“Corridoi umanistici” tra  le due sponde del Mediterraneo.

La presidente del Med Film Festival, Ginella Vocca, in nero, affiancata dal direttore , Giulio Casadei , dal regista Gianfranco Pannone e dallo staff

E’ appena terminata la conferenza stampa di presentazione della 25° edizione del Med Film Festival, Il Cinema del Mediterraneo che si svolgerà dall’8 al 21 novembre a Roma al cinema Savoy, nella sala cinema del Macro Asilo, al Nuovo Cinema Aquila e nello Spazio Apollo Undici.

Ginella Vocca, fondatrice e combattiva presidente del Festival, commenta ai margini della conferenza stampa la decisione del governo, ormai scontata, sul tacito rinnovo che scade il 2 novembre, degli  accordi “anti – migranti” con la Libia, nonostante la guerra civile in corso e la connivenza delle autorità di quel paese con le milizie e i trafficanti  di uomini.

I soldi alla Libia, a mio avviso – dice la Vocca – dovrebbero essere dati soltanto a patto che alle mafie si sostituissero i caschi blu. E’ assurdo continuare a finanziare un paese che,  in maniera lampante per tutti noi che abbiamo letto le inchieste giornalistiche  e preso atto dei rapporti dell’Onu,  continua a ledere gravemente  i diritti umani”.

Dal film For Sama di Waad al – Khateab e Edwards Watts

Che ruolo svolge, al contrario, un festival che passa in rassegna le opere firmate da registi provenienti dal bacino del Mediterraneo?

“In un quarto di secolo, quest’anno è il nostro venticinquesimo compleanno,  siamo passati a cavallo di due millenni, riuscendo ad attraversare delle ere geologiche nel campo della cinematografia: dal vhs al link.  Abbiamo costruito “corridoi umanistici” che permettono lo scambio culturale tra tutte le sponde del Mediterraneo. Quest’anno la rassegna si celebra in un momento complicato, sia per l’Europa che per il Mediterraneo, ma il nostro impegno culturale si fa grande, si colloca al centro delle controversie, delle visioni, delle differenze e delle diffidenze. Credo che il successo della nostra “ricetta” sia dovuto alla correlazione che mettiamo in campo tra l’arte e gli eventi del presente, permettendo a tutti quelli che partecipano di esprimersi e parlare attraverso la tragicità classica della Cultura.

Qual è la novità di questa edizione?

“Ci tengo, tra le tante novità a sottolineare il taglio “ecumenico”  di questo festival che rivolge il suo interesse contemporaneamente verso la chiesa cattolica e quella evangelica con l’assegnazione del Premio Koiné alla Comunità di S. Egidio e alla Federazione delle Chiese evangeliche per aver dato vita allo strumento dei corridoi umanitari. Una canale che ha permesso di portare in salvo intere famiglie in fuga da guerre e dittature.  Ma sarà importante anche la presenza a fianco del Festival di Amnesty International che, in occasione del 40 ° anniversario della convenzione Onu sull’eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne, conferirà il premio per i diritti umani a uno dei  film presentato alla rassegna.  Ci mancano ancora i musulmani, ma abbiamo in progetto per la prossima edizione di coinvolgere anche loro”.

Manifesto della 25° edizione del MedFilm Festival

 

Tunisia, Spagna, Slovenia, Libano questi i paesi al centro delle tematiche trattate nella 25° edizione del Festival che vedrà la proiezione complessivamente di  94 film provenienti da 36 paesi diversi.

In particolare del  cinema tunisino che partecipa al concorso ufficiale del festival con i film “Tlamess “di Ala Eddine Slim e con “The Scarecrows” di Nouri Bouzid, si parlerà al Med Meeting, incontro organizzato da Mibact e Lazio Innova, agenzia  della Regione Lazio, per riflettere sulle opportunità commerciali dei film di produzione euro mediterranea.  La Tunisia, infatti, è stato il primo paese a beneficiare del finanziamento  del Fondo bilaterale di aiuto allo sviluppo della coproduzione” che partendo dall’intesa siglata nel dicembre 2018 dalla  Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MiBACT e dal Centre National du Cinéma et de l’Image (CNCI) di Tunisi, potrebbe essere esteso ad altri paesi del mediterraneo.  Si tratta di 280 mila euro complessivi (50 mila al massimo per ogni progetto presentato da parte tunisina e 30 mila dagli italiani ), stanziati fino al 2020 “per stimolare la collaborazione culturale e cinematografica fra l’Italia e gli altri Paesi del Mediterraneo, supportando opere destinate ad una prima diffusione nelle sale cinematografiche e che abbiano una durata superiore a 52 minuti, indipendentemente dal genere: fiction, animazione e documentario”.

The Scarecrows di Nouri Bouzid

Ad  aprire al cinema Savoy la rassegna, curata dal direttore artistico Giulio Casadei,  “Il paradiso probabilmente” del regista palestinese Elia Suleiman. Un film  che si interroga sui concetti di identità e appartenenza,  insignito di una Menzione Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2019,  e  candidato agli Oscar 2020.

Il concorso ufficiale “Premio Amore e Psiche” vede 8 film in competizione in  un viaggio tra le due sponde del Mediterraneo che toccherà alcuni aspetti cruciali della contemporaneità: diritti umani, violenza contro le donne, immigrazione e diritto d’asilo, conflitti in Medio Oriente, il corpo e la sessualità.

La giuria di “Piuculture”

La  giuria ufficiale che annovera tra i suoi membri registi come Pappi Corsicato e Paola Randi, il critico Mario Sesti e la storica, Vanessa Roghi, sarà affiancata per l’ottavo anno consecutivo, dalla giuriaPiuculturecomposta da stranieri che vivono a Roma. Ne fanno parte: Bassirou Ballde, maliano, mediatore culturale, attore nel film “La mia classe”, Alexandra Dudu, rumena, imprenditrice, Aida Mehbudi, iraniana, documentarista iscritta all’Accademia di Belle Arti a Roma,  Rafael Cordero Graterol, pedagogo, responsabile della biblioteca nel palazzo occupato di viale delle Province.

The August Virgin di Jonàs Trueba

La Giuria composta da studenti di cinema e detenuti di Rebibbia

Per il concorso Cortometraggi, Premio Methexis e Premio Cervantes, curato da Alessandro Zoppo, troviamo 20 film provenienti da 20 paesi del Mediterraneo diretti da 10 registe e 10 registi.  Il programma affronta problematiche come la manipolazione dell’informazione, la post verità e le strutture di potere, la parità di genere, il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Tra i corti in competizione Ambience del palestinese Wisam Al Jafari, Aylin del turco Ozan Yoleri e la commedia Aziza di Soudade Kaadan, la regista siriana che ha aperto la scorsa edizione del festival con The day I lost my shadow. Ad assegnare i premi una giuria molto speciale composta da 8 studenti diplomandi nelle scuole nazionali di cinema europee e mediterranee e dai detenuti della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso che ospiterà la riunione conclusiva della giuria il 15 novembre per l’assegnazione del premio Methexis.

Napoli, capitale italiana del Mediterraneo

La  sessione “fuori concorso” sarà aperta dall’anteprima italiana di Synonymes di Nadav Lapid, Orso d’oro all’ultimo festival di Berlino. Dalla Slovenia Consequences di Darko Stante e per l’Italia “Il Sindaco del Rione Sanità” del regista napoletano, Mario Martone, distribuito nelle sale solo come evento per pochi giorni. Napoli, capitale italiana del Mediterraneo, ha un’importante collocazione all’interno di questa edizione per la presenza di Antonio Capuano come ospite d’onore con il suo “La guerra di Mario” e la partecipazione di Antonietta De Lillo e Pappi Corsicato, giurato del concorso ufficiale.

Una scena del Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone

Il MedFilm Festival ospiterà, inoltre, l’VIII edizione dei Lux Film Days, un  premio cinematografico assegnato annualmente a un film di produzione europea dal Parlamento europeo. Tre film in concorso: Cold Case Hammarskjöld di Mads Brügger, Honeyland di Tamara Kotevska, Ljubomir Stefanov e Il Regno di Rodrigo Sorogoyen, film che chiuderà il  festival il 21 novembre.

Back to the future

Dall’archivio messo insieme in 25 anni di vita del MedFilm Fest proviene il materiale della retrospettiva curata da Roberto Silvestri: “Back to the future”. Viaggio storico tra il cinema dissidente siriano perseguitato, l’alta qualità didattica israeliana, la vitalità turca e egiziana.

Oltre alla competizione ufficiale sono tanti gli eventi speciali e fuori concorso per un pubblico cinefilo ma anche “trasversale”.  Masterclasses con attori e registi famosi,  letture, mostre fotografiche, premi speciali, il “fuori concorso” è davvero molto ricco.

Una segnalazione speciale va alle “Letture dal Mediterraneo” un contenitore che prevede tre appuntamenti dedicati all’infanzia e all’immigrazione. In particolare nel pomeriggio di martedi 12 novembre al MACRO ASILO alle 17 si svolgerà l’incontro organizzato  da”Piuculture” con i due giornalisti Lorenzo Tondo e Francesca Mannocchi autori dei libri – inchiesta sui temi dell’immigrazione:  “Il Generale” e “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”.

“Honeyland” di Tamara Kotevska Ljubomir Stefanov

Di primo piano,  le due masterclass organizzate il 15 novembre, con il regista di Martin Eden, Pietro Marcello e con il regista tunisino Nouri Bouzid in  collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma.. Alle 10.30 presso l’aula XI di Villa Mirafiori dialogheranno con Pietro Marcello, i docenti di Estetica, Dario Cecchi e Stefano Velotti e Veronica Flora del Medfilm festival e il regista Gianfranco Pannone. Alle 15.00 presso l’aula 2 del Dipartimento di Studi Orientali edificio Marco Polo, incontreranno Bouzid: la docente di Storia Contemporanea del mondo arabo, Laura Guazzone, Francesco Zappa, docente di islamistica e Roberto Silvestri, critico cinematografico.

Nel mercato rionale di Piazza Alessandria si terrà, per tutta la durata del festival, la Mostra fotografica “WWW: Walk With Women – Insieme alle donne, contro la violenza” per prevenire e contrastare la violenza sulle donne, nel segno della cultura e dell’espressione artistica.

Aylin del turco Ozan Yoleri

Nell’ambito del bando di concorso nazionale promosso dal dipartimento per le Pari Opportunità, in attuazione della Convenzione di Instanbul, Walk with women insieme contro la violenza, verranno assegnati anche premi speciali al miglior cortometraggio (1500 euro) e per la migliore fotografia (750 euro).

I giovani della generazione Erasmus

Ai giovani della generazione erasmus è dedicata la sezione non competitiva Eu & Me che ospita 5 cortometraggi realizzati da importanti registi contemporanei come il greco, Yorgos Zois e il croato Dalibor Matanic’ con l’obiettivo di raccontare ai più giovani le opportunità offerte dalla Ue in campi come la mobilità, la sostenibilità, i diritti, il mondo digitale, le imprese.

Il PROGRAMMA della 25° edizione del MedFilm Festival

Francesca Cusumano
(31 ottobre 2019)

Leggi anche:

I vincitori della 24 edizione del MedFilm Festival

Roma Independent Film Fest

Corridoi umanitari per riprendersi la vita