioco di squadra e scendono in campo per lottare contro ogni forma di discriminazione. Quando il calcio supera il gioco e diventa un mezzo di sensibilizzazione per combattere il razzismo e l'omofobia.

In campo per i diritti

Contro ogni forma di discriminazione: è un calcio al razzismo e all’omofobia l’iniziativa promossa da Liberi Nantes e Gaycs e realizzata in collaborazione col progetto Outsport, cofinanziato dall’Unione Europea, e Roma EuroGames2019. Mercoledì 20 febbraio il campo XXV Aprile ha ospitato le due squadre, pronte a divertirsi e sfidarsi. Prima del fischio di inizio i giocatori si sono radunati al centro campo e hanno rinnovato la propria adesione a competere a una partita amichevole, ma non per questo meno impegnativa. “Siamo qui per ricordare che in un’Europa in cui crescono omotransfobia e odio razziale, ci sono anche tante storie, tanta diversità e tanta bellezza”. Così dà il via alla partita Adriano Bartolucci Proietti, coordinatore nazionale di GAYCS, il dipartimento nazionale dell’AICS, l’Associazione Italiana Cultura e Sport, che gestisce le attività per il settore LGBT.

Nato nel giugno 2011 in concomitanza con l’Europride di Roma, GAYCS è attivo sul territorio nazionale attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione sul mondo LGBT. “Alla campagna di comunicazione si affianca un progetto di ricerca paneuropeo in partnership con l’Università dello Sport di Colonia“, spiega Andrea Maccarrone, responsabile della Comunicazione. “Stiamo portando avanti un lavoro di raccolta dati sull’omofobia nello sport, che una volta sviluppati consolideranno il nostro lavoro, poiché se non c’è un’analisi puntuale è difficile sapere dove poter intervenire”.

giocatori
Liberi Nantes e Nazionale Italiana Gay in campo prima del fischio di inizio

Tematiche diverse, ma vicine

Secondo il Rapporto del 2012 “In fuga dall’omofobia. Domande di protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere in Europa”, si può stimare che annualmente arrivino nell’Unione Europea 10mila richieste d’asilo da parte di persone LGBT perseguitate nel loro paese d’origine. La stima, vista la difficile affidabilità delle statistiche, risulta ancora approssimativa, tenuto presente anche il numero “nascosto” relativo ai richiedenti.
Dunque, pur essendo impossibile quantificare esattamente i richiedenti LGBT e delineare con precisione da quali paesi provengano il Rapporto, sulla base degli esempi citati dagli esperti nazionali interpellati, fa emergere che le/i richiedenti LGBT provengono da almeno 104 paesi diversi.

Giocare per abbattere pregiudizi

Due squadre, tanta diversità: quello di Gaycs è un gruppo formato da giocatori omosessuali ed eterossesuali, accomunati dalla passione per il calcio e dalla voglia di lottare contro l’omofobia. La squadra di Liberi Nantes è composta da rifugiati che hanno il sogno di giocare a pallone, ma anche da lavoratori: c’è chi fa il piazzaiolo, chi l’assistente familiare. E alla fine del primo tempo qualcuno corre nello spogliatoi per cambiarsi ed andare a lavorare.

Aysha è una giovane algerina che ha partecipato al progetto di Liberi Nantes per coinvolgere le donne migranti nello sport. Ora non può più fare a meno di giocare a calcio “sul campo mi sento libera”, dice sorridendo. “Quando sono arrivata in Italia, con una laurea in Scienza Politiche e un diploma di sartoria, credevo di non dover più vivere le discriminazioni sessuali che ho subito nel mio paese. Ma non è stato così. Sono stata discriminata non solo come straniera, ma anche come donna“. Sul tema dell’omosessualità, Aysha ammette: “nel mio paese è sempre stata considerata un tabù. Non ho mai riflettuto a pieno sull’argomento, ma vista la mia storia personale non mi sento di discriminare o allontanare nessuno”. Le parole di Aysha documentano l’importanza di continuare la campagna di sensibilizzazione verso questi temi, prima di tutto attraverso la conoscenza reciproca.

Liberi nantes v Homophobia
I giocatori delle due squadre in posa dopo la partita

In campo, tutti sono uguali, a dispetto dei diversi colori delle maglie indossate. Ma si gioca uniti da un grande ideale, quello del rispetto dei diritti. E anche il risultato, un pareggio 3 a 3, conferma un auspicio: che alla fine tutti siano vincitori.

Elisabetta Rossi
(27 febbraio 2019)

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