Premio Methexis del Medfilm Fest: a Rebibbia scelti i vincitori

L’aria fredda di venerdì 19 novembre ha accompagnato l’ingresso al carcere di Rebibbia di una parte dei giurati del premio Methexis e del premio Cervantes, nell’ambito della 25° edizione del MedFilm Festival. Le condizioni climatiche avverse hanno fatto da cornice al non convenzionale punto di ritrovo; la giuria, infatti, è composta per metà da giovani studenti di cinema provenienti da Istituti del Mediterraneo e per metà da detenuti di quattro sezioni differenti del complesso di Rebibbia. Gli studenti, prima dell’ingresso, hanno manifestato gratitudine ed entusiasmo per l’opportunità ricevuta. “Un’occasione per conoscere il panorama cinematografico indipendente del Mediterraneo” ha sottolineato Giacomo, giovane sceneggiatore romano. “E’ come se parlassimo tutti la stessa lingua” ha aggiunto Eléna, studentessa spagnola. Alessandro Zuoppo, programmer e coordinatore del Med, si è dedicato alla selezione delle pellicole in concorso: ampio spazio, in questa edizione, al tema della ridefinizione di confine e alla narrazione femminile.

La parola ai giurati

L’incontro con l’altra parte della giuria è avvenuto in una sala comune dove, dopo un breve giro di presentazione, ognuno ha avuto modo di illustrare le proprie considerazioni. Sorprendenti le capacità critiche dei giurati che nulla hanno avuto da invidiare alle competenze tecniche degli studenti. Una grande passione condivisa da tutti, quella per il cinema. Daniele, giovane e frizzante romano ospite della struttura Terza Casa, si dice un appassionato dei grandi classici ed il suo film preferito è sicuramente “Il Gladiatore”; concorde Domenico che, oltre ai cult, preferisce i film autobiografici. “Sono sempre stato un patito del cinema: ho iniziato con le videocassette da piccolo” ha aggiunto Giordano. Tra i suoi registi preferiti Scorsese e Tarantino. In particolare, un importante contributo nella fase di selezione dei corti finalisti quello di Senar Turgut regista e autore kurdo turco, approdato nel 1991 alla Mostra del Cinema di Venezia, ora ospite a Rebibbia.

I titoli citati dai giurati detenuti sono stati Nefta Football Club di Yves Piat (Tunisia/Francia), Omè di Wassim Gaegea (Libano/Qatar), Autums Waltz di Ognejen Petkovic (Serbia/USA), Intense Practice to Improve Performance di Yasser Shafiey (Egitto). Questi corti hanno colpito la giuria per l’intensità della storia, per le tematiche affrontate e per la loro genuinità. In molti, allo stesso tempo, hanno lamentato l’impossibilità di seguire bene tutte le proiezioni per via dei sottotitoli spesso in lingua. I titoli scelti dagli studenti, invece, sono stati Ambience di Wisam Al Jafari (Palestina), Autumn Waltz, Intense Practice to Improve Performance, Dia de festa di Sofia Bost (Portogallo).

Pareri decisamente contrastanti tra le due giurie! Dopo un inteso confronto, la decisione finale: i vincitori del premio Methexis, ex aequo, Nefta Football Club e Autumn Walz; vincitore del il premio Cervantez, invece, Intense Practice to Improve Performance. Nonostante le divergenze d’opinione è apparso chiaro a tutti l’importanza dell’avere una passione comune tale da permettere un dialogo decisamente alla pari.

I cortometraggi vincitori

Nefta Football Club (2018) è la storia di due giovani fratelli appassionati di calcio che, al confine tra Tunisia e Algeria, si imbattono in un asino. L’animale, ambiguo perché indossa un paio cuffie sulle orecchie, trasporta dei pacchi di una sostanza bianca. Il più grande dei fratelli capisce di poter risanare le proprie finanze rivendendo quel sapone in polvere; il più piccolo, invece, riutilizzerà il bottino in modo inaspettato.

Autumn Waltz (2019) è ambientato nella malridotta Jugoslavia degli anni ’90; protagonisti due coniugi che tentano di lasciare il paese. Vengono fermati, però, da alcuni militari che non credono alla storia inventata per giustificare la fuga. Marito e moglie stanno per essere giustiziati quando l’uomo si volta ed esclama la parola “limone”: potrebbe essere determinante per la propria salvezza.

Intense Practice to Improve Performace (2018) narra umoristicamente la storia di pigri impiegati di un ufficio alle prese con tutto tranne che con il lavoro burocratico. Ma il nuovo assunto, ancora fresco di buoni propositi e di metodologia, che invece lavora duramente alle scartoffie da ufficio, porterà tra il resto degli impiegati sentimenti contrastanti

Giada Stallone
(20 novembre 2019)

Leggi anche: