Imparare l’italiano giocando a calcio. Il progetto Paideia

Sembra un sogno, ma sta diventando realtà: l’insegnamento della lingua italiana andrà di pari passo con il calcio. Tutto questo avverrà grazie al progetto Paideia, dal greco educazione globale, co –  finanziato per 24 mesi dall’Unione Europea e dal nostro ministero dell’Interno, presentato da CIES come capofila, con altre associazioni e cooperative culturali, e realizzato dall’ associazione sportiva dilettantistica Liberi Nantes.

Tutti i sabato mattina dalle 10 alle 13 l’appuntamento è presso il Bibliopoint dell’Ist. G. Perlasca, in Via Vincenzo Barelli a Pietralata, con Sara Berardi, insegnante di lettere in una scuola media della Borgata Finocchio, e con Martina Volpe, responsabile della scuola di italiano dell’associazione. “La sfida del corso attraverso l’abbinamento con il gioco – spiega Martina – è quella di riuscire ad abbassare la barriera emotiva che la maggior parte delle persone straniere alza automaticamente, quando deve parlare in italiano. Giocando si “fa squadra”, ognuno ha un ruolo nella partita e questo può contribuire a superare l’insicurezza, soprattutto all’inizio e a  comunicare con il compagno di squadra e con l’avversario, dentro e fuori il campo sportivo”.

La squadra dei Liberi Nantes esulta dopo una vittoria

Liberi Nantes a Pietralata è ormai una realtà consolidata per la sua squadra di calcio,  interamente composta da rifugiati e richiedenti asilo, che dal 2007 si allena nel campo sportivo XXV aprile, con i giocatori più forti che partecipano al campionato di Terza Categoria regionale della FIGC.  Ma è importante anche il lavoro di recupero sociale e l’integrazione realizzati in questi anni su un  territorio disagiato, già raccontato da scrittori come Pasolini, Moravia, Elsa Morante. Da 8 anni si tengono al Perlasca anche i corsi di italiano per gli stranieri, “ma è la prima volta – fa notare Sara –  che l’insegnamento avviene in due fasi distinte: la prima di un’ora e mezza  di gioco in campo, la seconda in aula per un tempo altrettanto lungo,  per fissare le parole del vocabolario, le regole grammaticali”.

Destinatari naturali del corso sono i ragazzi che più frequentemente vanno a  giocare a calcio e che risiedono negli Sprar di Roma e Viterbo con un livello di apprendimento base, A1/A2/B1. Tra i presenti, Mustafà giunto in Italia 8 mesi fa dalla Siria e Hamsa, somalo,  che è qui da un anno e mezzo e conta di avere “il mese prossimo il permesso di soggiorno”. Ma il progetto Paideia “è stato promosso anche all’interno delle scuole che hanno fatto rete – aggiunge Martina Volpe – e questo ha allargato la platea degli studenti che hanno aderito all’avvio del corso sabato scorso. Per la prima volta sono presenti anche delle donne.”.

Azza e Dalia, entrambe egiziane, che indissano il velo,  sono due amiche che hanno i figli nella stessa scuola.  Raccontano che all’inizio sono scappate dall’Italia, pur avendo i mariti che lavoravano e mantenevano la famiglia, perché non riuscivano a comunicare e a capire una parola del mondo che le circondava e si sentivano infelici, lontane dal loro paese. L’ingresso dei figli alla scuola dell’obbligo ha rappresentato una rivoluzione anche per loro: i bambini stanno imparando a leggere e a scrivere e le mamme non possono più restare indietro.  A scuola hanno saputo dell’iniziativa offerta da Liberi Nantes e si sono precipitate a iscriversi. Da come sorridono si capisce che sono contente della scelta che hanno fatto.  Dall’altro lato dell’aula prende appunti Tea, una mamma georgiana che ha portato anche le sue due figlie che vanno alle elementari e c’è Molly, una ragazzina filippina sveglissima e Nada sua coetanea, figlia di Dalia.

Il planisfero con i paesi di appartenenza di tutti i partecipanti al corso di lingua + calcio

Si parte con la lezione: Sara chiede agli studenti di scrivere la cosa che ritengono più importanti nei rapporti con gli altri. Arrivano i contributi frutto di una scrittura ancora incerta: la puntualità, l’ascolto, ridere, studiare, essere felici, chiedere il permesso. Si passa poi, armati di forbici e pennarelli, alla realizzazione di magliette di carta da colorare con il colore preferito, su cui scrivere il numero e la nazionalità da un lato, dall’altro il proprio nome e cognome. Ecco formata la squadra che giocherà d’ora in poi a ogni prossimo incontro decisa a segnare tantissimi di goal….

5 ottobre 2019

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