Gas e il suo Boot Camp, un esempio di imprenditoria migrante

All’ingresso del Boot Camp di Gas, nel piccolo quartiere genovese di Pontedecimo, non c’è un’insegna e nemmeno un cartello ma le tende blu e gli attrezzi da palestra immersi nella natura li riconoscono tutti gli abitanti della zona ormai. Si tratta di una struttura di più di 200 metri realizzata in uno spazio naturale tra gli alberi da frutto e i canneti, totalmente a contatto con la natura, che è stata costruita e proiettata da Gas, un ragazzo senegalese che è arrivato quattordici anni fa in Italia e dove da qualche anno è diventato imprenditore. 

Sono partito dal Senegal con documenti falsi quando avevo appena 25 anni. Ero un ragazzo molto curioso e non vedevo l’ora di conoscere l’Europa. Così ho deciso di vendere tutte le proprietà che avevo in Senegal e pagare una persona che mi ha permesso di prendere un’aereo destinazione Portogallo,” racconta il giovane.

Dopo aver girato diversi paesi europei, come l’Inghilterra e la Francia, Gas è arrivato in Italia dove da subito si è sentito come se fosse casa sua. “Quando sono arrivato a Genova ho iniziato subito a lavorare, prima in un cantiere e poi come buttafuori. Ma non avevo i documenti quindi i lavori che svolgevo duravano massimo due mesi.”

Il ricordo di quegli anni difficili insieme alla sua determinazione e alla passione per lo sport hanno spinto Gas ad aprire nella sua città un Boot Camp, e cioè, una palestra all’aperto che propone allenamenti ispirati all’addestramento dei militari americani.

“Ho conosciuto mia moglie italiana tredici anni fa, ci siamo sposati nel 2012 e da quel momento ho iniziato a seguire corsi di formazione con l’obiettivo di trovare un lavoro come personal trainer e, in futuro, avviare la mia attività. Per mesi ho inviato il mio curriculum alle diverse palestre di Genova ma nessuno si fidava di me quindi ho deciso di sfruttare il terreno che c’era sotto casa mia per costruire un Boot Camp e mettere in pratica tutto quello che avevo imparato in passato in Senegal, dove facevo scuola militare e mi allenavo tutti i giorni.”

Nonostante la fatica e i sacrifici Gas decide di investire tutto quello che aveva guadagnato e costruisce da solo il suo Boot Camp che oggi è anche un’associazione. “Volevo dimostrare a tutti chi sono e cosa sono capace di fare così ho iniziato a pulire lo spazio intorno a casa mia con l’idea di farlo diventare, in un futuro, una palestra all’aperto. All’inizio era uno spazio per uso personale dove mi allenavo da solo poi, piano piano, le persone che passavano si univano a me e si allenavano insieme a me, erano curiosi di scoprire il tipo di attività che svolgevo”.

Ci sono voluti ben undici anni per creare questa struttura unica nel suo genere in Italia, che ad oggi conta un centinaio di allievi e nella quale ogni giorno si svolgono diverse discipline sportive: dallo yoga al pilates, dal fitness al crossfit.

“Siamo aperti da cinque anni e il numero di allievi cresce in continuazione, ma questo è solo uno dei tanti sogni nel cassetto che ho. Infatti, adesso mi sto concentrando nel portare avanti tanti altri progetti da svolgere non solo in Italia ma anche in Senegal.”

La sua è una storia di successo, di integrazione riuscita e di pregiudizi superati e lui è soltanto uno dei 447.4229 imprenditori immigrati in Italia. Ad oggi, grazie a questo lavoro, Gas si sente finalmente realizzato, è riuscito a farsi un nome a Pontedecimo e in tanti lo reclamano.

 

 

(1 ottobre 2019)
Testo di Cristina Diaz
Video di Alessandra Carbonini

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