Coloriage: l’atelier sociale che offre una visione etica della moda

Stoffe colorate, fantasie geometriche, abiti dalle linee morbide, pezzi unici, originali e di qualità. Tutto questo è Coloriage, un laboratorio di sartoria all’interno del Villaggio Globale, nel cuore di Roma, dov’è possibile trovare un pezzo di Africa.

Un progetto nato un anno fa e lanciato da Valeria Kone Sandrine Flament che promuove l’artigianato come un fattore di integrazione sociale e professionale.

“Coloriage è un progetto nato all’inizio del 2019 aperto alle persone migranti e ai richiedenti asilo che hanno la passione per l’artigianato”, spiega Valeria fondatrice dell’associazione Terià che dal 2018 promuove attività di formazione rivolte alla valorizzazione di arti e mestieri di persone inoccupate e appartenenti a paesi in via di sviluppo.

“Si tratta di persone che hanno già delle competenze ma che vogliono imparare i criteri della moda italiana, quando si tratta di persone straniere, oppure che vogliono perfezionarsi, quando si tratta di persone italiane. Dall’inizio dell’anno abbiamo formato 3 richiedenti asilo di cui 2 hanno trovato lavoro in una sartoria al centro di Roma e l’altro è diventato un nostro collaboratore fisso, Cherif.”

Una parte molto importante di questo atelier sono i tessuti provenienti dall’Africa occidentale che le due imprenditrici utilizzano nelle loro produzioni e che si caratterizzano per l’alta qualità e per la varietà di colori e forme. “Fabbrichiamo accessori, panni da cucina, bavaglini e capi che sono una fusione tra i colori dell’Africa e i modelli più vicini alla tradizione europea. E per sostenere i costi dell’iniziativa abbiamo lanciato una collezione di vestiti per bambini e un’altra per la casa. In più riceviamo anche diverse commissioni,” spiega Sandrine, che da quando è arrivata in Italia nel 2017 non ha mai interrotto il suo legame con l’Africa.

Un altro aspetto è quello della sostenibilità. Il riuso creativo o upcycling è parte integrante del loro laboratorio. “Capi, accessori e complementi d’arredo, difettati o smessi, vengono recuperati nel nostro laboratorio e trasformati con gli scampoli coloratissimi delle nostre collezioni, diventando pezzi unici e originali”, precisa Valeria.

Khassim Diagne, sarto e formatore di Coloriage

Khassim, invece, viene dal Senegal ed è in Italia da oltre vent’anni. Collabora con Coloriage sin dall’inizio del progetto, sia come sarto che come formatore, tenendo lezioni di taglio e cucito.

Il modo di lavorare nel mondo della sartoria in Italia è diverso rispetto a quello africano: qui si lavora con il cartamodello, invece in Africa elaboriamo quasi tutti i vestiti su misura. Ecco perché tante persone straniere frequentano il nostro laboratorio, perché vogliono imparare la tecnica italiana per inserirsi nel mondo del lavoro,” spiega il giovane.

Coloriage, attualmente offre una formazione informale a tutti i suoi allievi ma “visto il successo della nostra esperienza”, dice Valeria, “vorremmo strutturarci come una vera e propria scuola di moda, per questo motivo abbiamo lanciato fino al 31 gennaio un Crowdfunding, promosso da Banca Etica, con lo scopo di poter perfezionare il nostro atelier, acquistare dei nuovo macchinari  e dare una regolarità ai corsi indennizzando sia i formatori che gli allievi”.

Una moda “buona”, sostenibile e colorata che ha l’obiettivo di regalare alla città di Roma una scuola di moda gratuita e solidale.

Cristina Diaz(28 gennaio 2020)

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