Dossier IDOS 2019: l’annus horribilis per l’immigrazione

Luca Di Sciullo, IDOS, definisce come l’annus horribilis per l’immigrazione” in Italia quello racchiuso nel Dossier Statistico Immigrazione 2019, realizzato dal Centro Studi IDOS in partenariato con il Centro Studi Confronti, presentato il 24 ottobre a Roma e in numerose città della penisola. Un anno in cui, alla consueta sovraesposizione politica e mediatica cui sono oggetto i migranti nel nostro paese, hanno fatto seguito due decreti sicurezza, poi convertiti in legge, fortemente restrittivi nei confronti sia della popolazione immigrata già presente in Italia che dei migranti intenzionati a raggiungerla.
Il Dossier, giunto alla 29esima edizione, costituisce uno strumento essenziale per svelare le numerose fake news che circolano intorno alla questione immigrazione.

La retorica dell’invasione

A cominciare proprio dalla retorica dell’invasione: già a partire dal 2017, infatti, il numero di migranti sbarcati in Italia si era ridotto di più di un terzo rispetto al 2016, per poi crollare nel 2018 di un ulteriore 80%, fino a raggiungere i 7.710 casi, contro i 39.000 della Grecia e i 19.000 della Spagna, registrati nei primi 9 mesi del 2019. Un risultato legato agli accordi stipulati con la Libia in funzione antimigranti e al tragico incremento dei morti nel Mediterraneo seguito alla campagna di criminalizzazione delle ONG che ha portato ad avere 1 morto ogni 35 migranti

L’aumento degli irregolari

Coloro che riescono a raggiungere le coste italiane devono, invece, affrontare problemi legati all’abolizione della protezione umanitaria prevista dal primo decreto sicurezza, sostituita da permessi di più difficile rinnovo, con il conseguente aumento di irregolari, si passa dai dai 530.000 del 2018 ai 670.000 stimati per il 2020.
I dati forniti dal Dossier consentono di smentire anche la percezione della predominanza africana all’interno della popolazione straniera in Italia, il 50,2% della quale è composta da europei, a fronte del 21,7% di africani e  20,8% dii asiatici. 

Tra radicamento e ritardi legislativi

photo credit: Noisiamofuturo

Il progressivo radicamento della popolazione straniera in Italia, il 60,1% dei soggiornanti regolari non comunitari ha permesso illimitato, è controbilanciato da mancati adeguamenti normativi, come nel caso dei circa 1.100.000 stranieri nati nel nostro paese, non italiani unicamente per la mancata riforma della legge sulla cittadinanza, e da discriminazioni nell’accesso al welfare, 49,5% di stranieri a rischio povertà contro il 26,3% di italiani, e al mondo del lavoro. Dei 2.455.000 occupati stranieri in Italia, che producono circa il 9% del PIL nazionale, i due terzi svolgono professioni non qualificate, per le quali risultano spesso sovraistruiti, il 34,4%.

Questa, in sintesi, l’”emergenza immigrazione” in un paese con l’8,7% di popolazione straniera e con circa 300.000 italiani che emigrano all’estero ogni anno.

Silvia Proietti
(29 ottobre 2019)

 

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