Il capodanno ortodosso: come festeggia la comunità russa

Gli ortodossi a Roma

Il capodanno ortodosso si tiene tutti gli anni, in data diversa da quello cattolico perché I fedeli di religione ortodossa seguono il calendario Giuliano, precedente a quello Gregoriano  seguito invece dalla chiesa cattolica secondo quanto stabilito da papa Gregorio XIII nel 1582. Il periodo delle feste per gli ortodossi si allunga ben oltre la nostra epifania. Il sei gennaio i cattolici interrompono tutti i festeggiamenti e mettono via gli addobbi, ma i festeggiamenti degli ortodossi procedono per una settimana ancora. La tradizione ortodossa è seguita a Roma da diverse comunità provenienti dall’Est Europa: ucraini, russi, georgiani, serbi, macedoni che si ritrovano per celebrare Natale e Capodanno nelle chiese secondo il rito ortodosso.. Sono diverse i luoghi di culto frequentati dalla comunità ortodossa a partire dalla chiesa di Santa Caterina che si trova proprio dietro alla Cattedrale di San Pietro.

Festeggiare lontano da casa

Partecipano alla celebrazione nella chiesa di Santa Caterina Ekaterina Pugach, nata in Unione Sovietica, battezzata a nove mesi, residente a Roma. Ekaterina è con il marito che è cattolico e il figlio. Con loro Ekaterinacondivide le tradizioni più diffuse del cattolicesimo, in primis il Natale, per il capodanno le fa piacere preservare le sue tradizioni. Lo può fare con famiglia e amici perché a Roma non manca una comunità russa, che condivide i rituali e le usanze associati alle festività. In attesa dei festeggiamenti è previsto il digiuno, a cui molti si preparano insieme. Ekaterina sceglie di non digiunare, sentendosi comunque connessa al suo credo Non è un tempo di festeggiamenti eccessivi, come avviene nella tradizione laica tuttavia, la sera, a casa di Ekaterina non mancano i brindisi. In chiesa vanno la mattina presto il primo giorno dell’anno nuovo perché desiderano cominciare l’anno nel migliore dei modi con una confessione.

Cena in famiglia

Partecipano alla cerimonia religiosa di fine anno Natalia Struchkova e Olga Bilashenko che non sono residenti a Roma, ma turiste in visita per le vacanze. Vivono la tradizione con tutta la famiglia. Il 6 gennaio festeggiano il Natale ortodosso: una cena, festeggiamenti, scambi di regali come un secondo Natale. Non manca neppure un “new year tree” da allestire tutti insieme. La chiesa di Santa Caterina Martire via via si svuota, la celebrazione è finita e in una cappella laterale qualcuno si attarda per accendere una candela o dell’incenso e recitare una preghiera. In altri paesi, la tradizione cambia ancora. In Serbia, ad esempio, la cena di festeggiamento si tiene il 14 di gennaio. Ciò che accomuna le tradizioni dei vari luoghi è tuttavia il senso di festa, di celebrazione collettiva. Basta poter stare insieme, per ballare e cantare, in attesa del nuovo anno in arrivo, anche se con due settimane di ritardo.

Flaminia Zacchilli
(15 gennaio 2020)

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