Mimmo Lucano e il modello Riace dell’accoglienza

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

È con l’articolo 10 della Costituzione Italiana che l’operato dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato presentato da Gaetano Lettieri, direttore del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo. Lucano è stato invitato a prendere la parola al seminario “Convivenze. Il senso dei luoghi e il senso degli altri. Riace da condividere” a l’Università La Sapienza di Roma  lunedì 13 maggio. L’ex sindaco di Riace era visibilmente commosso alla vista di migliaia di studenti mobilitati per impedire ai militanti di “Forza Nuova” di irrompere nel ateneo. I militanti di estrema destra avevano preannunciato un’irruzione vietata dalla Questura e ostacolata dalla massiccia presenza antifascista. Gli esponenti di estrema destra non sono riusciti a superare il muro di studenti, professori e cittadini che sin dalle prime ore del mattino hanno manifestato perché Lucano parlasse.
“Sono uno di tutti, uno di voi. Il mio contributo non è da studioso né da professore, né da politico e non vuole essere presuntuoso: vi racconto cosa è accaduto a Riace, dal mio punto di vista”.

Riace da terra di partenze diventa terra dell’arrivo

È nel 1998 che una prima nave carica di migranti curdi approda sulle coste di Riace. Un evento decisamente determinante per la popolazione locale e per Mimmo Lucano che mai avrebbe pensato di iniziare un percorso nella politica locale. “Qualche anno fa con alcuni compagni avevamo cercato di studiare le migrazioni nel Mediterraneo fino ad organizzare una rappresentazione teatrale che narrava di persone arrivate dal mare su un’isola deserta con la voglia di ricominciare una nuova vita, una nuova storia”. Negli anni Riace, sulla costa ionica calabrese, è stato caratterizzata dall’ abbandono di molti cittadini che, demoralizzati dalla mancanza di solide prospettive per il futuro, si sono spostati altrove. E Mimmo Lucano questa condizione la conosce bene perché è stato migrante anche lui, alla ricerca di soluzioni lavorative.

Democrazia partecipativa: accogliere, integrare

Spesso accusato di voler ripopolare il paese con “colonie africane”, Mimmo Lucano sottolinea come le persone approdate a Riacenon abbiano preso lo spazio di nessuno perché di fatto molte case erano state abbandonate”. I migranti hanno favorito la ripopolazione di un territorio che non li ha respinti, ma ha attuato dinamiche di accoglienza e di integrazione e ha reso coesa la popolazione divenuta ormai multietnica. Il risultato è stato quello di ripopolare il paese e limitare il consumo eccessivo di spazio,  evitando la costruzione di nuove dimore e rinnovando quelle già esistenti.  “Se siamo accoglienti riusciamo a comprendere meglio chi sta arrivando ed è per questo che Riace ha avuto la possibilità di sperimentare processi di integrazione”.
I curdi approdati a Riace hanno trasmesso alla popolazione locale insegnamenti significativi: il non rassegnarsi, l’importanza del ruolo delle donne anche nei processi politici, l’idea che possa esistere una forma di democrazia partecipativa. Non c’è stata una premeditazione nella accoglienza, non c’è stato uno studio economico, sociale e commerciale. È stata una azione spontanea.

Sono nati laboratori di artigianato, una fattoria didattica recuperata da una vecchia discarica abbandonata, abitazioni turistiche, scuole “è stato come un piccolo miracolo”. Tutto questo ha permesso la creazione di posti di lavoro, ne ha sopperito la mancanza.

Nel 2018 Mimmo Lucano viene accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di illeciti nell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, commissionata a due cooperative non registrate regolarmente all’albo e nelle quali lavoravano ragazzi stranieri.

Mimmo Lucano si è rivolto all’aula gremita di persone come in un’aula di Tribunale con l’intento, non di giustificare le sue azioni, ma di raccontare come sia possibile e semplice l’accoglienza e la convivenza. L’ex sindaco interroga il pubblico “Cosa c’è di male ad avere la pelle di un colore diverso? Cosa hanno fatto di male? Siamo tutti esseri umani” non ottiene risposta ma solo un lungo applauso .  “L’impegno che si è visto a Riace, in una dimensione culturale, politica, antropologica, è il motore del messaggio di speranza e solidarietà che è importante arrivi in tutto il mondo”.

Giada Stallone, foto di G.Stallone
(13 maggio 2019)

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